Pace fiscale: “mini cartelle” a rischio esclusione dal condono, ecco le novità

Pace fiscale: alcune mini cartelle rischiano di essere escluse dal condono. Il Governo intende modificare il DL n. 119/2018 rimuovendo la cancellazione automatica per alcune tipologie di debito. Ecco tutte le ultime novità sulla sanatoria.

Pace fiscale: “mini cartelle” a rischio esclusione dal condono, ecco le novità

Pace fiscale: lo stralcio totale delle “mini cartelle” rischia di essere escluso dal condono dei debiti col Fisco.

Si tratta dei carichi affidati alla riscossione nel decennio dal 2000 al 2010 di importo non superiore a 1000 euro. Ad oggi il testo del DL n. 119/2018 contiene la misura che prevede la cancellazione automatica dei citati debiti contratti e non pagati con l’Agenzia delle Entrate.

Secondo le ultime novità il Governo Lega M5S intende apportare una modifica alla misura presente nel decreto fiscale 2019 che prevede il condono delle mini cartelle fino a 1000 euro di importo per i debiti maturati dal 2000 al 2010.

L’obiettivo della Maggioranza sarebbe quello di predisporre l’esclusione dalla cancellazione automatica delle mini cartelle per alcune specifiche tipologie di debito.

In particolare la modifica riguarderebbe i contribuenti che, pur obbligati a tale pagamento, non hanno versato i contributi previdenziali e i premi dovuti agli enti previdenziali.

Tra le ultime novità sull’atteso condono dei debiti col Fisco anche un possibile aumento degli sconti sul valore delle liti pendenti con l’Agenzia delle Entrate.

Andiamo a vedere le ultime novità in tema di pace fiscale contenute nelle proposte di emendamento al testo del DL n. 119/2019.

Pace fiscale: “mini cartelle” escluse dal condono, cancellazione automatica a rischio

Non tutte le mini cartelle fino a 1000 euro comprese tra il 2000 e il 2010 potrebbero essere soggette alla cancellazione automatica entro la fine del 2018, il cosiddetto stralcio totale dei debiti contenuto in una misura di pace fiscale nel testo del DL n. 119/2018 potrebbe subire delle modifiche.

Nel dettaglio la novità riguarderebbe l’art. 4 del decreto fiscale 2019 a favore dello “stralcio dei debiti fino a mille euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010”.

L’intenzione del Governo del Cambiamento è quella di tornare ancora una volta sui propri passi in tema di pace fiscale e condono dei debiti, in particolare non ammettendo tutte le mini cartelle alla cancellazione automatica attualmente prevista dal DL n. 119/2018 ma escludendone alcune.

L’eventuale esclusione dallo stralcio totale e immediato riguarderebbe le cartelle relative ai contributi previdenziali e i premi dovuti ma non versati agli enti previdenziali.

Nel caso in cui il Governo decida nuovamente di mettere mano al decreto fiscale 2019 per apportare questa modifica, i contribuenti interessati non potranno più contare sul condono di questi debiti, i quali sarebbero difatti esclusi dalla cancellazione automatica delle mini cartelle prevista per il 31 dicembre 2018.

Pace fiscale: sanatoria delle liti pendenti, novità sugli sconti

In tema di pace fiscale una novità in positivo è quella relativa alla sanatoria delle liti pendenti, l’intenzione è quella di un aumento degli sconti a favore dei contribuenti che chiuderanno subito il contenzioso col Fisco.

Nel dettaglio l’obiettivo del Governo Lega M5S è “premiare” i soggetti che vinceranno in primo e in secondo grado di giudizio contro l’Agenzia delle Entrate con una definizione agevolata che preveda uno sconto massimo del 95% sulla lite.

Un occhio di riguardo anche per i contribuenti che hanno presentato un ricorso e sono in attesa del primo responso del giudice, per i soggetti in questione lo sconto è del 10% sul valore della lite che sarà quindi pagata al 90%.

Si ricorda che in entrambi i casi la sanatoria delle liti pendenti prevede che anche le sanzioni e gli interessi saranno esclusi dal pagamento.

Sempre in tema di liti pendenti il Governo del Cambiamento intende apportare modifiche alle percentuali da pagare nel caso di sola vittoria in primo o in secondo grado.

In questo caso, se la modifica sarà approvata, in Commissione provinciale il pagamento scenderebbe al 40% dal 50% attualmente previsto dal testo del DL n. 119/2018. Mentre in Commissione regionale il contribuente sarebbe tenuto a pagare solo il 15% del valore della lite, contro il 20% ad oggi contento nel decreto fiscale 2019.

Pace fiscale: avvisi bonari e altre novità sul condono

Oltre alla novità relativa alla possibile esclusione dal condono delle mini cartelle di cui sopra, le news “in negativo” in tema di pace fiscale non sono finite.

Tra le ultime novità vi è un’altra probabile esclusione dalla sanatoria e stavolta riguarda gli avvisi bonari che pur non essendoci una misura nel testo del DL n. 119/2018, nell’ultimo periodo si è molto discusso in merito alla possibilità di inserire un’apposita definizione agevolata.

Non ha trovato terreno fertile la proposta dei commercialisti in virtù di una pace fiscale ache per gli omessi pagamenti delle imposte dichiarate, pertanto la sanatoria per gli avvisi bonari sembra proprio saltare in quanto “sarebbe costata quasi 3 miliardi in termini di mancati recuperi in tre anni”.

Così scrive il Sole24Ore nel riportare le parole del sottosegretario al MEF Massimo Bitonci che in commissione Finanze del Senato si è pronunciato sull’impossibilità di inserire la misura nel decreto fiscale 2019.

Si ricorda infine che è papabile la possibilità emersa in questi ultimi giorni relativa all’esclusione dalla pace fiscale della dichiarazione integrativa speciale proposta dalla Lega per consentire l’accesso al condono dei debiti anche ai contribuenti che hanno presentato una dichiarazione infedele.

Senza dichiarazione integrativa speciale non sarà possibile regolarizzare gli importi omessi nella dichiarazione dei redditi, tuttavia i contribuenti in debito potranno sanare solo quanto dichiarato al Fisco.

Sembra proprio che vengano premiati invece i contribuenti onesti che hanno commesso degli errori formali al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi.

Il Governo Lega M5S intende dunque inserire la sanatoria per le irregolarità formali nel decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019, con la possibilità di correggere gli errori nella dichiarazione dei redditi pagando 200 euro per ogni anno.

Iscriviti alla newsletter Fisco e Tasse per ricevere le news su Pace fiscale

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.