Pensione senza contributi: quanti soldi prende ogni mese chi non ha mai lavorato?

La pensione senza contributi non esiste, ma l’Inps eroga prestazioni assistenziali a chi non ha mai lavorato se vengono rispettati determinati requisiti. Quali sono e quanti soldi si prendono?

Pensione senza contributi: quanti soldi prende ogni mese chi non ha mai lavorato?

È possibile andare in pensione senza contributi? La risposta, chiariamo subito, è no. Ma esistono delle prestazioni di assistenza che, di fatto, permettono di ricevere dei soldi ogni mese anche se nella propria vita non si ha mai lavorato (oppure lo si è fatto, ma in nero il che, lo ricordiamo, è illegale).

Chi al raggiungimento dell’età pensionabile - 67 anni - non ha maturato i contributi necessari all’accesso alla pensione, o comunque non ha lavorato per gli anni necessari a rispettare i requisiti previsti dalla normativa, non ha diritto ad alcun trattamento previdenziale.

E allora chi ha sempre lavorato in nero, oppure coloro che non hanno avuto un impiego stabile e sono riusciti a mantenersi facendo qualche lavoretto, se la pensione non si può ottenere senza aver versato i contributi necessari, come faranno a mantenersi una volta che diventeranno anziani? Esistono dei trattamenti che l’INPS riconosce alle persone anziane che non hanno maturato abbastanza contributi per la pensione.

Si tratta di trattamenti che non si possono definire previdenziali - come appunto la pensione - ma assistenziali: uno di questi è l’assegno sociale, il contributo riconosciuto alle persone con almeno 67 anni (età per la pensione di vecchiaia ordinaria) che si trovano in uno stato di difficoltà economica.

Quanti contributi bisogna versare per la pensione?

Per ogni tipologia di pensione è necessario aver versato degli anni di contributi. Il minimo è 5 anni di contributi per la pensione di vecchiaia contributiva; in questo caso però non potrete andare in pensione prima di aver compiuto 71 anni di età.

Per la pensione di vecchiaia ordinaria, invece, gli anni di contributi aumentano a 20, mentre l’età è di 67 anni.

Infine abbiamo la pensione anticipata, alla quale possono accedere i lavoratori che pur non avendo ancora raggiunto l’età pensionabile hanno lavorato per molti anni. Per la pensione anticipata sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.

Chi non ha maturato abbastanza contributi non può andare in pensione. L’unica possibilità è quella di versare i contributi volontariamente, qualora rientriate in uno dei casi riconosciuti dall’INPS.

Si può andare in pensione subito versando i contributi in anticipo?

Quanti soldi prende chi non ha mai versato contributi

Se alla soglia dell’anzianità non avete maturato i requisiti per ottenere la pensione e non avete alcuna rendita che vi possa fare arrivare a fine mese potrete fare la richiesta per l’assegno sociale INPS.

Si tratta di una prestazione assistenziale che richiede un requisito anagrafico minimo pari a 67 anni. Inizialmente era sufficiente aver compiuto i 65 anni, ma il decreto Salvaitalia ha stabilito che sia le prestazioni previdenziali che quelle assistenziali debbano adeguarsi alle aspettative di vita.

Ma aver compiuto 67 anni non è sufficiente per beneficiare dell’assegno sociale. Trattandosi di un trattamento assistenziale, infatti, questo viene riconosciuto solamente a coloro che si trovano al di sotto di una determinata soglia di reddito, la quale viene rideterminata ogni anno.

Per il 2020 il limite di reddito per richiedere l’assegno sociale è di 5.977,79 euro per le persone sole, 11.955,58 per i coniugati. Anche l’importo viene calcolato ogni anno e quest’anno è di 459,83 euro, riconosciuti per tredici mensilità. È bene precisare che per richiedere l’assegno sociale è necessario essere residenti in Italia (residenza effettiva e dimora abituale).

Poi ci sono dei trattamenti assistenziali per le persone con un’invalidità riconosciuta che sono disoccupate, hanno un’invalidità pari almeno al 74% e rispettato i limiti di reddito previsti. Ci si riferisce alla pensione di invalidità assistenziale e non alla pensione di inabilità previdenziale, per la quale è necessario avere maturato un numero minimo di anni di contributi.

Di seguito una tabella riepilogativa che riporta gli importi dell’assegno mensile e i limiti di reddito da rispettare per il 2020:

MISURA IMPORTO 2020 LIMITE DI REDDITO 2020
Pensione invalidità parziale 286,81€ 4.926,35€
Pensione di inabilità civile (invalidi al 100%) 286,81€ 16.982,49€
Indennità di frequenza 286,81€ 4.926,35€
Assegno sostitutivo invalidità parziale (over 65) 374,48€ 4.926,35€
Assegno sostitutivo invalidità totale (over 65) 374,48€ 16.982,49€
Pensione speciale sostitutiva invalidità parziale (over 65) 293,60 4.926,35€
Pensione speciale invalidità totale (over 65) 293,60€ 16.982,49€
Pensione speciale sordomuti 286,81€ 16.982,49€
Indennità di comunicazione 258,00€ non ci sono limiti di reddito
Pensione per ciechi (non ricoverati) 310,17€ 16.982,49€
Pensione per ciechi assoluti (ricoverati) 286,81€ 16.982,49€
Pensione per ciechi parziali (ventesimisti) 286,81€ 16.982,49€
Assegno per decimisti 212,86€ 8.164,73€
Indennità speciale per ventesimisti 212,86€ non ci sono limiti di reddito
pensione ciechi assoluti (over 65 non ricoverati) 310,17€ 16.982,49€

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2 commenti

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mimmo • Luglio 2019

QUANDO I CONTRIBUTI SUPERANO PER UN MOTIVO QUALSIASI LA SOGLIA MASSIMA RICHIESTA ,COME SI CALCOLANO LE SETTIMANE IN PIU CHE CI SONO?
IN BASE A QUALE LEGGE VIENE APPLICATO IL VERDETTO? Ciao Mimmo

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Gio8814 • Gennaio 2019

Salve io percepisco un assegno di invalidità....posso sommarlo a un eventuale pensione integrativa sotto forma di rendita? Grazie mille

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