La tassa patrimoniale esiste già in Italia? Ecco quali sono le imposte sul patrimonio che paghiamo ogni anno (dall’IMU al bollo).
La Commissione Europea il 15 aprile 2026 ha fornito, tramite un report, un’analisi delle imposte patrimoniali in contesto europeo. Nello studio viene mappato il sistema di tassazione della ricchezza che analizza nel dettaglio le imposte che ricorrono più spesso sul patrimonio, sulle plusvalenze, sulle successioni e sulle donazioni con l’obiettivo di comprendere se la tassazione della ricchezza possa portare a una ridistribuzione più equa della pressione fiscale.
Le imposte patrimoniali funzionano, però, raramente perché portano sempre a introiti abbastanza modesti (si applicano su importi elevati). Com’è la situazione italiana in tal senso? Il nostro Paese non ha una vera e propria imposta patrimoniale, anche se da diversi anni si è chiamati a versare imposte che colpiscono direttamente il patrimonio.
Di tasse sul patrimonio, infatti, ne sono in vigore molte e portano nelle casse dello Stato oltre 37 miliardi l’anno. E proprio per questo quando si presenta uno spauracchio sulla patrimoniale non ci si dovrebbe spaventare: già esiste e la paghiamo convivendoci ormai da anni.
Cos’è una tassa patrimoniale?
Ma cos’è una tassa patrimoniale e perché spaventa? Solitamente quando si pensa alla cosiddetta “patrimoniale” ci si riferisce ad un’imposta pensata per risanare i conti dello Stato che ha lo scopo di tassare il patrimonio delle persone fisiche.
La tassa patrimoniale è un’imposta che colpisce la ricchezza del singolo e solitamente viene calcolata sul valore complessivo dei beni posseduti come immobili, conti correnti, titoli, investimenti al netto di eventuali debiti.
A differenza dell’IRPEF, che colpisce in modo proporzionale ciò che si guadagna ogni anno (il reddito), l’imposta patrimoniale tassa i beni accumulati come fabbricati, terreni, depositi, azioni, auto e imbarcazioni.
In Italia, però, ancora pesa una notte tristemente famosa di oltre 30 anni fa quando il Governo Amato prese una decisione senza precedenti: applicare un prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani del 6 per mille. E la cosa che sconvolse talmente tanto la popolazione che ancora si teme che la cosa possa ripetersi.
Patrimoniale in Italia: le tasse che già ci sono
Ma quando si parla di tassa patrimoniale non si deve pensare solo ad eventuali prelievi forzosi, che sono un’eccezione. Le tasse sul patrimonio in Italia già si pagano e sono molte. Purtroppo, però, il tema della patrimoniale torna ciclicamente al centro dibattito pubblico, ancor di più in periodi di “ristrettezze” economiche.
In tutti i casi, il rischio di una tassa sui patrimoni preoccupa gli italiani, per la maggior parte ostili a tale tipologia di tassazione. Ma parlare di patrimoniale in Italia non dovrebbe essere un tabù, perché nell’intricato sistema fiscale del Bel Paese se ne contano già moltissime, tra quelle che pesano sul possesso o che impattano sul trasferimento di patrimoni.
Si tratta di tasse, imposte e tributi che colpiscono la ricchezza e i possedimenti dei cittadini. Tuttavia solo per il fatto che non vengono classificate come tasse patrimoniali spaventano meno, ma lo sono, perché colpiscono, appunto, il patrimonio.
Le tasse patrimoniali sul possesso che già ci sono
Anche senza saperlo, quindi, paghiamo tasse patrimoniali ogni anno. Bollo auto, superbollo e canone Rai altro non sono che tasse sul possesso di beni. Anche se il bollo auto e il superbollo vengono mascherate come tasse di circolazione, infatti, sono dovute anche se il veicolo è chiuso in garage e non circola. Basta essere proprietari per dover pagare il balzello annuale.
Stesso discorso per il canone Rai, dapprima spacciato come abbonamento ai canali Rai, si è trasformata, poi, in una vera e propria tassa per chiunque possieda apparecchi atti a ricevere le trasmissioni televisive. Una tassa di possesso, dunque.
Il rappresentante di Confindustria, audito dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla riforma fiscale, fornisce alcuni esempi di tasse sul patrimonio attualmente in vigore.
Per non parlare dell’Imu, la tanto odiata imposta sulla casa da cui, fortunatamente, sono esentate le prime abitazioni non di lusso. Eppure pagare l’Imu sulle seconde abitazioni o su quelle di lusso non è altro che una patrimoniale sugli immobili. Ovvero sul loro possesso.
Quelle appena menzionate sono imposte patrimoniali reali, perché colpiscono una componente specifica della ricchezza (l’auto, l’apparecchio televisivo o la casa). D’altronde ne esistono anche altre forme.
Imposte sui patrimoni in Italia
Quante imposte paghiamo sui patrimoni mobiliari posseduti senza neanche rendercene conto? Vediamo le più comuni:
- l’Ivie e l’Ivafe, ad esempio , che colpiscono immobili e attività finanziarie detenute all’estero;
- l’imposta di bollo su conti titoli che è pari allo 0,20% del valore di mercato dei prodotti finanziari che si hanno nel portafoglio;
- l’imposta di bollo sui depositi (conti correnti e libretti di risparmio) che ammonta a 34,20 euro l’anno per depositi superiori a 5.000 euro;
- l’imposta di successione che pagano gli eredi;
- l’imposta di donazione;
- imposta ipotecaria;
- imposta catastale che si paga alla voltura per passaggio di proprietà di un immobile;
- imposta di registro che deve pagare chi trasferisce una proprietà e che si paga sul valore catastale in base ad un’aliquota;
Molto probabilmente non è molto sensato parlare di patrimoniale in Italia, ma sarebbe il caso di riorganizzare le tasse patrimoniali che già gravano sulla ricchezza e che non sempre vanno a pesare su chi ha patrimoni ingenti.