Paramount non lascia la presa su Warner Bros e mette in campo Larry Ellison. Il cofondatore di Oracle ha offerto una garanzia da $40,4 miliardi a sostegno dell’OPA per l’acquisizione del gruppo.
Paramount-Skydance ci riprova. Per la settima volta. C’è un nuovo - ennesimo - colpo di scena nella battaglia per il controllo di Warner Bros. Discovery (WBD): Larry Ellison, cofondatore di Oracle e padre di David, attuale CEO di Paramount, ha offerto una garanzia personale di 40,4 miliardi di dollari a sostegno dell’offerta ostile per l’acquisizione dell’intero gruppo WBD.
Dietro questa scelta si cela una risposta diretta all’ultimo rifiuto ricevuto dal CdA della major di Hollywood, che aveva respinto l’OPA sostenendo che l’impegno azionario promesso non trovasse alcun sostegno diretto da parte della famiglia Ellison, ma solo dal Lawrence J. Ellison Revocable Trust, un fondo definito “ignoto e opaco”, le cui attività e passività non sono divulgate pubblicamente e possono quindi essere modificate in qualsiasi momento.
Ora Ellison, attualmente il terzo uomo più ricco del mondo, ci mette la faccia con la speranza che WBD possa riconsiderare la sua scelta.
Paramount rilancia: stesso prezzo, più garanzie
Il prezzo dell’offerta ostile per Warner Bros. Discovery rimane lo stesso: 30 dollari per azione in contanti, pari a un valore complessivo di circa 108,4 miliardi di dollari. La novità principale è la garanzia personale e “irrevocabile” di Larry Ellison, volta a coprire proprio quella parte di capitale necessaria al finanziamento dell’operazione.
La mossa mira a rispondere alle perplessità del consiglio di amministrazione di WBD, che nei giorni scorsi aveva invitato gli azionisti a rifiutare l’offerta di Paramount.
Inoltre, Paramount ha incrementato la “reverse termination fee”, la penale da pagare in caso di mancata chiusura dell’operazione, da 5 a 5,8 miliardi di dollari, allineandosi ai termini dell’offerta concorrente di Netflix. L’offerta è stata estesa fino al 21 gennaio 2026, per concedere agli azionisti più tempo per valutare la proposta.
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Netflix ottiene un finanziamento da $25 miliardi
Nel frattempo Netflix, attuale vincitrice dell’acquisizione di WBD con un accordo da 82,7 miliardi di dollari, prosegue i preparativi per l’integrazione degli asset di Warner Bros. - tra cui gli studi televisivi e cinematografici e il catalogo di HBO Max - all’interno della sua celebre piattaforma di streaming online.
La società guidata da Ted Sarandos e Greg Peters ha assicurato finanziamenti bancari per un totale di 25 miliardi di dollari a supporto dell’acquisizione. Secondo i documenti depositati al Securities and Exchange Commission (SEC), il pacchetto comprende una linea di credito revolving da 5 miliardi e due linee di credito senior per 20 miliardi, con scadenze tra i due e i tre anni.
I fondi finanzieranno la parte in contanti dell’operazione, con la quale Netflix ha superato la concorrenza di Paramount e Comcast con un’offerta da 27,75 dollari per azione, combinando pagamenti in contanti e titoli.
Cosa succede adesso
Nonostante il rafforzamento delle garanzie da parte di Paramount-Skydance, è probabile che il CdA di Warner Bros. Discovery continui a privilegiare l’accordo con Netflix, ritenuto più sicuro e meno rischioso per gli azionisti.
La corsa al controllo di Warner Bros. Discovery non è solo una sfida sui prezzi per azione, ma una competizione strategica per il futuro dell’industria dell’intrattenimento, che avrà ripercussioni significative su streaming, produzione televisiva e capacità produttiva globale. Se Paramount dovesse avere la meglio, emergerebbe come un colosso ancora più importante nella produzione e distribuzione di contenuti, mentre una vittoria di Netflix consoliderebbe ulteriormente la sua leadership nel settore dello streaming.
La decisione finale spetterà agli azionisti di WBD, chiamati a votare probabilmente nella primavera del 2026. Nel frattempo, il dibattito su valore delle offerte, solidità delle garanzie e prospettive di approvazione regolamentare continuerà ad animare i mercati e gli operatori del settore media.
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