Pensione anticipata: spetta a chi prende l’assegno ordinario d’invalidità?

Pensione anticipata e assegno ordinario d’invalidità non sono compatibili (nè convertibili): ecco qual è l’unica possibilità per non ritardare l’accesso alla pensione.

Pensione anticipata: spetta a chi prende l'assegno ordinario d'invalidità?

Assegno ordinario d’invalidità: posso rinunciarci per accedere alla pensione anticipata? Una domanda che molti, legittimamente, si fanno: dal momento che l’assegno ordinario d’invalidità è a tutti gli effetti una prestazione di tipo previdenziale, infatti, questa è incompatibile con altre pensioni dirette, come ad esempio con la pensione anticipata.

Vi è comunque la possibilità che questa, al compimento dei 67 anni d’età, si trasformi in pensione di vecchiaia.

Ma cosa devono fare coloro che invece maturano i requisiti per la pensione anticipata ma nel contempo percepiscono anche l’assegno ordinario d’invalidità? Possono rinunciare a quest’ultimo così da poter smettere di lavorare in anticipo e percepire la pensione dall’INPS? Facciamo chiarezza.

Assegno ordinario d’invalidità e pensione anticipata: i requisiti

Come prima vediamo quali sono i requisiti previsti per beneficiare dell’assegno ordinario d’invalidità e della pensione anticipata. Il primo consiste in una prestazione economica, erogata a domanda, in favore di coloro che hanno una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo causa infermità o difetto fisico o mentale; nel contempo, però, bisogna avere almeno 260 contributi settimanali, di cui 156 maturati nel quinquennio precedente alla data di presentazione della domanda. Non è richiesta la cessazione dell’attività lavorativa per il riconoscimento dell’assegno ordinario d’invalidità.

Per la pensione anticipata, invece, è sufficiente aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi, per gli uomini, o 41 anni e 10 mesi per le donne. Non è previsto alcun requisito anagrafico: potrebbe succedere, quindi, che il diritto alla pensione anticipata si raggiunga prima dei 67 anni, età per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

Come già spiegato, l’assegno ordinario di invalidità è incompatibile con altre forme di pensione. Tuttavia, al raggiungimento dei 67 anni questo si converte nella pensione vera e propria.

Resta da capire se questo si converte anche nel caso di raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata, o comunque se in tal caso si può rinunciare all’assegno ordinario di invalidità per smettere di lavorare e percepire l’assegno di pensione.

Rinunciare all’assegno d’invalidità per l’accesso alla pensione: è possibile?

Come prima cosa è bene sottolineare che, a differenza di quanto previsto per la pensione di vecchiaia, l’assegno ordinario d’invalidità non può essere mai convertito in pensione anticipata.

Va detto, come più volte spiegato dall’INPS, che trattandosi di una prestazione pensionistica, non è neppure possibile rinunciare all’assegno d’invalidità: una volta che questo è stato riconosciuto, infatti, la titolarità della prestazione resta consolidata e non vi è la possibilità di rinunciarvi.

Tuttavia, va considerato che l’assegno ordinario d’invalidità è comunque soggetto a rinnovo: il trattamento, infatti, ha una durata di tre anni, al termine dei quali va presentata una nuova domanda per la conferma per il successivo triennio. Conferma che avviene solamente quando persistono le situazioni che hanno dato luogo al riconoscimento dell’assegno. Dopo tre rinnovi consecutivi, però, la conferma diviene automatica.

Visto quanto appena detto, quindi, vi è comunque la possibilità per il lavoratore di non rinnovare l’assegno ordinario d’invalidità in prossimità del raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Basta farsi due rapidi calcoli per capire fino a quando conviene presentare domanda per il rinnovo. Qualora nei successivi tre anni si conta di raggiungere i requisiti per l’accesso alla pensione anticipata, infatti, è inutile chiedere il rinnovo della prestazione: in tal caso, infatti, bisognerebbe rinunciare all’opportunità di anticipare l’accesso alla pensione.

Prima di concludere, ricordiamo che in determinati casi l’assegno ordinario d’invalidità non si trasforma in pensione di vecchiaia a 67 anni: il diritto alla pensione, infatti, si raggiunge a 61 anni per i lavoratori dipendenti del settore privato con invalidità almeno pari all’80% e a 56 anni per le lavoratrici.

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