Oltre il senno di poi: come le narrazioni retrospettive compromettono la fiducia nella consulenza finanziaria

Vincenzo Imperatore

1 Maggio 2024 - 07:09

La rielaborazione delle previsioni e l’adattamento dei ricordi ai fatti avvenuti sono fenomeni psicologici noti che vengono spesso sfruttati in maniera poco etica.

Oltre il senno di poi: come le narrazioni retrospettive compromettono la fiducia nella consulenza finanziaria

Dopo l’analisi delle settimane scorse sui costi sommersi e sull’ancoraggio, fenomeni di psicologia comportamentale che ci permettono di capire come alcune persone finiscano per prendere decisioni finanziarie sbagliate, spesso manipolate da consulenti poco scrupolosi, affrontiamo oggi il tema del rimpianto successivo (“senno di poi”), un altro potente effetto psicologico che influenza le nostre scelte finanziarie.

In campo finanziario, l’utilizzo subdolo del «senno di poi» da parte dei consulenti bancari emerge come una pratica problematica che deteriora la fiducia tra i consulenti e i loro clienti. Questa subdola tattica, soprattutto difensiva, viene adoperata per presentare gli eventi passati come se fossero stati prevedibili, benché al momento delle decisioni iniziali questi risultassero completamente imprevedibili. Questo approccio crea una percezione di inevitabilità e prevedibilità artificiale che può facilmente fuorviare i clienti riguardo le effettive capacità predittive del loro consulente.

La rielaborazione delle previsioni e l’adattamento dei ricordi ai fatti avvenuti sono fenomeni psicologici noti che vengono spesso sfruttati in maniera poco etica. Alcuni consulenti manipolano questi aspetti per costruire una narrazione convincente di eventi finanziari, rendendo le decisioni passate apparentemente giustificate e inevitabili. Questo tipo di comportamento non solo compromette la relazione di fiducia tra cliente e consulente, ma mina anche l’integrità del processo decisionale finanziario.

Questo uso improprio del senno di poi viene spesso evidenziato nei resoconti giornalieri dei media e nei commenti post-evento dei consulenti. Dopo la chiusura dei mercati, non è raro sentire analisti che spiegano con sicurezza e precisione perché i mercati hanno assunto un certo comportamento. Un ascoltatore non avvertito potrebbe facilmente dedurre che tali movimenti di mercato erano prevedibili e ragionevoli, anche se, in realtà, erano il risultato di dinamiche complesse e spesso casuali.

La questione diventa ancora più critica quando si considerano fenomeni economici che si sviluppano su scale temporali più lunghe, come anni o decenni. In questi casi, il senno di poi può trasformare eventi altamente imprevedibili e complessi in una serie di esiti che sembrano essere stati inevitabili. Ciò non solo distorce la realtà degli eventi, ma crea anche un terreno fertile per la speculazione e l’abuso delle aspettative dei clienti.
In questo contesto, il vero problema risiede nel modo in cui vengono percepite e interpretate le variabili economiche. Le teorie economiche che non tengono conto delle percezioni umane e delle loro aspettative possono portare a previsioni errate. Per evitare queste trappole, è fondamentale che i consulenti adottino un approccio più olistico e psicologicamente informato, riconoscendo l’impatto delle aspettative e delle percezioni nella formazione delle decisioni finanziarie.

Tuttavia, ciò che rende il senno di poi particolarmente pericoloso è la sua capacità di rassicurare falsamente. La convinzione che eventi passati fossero prevedibili, quando in realtà non lo erano, può portare a una falsa sicurezza che influisce negativamente sui futuri investimenti e decisioni finanziarie. I clienti, sentendosi traditi dalle presunte capacità predittive dei loro consulenti, sviluppano poi sfiducia e disaffezione nei confronti di queste figure professionali.

Per contrastare efficacemente il problema del senno di poi, non si può pretendere che i consulenti finanziari adottino pratiche trasparenti e basate sull’etica. Sarebbe come chiedere una dieta a un pasticciere.
Invece, è cruciale per i risparmiatori riconoscere e comprendere la natura di queste pratiche. Essere informati sui potenziali bias e sui giochi psicologici utilizzati in ambito finanziario può proteggere i loro investimenti e la loro fiducia nelle relazioni professionali. Con una maggiore consapevolezza e una collaborazione basata sulla fiducia e sulla trasparenza, è possibile mitigare gli effetti negativi del senno di poi e promuovere un ambiente di consulenza finanziaria più sano e equo.