Pensione prima dei 60 anni: quando è possibile?

Andare in pensione prima dei 60 anni è possibile, ma solo in pochi ci riescono: riescono a farlo, infatti, solo coloro che hanno iniziato a lavorare da molto giovani mantenendo una carriera lavorativa senza interruzioni.

Pensione prima dei 60 anni: quando è possibile?

Andare in pensione prima del compimento dei 60 anni è il sogno di molti, ma obiettivo raggiungibile per pochi. Nonostante l’età pensionabile sia pari a 67 anni (requisito anagrafico richiesto per l’accesso alla pensione di vecchiaia), infatti, ci sono diverse opzioni per il pensionamento che consentono l’accesso alla pensione con largo anticipo, persino prima dei 60 anni di età.

Nel dettaglio, sono tre le opzioni che consentono di andare in pensione tra i 58 e i 59 anni: si tratta della Quota 41 e della pensione anticipata con cui però questo traguardo è possibile solo nel caso in cui l’interessato abbia iniziato a lavorare da molto giovane mantenendo una carriera continua.

La terza strada è quella rappresentata da Opzione Donna, la misura riservata alle lavoratrici che - a seconda della tipologia dell’attività esercitata - consente di andare in pensione a 58 o 59 anni.

Vediamo nel dettaglio in che modo queste tre misure consentono di andare in pensione prima dei 60 anni e quali lavoratori ne sono interessati.

Pensione anticipata prima dei 60 anni

Con il decreto 4/2019 sono stati salvaguardati i requisiti necessari per la pensione anticipata, per la quale non c’è stato l’adeguamento con le aspettative di vita che avrebbe comportato un incremento di 5 mesi del requisito contributivo.

Anche nel 2019, quindi, per accedere alla pensione anticipata - per la quale non è richiesta alcuna età minima - bisogna aver maturato:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi, se uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi, se donne.

Vedendo questi requisiti è ovvio che è molto difficile accedere alla pensione prima dei 60 anni ricorrendo a questa misura; tuttavia, in alcuni casi è possibile.

Pensate ad esempio ad una persona che ha cominciato a lavorare già prima della maggiore età, ad esempio a 17 anni. Qualora questa abbia mantenuto una carriera lavorativa senza interruzioni, avrà maturato il requisito contributivo richiesto per l’accesso alla pensione all’età di 59 anni e 10 mesi.

Nel caso in cui si tratti di una donna, invece, il requisito contributivo verrebbe raggiunto persino prima del compimento dei 59 anni, con la lavoratrice che potrebbe andare in pensione all’età di 58 anni e 10 mesi.

È bene ricordare, però, che per la pensione anticipata dal 1° gennaio 2019 è stata introdotta una finestra mobile trimestrale che ritarda di tre mesi la decorrenza dell’assegno. Il primo cedolino, quindi, arriverà tre mesi dopo il raggiungimento del diritto alla pensione.

Pensione prima dei 60 anni con Quota 41

Per i lavoratori precoci, ovvero per coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contribuzione prima del compimento dei 19 anni di età, c’è un’altra strada possibile per andare in pensione prima del 60° anno di età.

Si tratta della Quota 41 con la quale il diritto alla pensione si matura, indipendentemente dall’età anagrafica, al raggiungimento di 41 anni di contribuzione.

Per capire meglio riprendiamo l’esempio precedente, ossia quello del lavoratore che ha iniziato a lavorare all’età di 17 anni. Grazie a Quota 41 questo potrebbe accedere alla pensione prima rispetto a quanto previsto con la pensione anticipata: il collocamento in quiescenza, infatti, avverrebbe già all’età di 58 anni.

Tuttavia è bene ricordare che non tutti i lavoratori precoci possono ricorrere a Quota 41. Oltre a dover dimostrare di aver maturato 12 mesi di contributi prima dei 19 anni, infatti, il lavoratore deve appartenere ad uno dei seguenti profili di tutela:

  • disoccupato da almeno 12 mesi;
  • invalido almeno al 74%;
  • caregiver (colui che assiste familiari affetti da grave disabilità);
  • lavoratore usurante o gravoso.

Da tempo si riflette sulla possibilità di dare a tutti i precoci la possibilità di accedere alla pensione con Quota 41, tuttavia ad oggi non ci sono ancora novità in merito (e non ci saranno neppure nel 2020). Ecco perché ogni anno non sono molti i lavoratori a poter ricorrere a Quota 41.

Anche per questa misura è da segnalare una finestra mobile trimestrale introdotta con l’ultima riforma delle pensioni (con la quale però è stato evitato l’incremento di 5 mesi del requisito contributivo per accedere a Quota 41).

Pensione prima dei 60 anni con Opzione Donna

Un’ultima misura con la quale il diritto alla pensione si matura prima dei 60 anni è Opzione Donna, riservata alle lavoratrici. Grazie ad Opzione Donna, prorogata di un anno con l’ultima riforma delle pensioni, queste possono smettere di lavorare - se raggiunti i 35 anni di contribuzione - all’età di:

  • 58 anni se lavoratrici dipendenti;
  • 59 anni se lavoratrici autonome.

L’importante, però, è che sia il requisito contributivo che quello anagrafico siano stati maturati entro il 31 dicembre 2018; ad oggi, quindi, questa misura è riservata alle nate entro il 1960 (dipendenti) o il 1959 (autonome).

Altra condizione necessaria per andare in pensione con Opzione Donna è quella per cui la lavoratrice deve accettare che l’assegno venga ricalcolato con il sistema contributivo.

Anche per Opzione Donna ci sono delle finestre mobili, ma molto più lunghe rispetto a quelle della pensione anticipata e di Quota 41: per le lavoratrici dipendenti, infatti, l’assegno decorre dopo 12 mesi dalla maturazione dei requisiti per l’accesso alla misura, mentre per le autonome persino dopo 18 mesi.

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