Quando arriva la pensione di settembre e quali pensionati ricevono il conguaglio? Ecco una guida con tutte le risposte.
Con il pagamento delle pensioni di agosto, completato nella giornata di ieri, lunedì 3, è arrivato il momento di guardare alla pensione di settembre, che tuttavia non comporterà cambiamenti rilevanti per la maggior parte dei pensionati, fatta eccezione per coloro che devono ancora ricevere il conguaglio Irpef risultante dal prospetto dell’ultima dichiarazione dei redditi.
Non tutti, infatti, hanno ricevuto il conguaglio ad agosto, prima data utile affinché l’Inps possa erogare il credito Irpef o iniziare le trattenute necessarie per recuperare l’eventuale debito. Come abbiamo più volte avuto modo di spiegare, infatti, il calendario del conguaglio dipende dalla data in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi: per chi se l’è presa comoda, quindi, i tempi inevitabilmente slittano.
Fermo restando che abbiamo già spiegato il problema riscontrato da molti pensionati - e lavoratori - che hanno utilizzato il modello precompilato per presentare la dichiarazione dei redditi congiunta con il coniuge, anche chi ha atteso oltre il 31 maggio per l’invio della dichiarazione rischia un rinvio.
Ma qual è il termine entro il quale presentare la dichiarazione per assicurarsi che il conguaglio venga effettuato sulla prossima pensione, quella in pagamento a settembre? Si tratta di un’informazione utile non soltanto per chi attende un aumento dell’importo grazie al rimborso, ma anche per chi deve iniziare a pagare le rate necessarie a saldare un eventuale debito risultante dalla dichiarazione.
Ricordiamo, infatti, che il piano di rateizzazione deve in ogni caso essere completato entro novembre. Di conseguenza, più tardi iniziano le trattenute e minore sarà il numero delle rate disponibili. Nel dettaglio, chi ha scelto il pagamento rateale in sede di dichiarazione dei redditi e riceverà il conguaglio a settembre si troverà sulla pensione sia la rata relativa ad agosto che quella di settembre, salvo poi proseguire con una rata al mese fino a novembre.
Pensione di settembre che verrà pagata martedì 1 settembre per tutti, tanto per chi ha l’accredito in banca quanto per chi invece ha preferito la posta (anche in caso di ritiro in contanti). Questo mese, quindi, non ci sono rinvii da mettere in conto visto che il primo giorno bancabile coincide esattamente con il primo del mese.
Pensioni, chi riceve il conguaglio a settembre
I pensionati che non hanno ricevuto il conguaglio ad agosto, molto probabilmente perché hanno presentato la dichiarazione dei redditi oltre il termine del 31 maggio scorso, possono sperare di trovarlo sulla pensione di settembre. In particolare, il conguaglio potrebbe arrivare per chi ha consegnato la documentazione al Caf entro il 20 giugno 2026, con successiva trasmissione all’Agenzia delle Entrate entro il 29 giugno.
Potrebbero rientrare nella mensilità di settembre anche alcune dichiarazioni presentate entro il 15 luglio e trasmesse entro il 23 luglio, per le quali il conguaglio è atteso tra settembre e ottobre.
Ricordiamo che è essenziale che l’invio della dichiarazione dei redditi sia andato a buon fine. Bisogna inoltre aver utilizzato il modello 730/2026 e aver indicato l’Inps come sostituto d’imposta, affinché l’Istituto possa riconoscere il rimborso o effettuare le eventuali trattenute direttamente sul cedolino della pensione.
Attenzione, però: le tempistiche potrebbero subire un ulteriore rinvio in presenza di un rimborso superiore a 4.000 euro, dal momento che l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi prima di autorizzarne il pagamento.
In caso di conguaglio a settembre, i pensionati che risultano a credito riceveranno l’intero rimborso Irpef spettante, nei limiti dell’imposta effettivamente versata. In caso di debito, invece, l’importo verrà trattenuto in un’unica soluzione oppure a rate, a seconda della scelta effettuata dal pensionato in sede di dichiarazione dei redditi.
Come anticipato, in caso di rateizzazione a settembre potrebbero essere trattenute insieme due rate, quella riferita ad agosto e quella di settembre, per poi proseguire con una rata al mese fino a novembre, termine entro il quale il piano deve essere completato.
Pensiamo, ad esempio, a un pensionato con un debito Irpef di 1.000 euro da suddividere in quattro rate fino a novembre. A settembre potrebbe subire una trattenuta di circa 500 euro, corrispondente alle prime due rate da 250 euro ciascuna, per poi pagare le restanti due rate sulle pensioni di ottobre e novembre. Ricordiamo comunque che agli importi delle rate successive alla prima si aggiungono gli interessi dello 0,33% mensile previsti per la rateizzazione, aumentando di pochi euro la cifra da restituire all’erario.