Orban spinge per i colloqui di pace con la Russia: tensioni con Zelensky

Roberto Vivaldelli

15/10/2025

Il premier ungherese Viktor Orban intensifica gli appelli per negoziati di pace tra Russia e Ucraina, opponendosi all’adesione di Kiev all’Ue

Orban spinge per i colloqui di pace con la Russia: tensioni con Zelensky

Continua l’impegno deciso del premier ungherese Viktor Orban per intavolare un serio negoziato di pace con la Federazione Russa.

Il leader magiaro, infatti, ha lanciato l’ennesimo appello deciso ai leader dell’Unione Europea affinché promuovano colloqui di pace per risolvere il conflitto in Ucraina, citando il recente cessate il fuoco a Gaza come esempio di successo diplomatico.

In un post su Facebook, Orban ha dichiarato: “Ieri, il mondo intero ha guardato all’Egitto, dove il Presidente degli Stati Uniti Trump ha realizzato qualcosa che pochi avrebbero immaginato solo pochi mesi fa. Il suo successo invia un messaggio: i colloqui di pace non sono uno sprint, ma una maratona”. Secondo il premier magiaro, ogni battuta d’arresto nei negoziati non dovrebbe essere un motivo per abbandonare il dialogo.

Tensioni crescenti con l’Ucraina

Le dichiarazioni di Orban arrivano in un momento di crescente attrito con Kiev. Il Primo Ministro ha accusato l’intelligence ucraina di monitorare cittadini ungheresi e di aver infiltrato il partito d’opposizione “Tisza”, da lui definito “filo-ucraino”. “Hanno penetrato la vita pubblica e la politica, fornendo assistenza tecnologica ai loro alleati per aiutarli a conquistare il potere. Dicevamo: ‘I russi sono già nell’armadio’; ora dovremmo dire: ‘Gli ucraini sono già nel tuo smartphone’. Non lo ignoreremo!”, ha dichiarato Orban, riprendendo una celebre espressione tratta dal film ungherese del 1965 Il Capitano e gli altri, usata per indicare un pericolo già insito nel sistema.

Le accuse di Orban si inseriscono in un contesto di sospetti su presunte interferenze straniere nella politica ungherese. Recentemente, i media locali hanno riportato un possibile leak di dati che avrebbe coinvolto 18.000 utenti dell’app del partito Tisza: una notizia che ha sollevato non poche preoccupazioni circa la sicurezza informatica. Sebbene Tisa abbia negato il coinvolgimento di aziende ucraine nello sviluppo dell’app, tali accuse alimentano il tema dell’“influenza straniera” nel dibattito politico ungherese, mentre ci si prepara alla campagna elettorale in vista delle elezioni parlamentari, previste per il prossimo aprile. Nei sondaggi Fidesz stabile ma più debole rispetto al passato: pur mantenendo una base solida (circa 40%), perde terreno tra i giovani e nelle città. In alcuni sondaggi (vedi Publicus) Tisza, nato da una costola di Fidesz, addirittura oscillerebbe tra il 46% e il 50% dei voti.

La posizione di Orban: “L’Ungheria deve restare fuori dalla guerra”

Orban va per la sua strada. In un’intervista rilasciata a Kossuth Radio dopo il vertice UE di Copenaghen, il premier magiaro ha ribadito la necessità di tenere l’Ungheria fuori dal conflitto ucraino. “Non si tratta di una divergenza di opinioni, ma di azioni”, ha sottolineato, criticando la strategia bellica europea che, a suo avviso, si basa sull’errata convinzione che la Russia si arrenderà per esaurimento economico prima dell’Europa. “È un’illusione”, ha avvertito, citando i 170-180 miliardi di euro già spesi dall’UE senza risultati concreti.

Orban ha definito “senza precedenti” il rifiuto delle parti in conflitto di negoziare, esortando l’UE a non spingere l’Ucraina verso un’escalation, ma a favorire il dialogo con la Russia. “Più a lungo dura la guerra, più persone moriranno”, ha detto senza mezzi termini.

L’opposizione all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue

Un punto centrale del discorso di Orban è l’opposizione all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, che richiede il consenso unanime dei 27 Stati membri. “Il popolo ungherese non vuole essere in un’unione con l’Ucraina”, ha dichiarato, sostenendo che tale passo trascinerebbe l’Ungheria nel conflitto. “Sosteniamo la lotta eroica degli ucraini, ma non vogliamo condividere il loro destino”, ha aggiunto, proponendo un partenariato bilaterale simile a quello con Regno Unito e Turchia, piuttosto che un’adesione piena.

Orban ha anche annunciato una raccolta di firme nazionale per opporsi ai piani bellici di Bruxelles, accusando partiti d’opposizione come Tisza e DK di voler trascinare l’Ungheria nella guerra e di deviare fondi dalle famiglie ungheresi per finanziare l’Ucraina. “Se questi partiti arrivassero al potere, sacrificherebbero gli interessi delle famiglie ungheresi”, ha avvertito, sottolineando l’importanza di mantenere la sovranità nazionale.Il Primo Ministro ha inoltre evidenziato un rafforzamento dei legami con la Slovacchia, descrivendo i due Paesi come “piccole nazioni che remano nella stessa barca” contro le pressioni di Bruxelles.