Partita IVA 2016: minimi, forfettari, contributi INPS, aliquote, fasce di reddito

Francesco Oliva

29 Luglio 2016 - 13:18

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Quali sono i limiti di reddito ed i contributi da versare per i contribuenti titolari di partita IVA nel regime dei minimi e nel regime forfettario 2016?

Il sistema attuale di limiti di reddito e contributi per i titolari di partita IVA in regime agevolato (vecchi minimi o nuovi forfettari che siano) appare un compromesso posticcio che mostra bene la sua reale natura: quella di un contentino con cui illudere i professionisti per un anno, per poi ricominciare, seppur lentamente e gradualmente, a tartassarli.
Lo ha dimostrato bene lo scorso anno l’introduzione dei correttivi nel Decreto Milleproroghe, un provvedimento che ha prolungato di un anno il vecchio regime dei minimi, prevedendo, sul fronte dei contributi INPS, solo un aumento più diluito e graduale. Con la Legge di Stabilità 2016, com’è noto, il regime dei minimi è stato abrogato ed è stato introdotto il regime forfettario quale unico regime per poter operare con una partita IVA agevolata.

Ecco le regole sui limiti di reddito ed i contributi per i titolari di Partita IVA in regime agevolato.

Vecchi Minimi e Nuovo regime forfettario
Importanti novità per coloro che intendono aprire una partita IVA: dal 1° gennaio 2016 sono cambiate le regole per i regimi con partita IVA agevolata.
Dal regime dei minimi al regime forfettario: la Legge di Stabilità 2016 rende ufficiale questo passaggio dopo il rinvio dello scorso anno.
Dal 1° gennaio 2016 l’unica partita IVA a regime agevolato sarà quella con il regime forfetario; il regime dei minimi potrà essere mantenuto fino alla naturale scadenza (quinquennio ovvero compimento del 35° anno di età del contribuente).

Ecco quali sono le possibilità di scelta per il 2016:

Regime fiscale Agevolato Aliquota fiscaleSoglia di reddito Limite di età
Nuovo regime forfettario startup 5% per i primi 5 anni - 15% dal 6° calcolato su una base imponibile data dal prodotto tra ricavi e un coefficiente di redditività variabile secondo la categoria professionale Variabile fino ai 50.000 euro annui, in base alla categoria professionale Nessuno
Regime ordinario Differenza tra costi e ricavi, assoggettamento a Irpef, Irap, IVA, studi di settore Nessuna Nessuno

Dal 2016 l’unico regime fiscale che rimarrà attivo sarà il nuovo forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità, il vecchio regime dei minimi a cui i contribuenti potranno ancora accedere per quest’anno andrà comunque a esaurimento, dal momento che al compimento del 35° anno di età i contribuenti dovranno comunque passare al nuovo regime forfettario introdotto dalla Legge di Stabilità.

Contributi INPS della gestione separata professionisti senza cassa
Prorogata per il 2016 anche la soglia contributiva in vigore nel 2015, con deroga a un provvedimento che ne prevedeva l’elevazione per il 2016 al 28,72%

In tal modo i titolari di Partita IVA che non sono iscritti a una specifica Cassa Previdenziale Professionale saranno soggetti, per i prossimi anni, alle seguenti aliquote contributive Gestione Separata INPS:

AnnoAliquota Contributiva
2016 27,72%
2017 29,72%
2018 33,72%

Come evidenzia la tabella, quindi, le aliquote della Gestione Separata INPS continueranno a crescere con un ritmo bestiale (ed incredibilmente iniquo).

Contributi INPS Artigiani e Commercianti
Occorre, infine, ricordare che il nuovo regime forfettario ha introdotto, per i soli artigiani e commercianti, iscritti alla Gestione Separata INPS in base al quale i soggetti interessati possono decidere di non versare contributi sul reddito minimo, calcolato per il 2016 a 15.548 euro.

In tal modo i contributi previdenziali saranno calcolati sul reddito dichiarato e andranno versati, entro gli stessi termini previsti per la dichiarazione dei redditi, in un’unica soluzione che comprende saldo e acconto.

Contributi INPS partita IVA regime forfettario 2016, la nostra guida completa:
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