Neoliberismo autoritario, interessi privati e tensioni internazionali, il forum svizzero sarà la cartina di tornasole per la nuova economia globale.
Il World Economic Forum di Davos 2026 arriva in un momento storico che pochi avrebbero immaginato anche solo dieci anni fa.
Non è soltanto un mondo attraversato da guerre, inflazione persistente, transizione energetica incompiuta e rivoluzioni tecnologiche accelerate. È soprattutto un mondo in cui l’autocrazia sembra tornata ad essere una scelta consapevole, più che una deriva accidentale. Secondo i principali indici internazionali sulla qualità della democrazia – dal Democracy Index dell’Economist ai rapporti di Freedom House e V-Dem – oltre la metà della popolazione mondiale vive oggi in Paesi classificati come non liberi, parzialmente liberi o governati da regimi autoritari.
Ma il dato più rilevante non è solo quantitativo ma anche qualitativo. L’autocrazia non è più il modello dei Paesi emergenti o delle economie arretrate. Sta diventando un’opzione politica rivendicata anche in contesti avanzati, in nome della stabilità, della sicurezza, dell’identità e della rapidità decisionale. [...]
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