Panda Bond: la Cina dà l’ok all’Italia

Panda Bond: la Banca Popolare Cinese autorizza Cassa Depositi e Prestiti ad emettere le obbligazioni denominate in renminbi per un importo complessivo di circa 650 milioni di euro

Panda Bond: la Cina dà l'ok all'Italia

I Panda bond sono realtà. In accordo con Cassa Depositi e Prestiti, la Banca Popolare Cinese ha dato il via libera all’emissione dei primi Panda bond per cui mancava solamente l’autorizzazione.

I proventi delle obbligazioni denominate in renminbi saranno utilizzati con uno scopo ben preciso: finanziare l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Cina.

Confermate quindi le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria che qualche settimana fa aveva preannunciato l’imminente entrata in scena dei Panda Bond e aveva svelato che CDP avrebbe proceduto con una prima emissione da 150 milioni di euro.

Panda Bond: la cifra in ballo

In base agli accordi stipulati tra Cassa Depositi e Prestiti e Bank of China, l’importo complessivo dei Panda Bond è di 5 miliardi di yuan, ossia circa 650 milioni di euro.

In base all’intesa, sono infatti esenti da ritenuta in Italia i pagamenti di interessi in relazione a titoli emessi da Cassa Depositi e Prestiti, percepiti da soggetti residenti in Cina.

L’accordo Italia-Cina arriva quindi a quattro mesi dalla visita ufficiale a Roma del Presidente cinese Xi Jinping in Italia che ha inserito l’Italia all’interno della nuova Via della Seta.

E se l’obiettivo dell’Italia è quello di finanziare l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Cina, quello del Paese asiatico è totalmente differente. La Cina infatti vuole internazionalizzare la sua valuta nazionale, in modo tale da renderla in futuro una reale alternativa al dollaro.

Tant’è che l’Italia non è il primo Paese a emettere titoli di Stato in renminbi. Prima del Bel Paese lo avevano fatto anche altre tre Nazioni: Polonia, Ungheria, e Portogallo.

Inoltre, il progetto di dar vita ai Panda Bond non è una novità per Cassa Depositi e Prestiti. Era già stato immaginato a novembre 2017 quando Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di CDP, era direttore finanziario di CDP.

Tra l’altro lo scorso agosto, proprio Fabrizio Palermo aveva firmato un accordo preliminare di collaborazione con Bank of China, che riguardava tre punti ben precisi: sostegno alle esportazioni, finanziamento di progetti infrastrutturali, e sostenibilità ambientale.

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