Nuove regole Ue. Dal 14 giugno divieti per miele, marmellate e succhi

Ilena D’Errico

31 Maggio 2026 - 23:43

La colazione italiana cambia con le nuove regole Ue. Dal 14 giugno i nuovi divieti su miele, marmellate e succhi di frutta.

Nuove regole Ue. Dal 14 giugno divieti per miele, marmellate e succhi
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Sarà un anno di cambiamenti sulle tavole degli italiani, non soltanto per i rincari nel settore alimentare. Oltre alle restrizioni alle bustine monouso, quest’estate entra in vigore anche un’altra serie di norme volute dall’Unione europea, che toccano i tipici prodotti della colazione italiana: miele, succhi di frutta, marmellate, confetture e latte. Non a caso la Direttiva Ue in questione - la n. 2024/1438 - è ormai stata soprannominata «Direttiva Breakfast».

L’Italia, che l’ha recepita con il Decreto legislativo n. 207/2025, si prepara così all’introduzione di nuove regole sui prodotti alimentari, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e sicurezza ai consumatori. La disciplina europea potrebbe causare qualche disagio nell’immediatezza, ma il Belpaese ha colto l’occasione per valorizzare il Made in Italy, accentuando l’importanza della tracciabilità e della qualità delle materie prime in favore della produzione nazionale. I divieti entreranno in vigore il 14 giugno 2026, pertanto è pressoché terminato il tempo per adeguarsi.

Le regole dell’Ue tutelano il Made in Italy

La Direttiva Breakfast punta alla trasparenza nei confronti dei consumatori, uniformando le regole a livello europeo per una concorrenza equa e funzionale. Così, cambiano le regole di etichettatura per molti prodotti alimentari di largo consumo, garantendo informazioni più chiare e precise. In occasione dell’approvazione del Decreto di conversione, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida aveva dichiarato:

I cittadini avranno gli elementi per valutare con più consapevolezza il prodotto che stanno acquistando e fare una scelta sulla qualità. Il mercato europeo è un mercato aperto e deve continuare ad esserlo, ma dobbiamo essere consci che noi italiani, noi europei abbiamo livelli di qualità che altre nazioni non hanno. Sapere che la provenienza è italiana, europea o extra-Ue fa la differenza e tutela la qualità del Made in Italy.

Tutti i prodotti regolamentati dovranno essere commercializzati secondo le nuove norme a partire dal 14 giugno 2026, ma sarà ancora possibile smaltire le scorte di prodotti immessi sul mercato o comunque etichettati prima di tale data.

Miele: provenienza e uso industriale

Non sarà più sufficiente distinguere tra miele di provenienza Ue o non Ue. Dal 14 giugno il miele confezionato dovrà riportare i Paesi di provenienza delle miscele, con tanto di percentuali specifiche, in un elenco in ordine decrescente. A tal proposito, l’Italia ha colto la clausola di flessibilità concessa da Bruxelles, ammettendo che in presenza di quattro Paesi che formano una composizione del 60% o superiore non vengano riportate le percentuali dei Paesi restanti. Si tratta di una scelta controversa, perché sacrifica parzialmente la trasparenza in favore della praticità, ma per il momento non sarà modificata. È stato inoltre stabilito che la dicitura “miele filtrato” sia sempre sostituita da “miele ad uso industriale”, considerata più chiara e attinente visto che questo miele può essere usato soltanto nell’ambito culinario. Questa regola sarà particolarmente benefica per la produzione italiana, che ammonta a circa 24.000 tonnellate annue, ma anche per l’Ue stessa (secondo produttore mondiale).

Succhi di frutta, attenzione agli zuccheri

Per i succhi di frutta vengono introdotte le categorie:

  • “succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri";
  • «succo di frutta da concentrato a tasso ridotto di zuccheri»;
  • «succo di frutta concentrato a tasso ridotto di zuccheri».

L’uso di queste definizioni è possibile per i succhi che presentano il 30% di zuccheri in meno rispetto al prodotto di riferimento, ma resta ancora possibile inserire la dicitura “senza zuccheri aggiunti” quando corrispondente al vero. I consumatori potranno capire immediatamente il contenuto di zuccheri dei succhi di frutta, come richiesto dalle politiche europee in tutela della salute.

Marmellate e confetture: nuove soglie minime

Anche per marmellate e confetture vengono introdotte diciture unificate e semplificate, ma soprattutto aumenta la quantità minima di frutta per la confettura. Quest’ultima passa da 350 grammi a 450 grammi per ogni chilogrammo, con una percentuale che passa dal 35% al 45%. Per le confetture extra, invece, si passa da 450 grammi (45%) a 500 grammi (50%) di frutta per ogni chilogrammo di prodotto. Anche in questo caso, le nuove soglie valorizzano i prodotti nostrani, caratterizzati da percentuali ben più elevate.

Latte e gelatine, maggiore chiarezza

Infine, vengono forniti dei chiarimenti tecnici sulla presentazione delle diverse categorie di latte, nello specifico per alcuni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato destinato all’alimentazione umana. Sempre nell’ottica di maggiore trasparenza, la definizione di “gelatina” si applicherà d’ora in poi esclusivamente a quella di provenienza animale.

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