Guida al cedolino di pensione di luglio 2026, le informazioni su trattenute e aumenti grazie alla quattordicesima.
In arrivo il mese prossimo la quattordicesima delle pensioni, un aumento che, per coloro che ne hanno diritto, renderà più ricco il cedolino di luglio, che per il resto non prevede particolari novità.
Ad affiancare le trattenute mensili dovute al pagamento in acconto di Irpef e addizionali, così come le rate del conguaglio di inizio anno per chi deve ancora restituire tutto il debito risultante, ci sarà quindi la maggiorazione sociale conosciuta come quattordicesima, la quale spetta solamente a coloro che soddisfano i requisiti legati al reddito e all’età anagrafica.
Il tutto si concretizzerà nelle tasche dei pensionati mercoledì 1° luglio, primo giorno bancabile del mese e, quindi, appuntamento con il pagamento delle pensioni e dei trattamenti assistenziali, come assegno sociale e pensioni di invalidità, per i quali però non spetta la quattordicesima.
A tal proposito, ecco tutto quello che sappiamo sul cedolino di luglio: una guida utile per coloro che vogliono farsi un’idea dell’aumento spettante prima della pubblicazione nell’apposita area personale MyInps.
Cosa c’è nel cedolino della pensione di luglio (a parte la quattordicesima)
Mettiamo per un attimo da parte la quattordicesima e analizziamo l’ordinario. Cosa c’è nel cedolino di luglio per chi non ha diritto alla maggiorazione, oppure per chi vuole capire quali sono le altre voci che incidono sull’importo netto della pensione?
Come ogni mese, anche a luglio sulle prestazioni fiscalmente imponibili vengono applicate le trattenute dovute all’Irpef mensile, alle quali si aggiungono le addizionali regionali e comunali relative all’anno precedente, recuperate dall’Inps in 11 rate, da gennaio a novembre dell’anno successivo a quello cui si riferiscono. Sempre lato addizionali, ci sono anche quelle comunali in acconto per il 2026, trattenute da marzo a novembre.
Sempre sul cedolino possono inoltre continuare a pesare le trattenute dovute al conguaglio fiscale di fine anno, con il quale l’Inps ha effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali applicate nel corso dello stesso periodo d’imposta, considerando l’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’Istituto.
Se nel corso dell’anno precedente sulla pensione sono state applicate mensilmente ritenute fiscali inferiori rispetto a quanto dovuto su base annua, l’Inps provvede a recuperare le differenze a debito sulle rate di pensione di gennaio e febbraio, anche fino alla capienza totale del rateo in pagamento. Nel caso in cui questi due mesi non siano stati sufficienti per recuperare l’intero debito, le trattenute proseguono sui ratei successivi, quindi anche a luglio, fino alla completa estinzione.
C’è poi una regola di favore per i pensionati con un importo annuo complessivo dei trattamenti pensionistici fino a 18.000 euro: se dal ricalcolo delle ritenute emerge un conguaglio a debito superiore a 100 euro, la rateazione viene comunque estesa fino alla mensilità di novembre.
Diverso, invece, il discorso per le prestazioni non assoggettate a tassazione. Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni e gli assegni sociali, così come le prestazioni escluse dalla tassazione per particolari motivazioni, come nel caso della detassazione per residenza estera o delle vittime del terrorismo, non subiscono trattenute fiscali.
La quattordicesima, la tabella con gli aumenti
La quattordicesima mensilità per la pensione viene erogata a coloro che sono titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’Assicurazione generale obbligatoria de:
- i lavoratori dipendenti;
- le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
- la gestione separata;
- le forme sostitutive;
- del Fondo clero.
Spetta anche a coloro che percepiscono l’assegno ordinario di invalidità, come pure la pensione ai superstiti. Non hanno diritto alla quattordicesima, invece, i percettori di assegno o “pensione” sociale, come pure di un trattamento assistenziale riconosciuto per invalidità civile. Non spetta neppure a coloro che percepiscono l’indennità sostitutiva della pensione riconosciuta con l’ape sociale.
Come anticipato, però, c’è anche un requisito anagrafico da soddisfare: bisogna aver compiuto i 64 anni, o comunque compierli entro la fine del 2026. Tuttavia, per chi compie gli anni entro luglio il pagamento avviene a luglio appunto, nel caso di coloro che li compiono successivamente invece la quattordicesima arriva a dicembre (con importo ridotto).
Ci sono poi dei limiti di reddito da rispettare. La quattordicesima, infatti, spetta esclusivamente a coloro che hanno un reddito che non supera di 2 volte il valore del trattamento minimo di pensione, nel 2026 pari a 7.954,05 euro.
Quindi, il limite entro cui stare per avere diritto all’aumento di luglio è di 15.908,10 euro. Superata questa soglia la quattordicesima spetta fino a concorrenza del predetto limite reddituale incrementato della somma aggiuntiva ipoteticamente spettante: più semplicemente, ne spetta solo una parte, che si riduce fino ad arrivare a zero quanto più è elevato il reddito percepito.
A questo punto, possiamo rispondere alla domanda su quanto spetta di aumento guardando alle tabelle 2026. Nel dettaglio, per chi ha un reddito che non supera di 1,5 volte il valore del trattamento minimo, quindi entro gli 11.931,08 euro, l’importo è maggiore, come indicato nella seguente tabella.
| Lavoratori dipendenti | Lavoratori autonomi | Importo quattordicesima |
|---|---|---|
| fino a 15 anni di contributi | fino a 18 anni di contributi | 437,00 euro |
| tra i 15 e i 25 anni di contributi | tra i 18 e i 28 anni di contributi | 546,00 euro |
| oltre i 25 anni di contributi | oltre i 28 anni di contributi | 655,00 euro |
Tra le 1,5 (ma sopra i suddetti limiti indicati nell’ultima tabella) e le 2 volte il trattamento minimo (15.908,10 euro), gli importi della quattordicesima sono:
| Lavoratori dipendenti | Lavoratori autonomi | Importo quattordicesima |
|---|---|---|
| fino a 15 anni di contributi | fino a 18 anni | 336,00 euro |
| tra i 15 e i 25 anni di contributi | tra i 18 e i 28 anni di contributi | 420,00 euro |
| oltre i 25 anni di contributi | oltre i 28 anni di contributi | 504,00 euro |
Gli importi sono netti, in quanto la quattordicesima non è soggetta a imposte.
Attenzione però, per avere diritto al pieno importo della quattordicesima serve che i requisiti risultino soddisfatti per l’intero anno 2026. Altrimenti si riduce, considerando solamente le mensilità in cui il pensionato ne aveva diritto. Ad esempio, chi compie 64 anni a marzo avrà diritto a soli 10/12 dell’importo di quattordicesima teoricamente spettante come indicato nelle suddette tabelle.
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