Un corporate bond di lungo termine, senza callability e rischio cambio, adatte per chi pensa che i tassi resteranno a lungo alti e/o in risalita
A fine maggio è giunta una nuova emissione corporate targata banca UniCredit (UCG) diretta al piccolo investitore individuale. Taglio retail, blasone dell’emittente e nessun rischio valutario sono i primi punti di forza che balzano all’occhio dalla lettura del Foglio Informativo del prodotto. Quanto ai ritorni, invece, il discorso è in chiaroscuro nel senso che è potenzialmente ricco e interessante ma a certe condizioni. Un tasso Euribor a 3 mesi del 3,83% per 15 anni farebbe la fortuna di questi investitori.
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Un investimento di lungo termine senza alcuna callability
L’obbligazione ha ISIN IT0005710782, data emissione 25 maggio ’26 e scadenza allo stesso giorno del ’41, tra 15 anni senza callability. Morale, o si acquista e lo si tiene fino al termine o si individua un proprio tempo/prezzo di ingresso e uscita dal prodotto. Il mercato di negoziazione diretta (corso secco) è il MOT di Borsa Italiana e il sistema multilaterale di negoziazione Bond-X di EuroTLX. Dal 26/05 al 5/06 Unicredit l’ha offerta a 100, alla pari, mentre da lunedì 8 bisognerà prepararsi alle inevitabili oscillazioni di mercato. Inoltre, anche agli annessi ampi spread bid/ask sul book, dato il modesto flottante a 10 mln di € e gli scarsi volumi tradati sul secondario.
Più in generale, i loro valori fluttuano su e giù in funzione di più eventi, come le attese sui tassi di interesse sul mercato. Ad esempio se il sentiment dominante è per un rialzo dei tassi allora i prezzi dei bond già emessi scendono, specie i lunghi. Il discorso vale anche al contrario, ovviamente. Ancora, sulle fluttuazioni dei corsi incidono fattori tipo il merito creditizio e gli eventi societari dell’emittente. Dal suo stato di salute, e relativa solidità patrimoniale, deriva la garanzia sul rimborso del capitale a scadenza e il regolare stacco dei coupon.
La prossima certezza del prezzo 100 sarà a naturale scadenza, salvo default emittente, quando procederà a ritirarlo e a rimborsarlo definitivamente. Il taglio minimo è di 1.000 € e relativi multipli, oltre alle spese di commissione alla propria banca.
La struttura dei coupon annui
La struttura cedolare è mista, nel senso che parte si parte da tassi fissi e si passa subito ai variabili entro range min-max predefiniti. La cedola è annua, ad ogni 25 di maggio a partire dal 2027. Nello specifico, i payout del bond Unicredit sono pari a:
- 5,75% lordo (4,255% netto, trattenuta fiscale al 26%) per il 1° anno. Quindi si è sicuri che nei primi 12 mesi 1 titolo UCG produrrà il 42,55 € netti;
- cedola variabile dal 2° al 15° anno, e pari al 150% del tasso Euribor a 3 mesi così come rilevato due giorni antecedenti l’inizio del periodo cedolare. In gergo tecnico, la cedola variabile sarà pari all’Euribor 3M al giorno della valutazione moltiplicato per il fattore di partecipazione al 150%. L’importo della cedola, in particolare, non potrà andare al di sotto del floor dello 0,00% e del cap al 5,75%.
Quindi la certezza attiene al solo 1° anno, mente per i restanti 14 potrebbe essere sempre nulla o sempre al 5,75% o sempre nel mezzo. L’ultima opzione è quella che, a nostro avviso, si concretizzerà nel 99,9% dei casi, dato che i payout dipendono dal trend dell’Euribor 3M che, per definizione, è mutevole. Ricordiamo che l’Euribor 3M è il tasso di interesse al quale un pool di banche europee si concede reciprocamente prestiti per tempo di 3 mesi.
Alcuni possibili scenari tra i tanti possibili
Nella peggiore delle ipotesi, il guadagno lordo totale sarebbe del 5,75% del coupon del 1° anno e stop. Nella migliore in assoluto, il 5,75% lordo per 15 anni, per un 86,25% lordo complessivo, eccezionale sulla carta ma non nei fatti. Un futuro 5,75% per 3 lustri, infatti, deriverebbe da valori costantemente elevati dell’Euribor 3M, ma tarpati dal cap stabilito a priori da UCG. In parole povere, senza il tetto e con il fattore di partecipazione al 150% i payout sarebbero più ricchi. In pratica è come se l’emittente dicesse: “questo è il valore del guadagno massimo oltre il quale non si va”.
Certo, per correttezza va detto che i payout non vanno mai sotto lo zero, ma nessun emittente in genere applica tassi negativi su prodotti retail.
Ora immaginiamo un livello intermedio, tipo un Euribor 3M al 2% per 14 anni, da fine maggio ’27 fino al 2041. Moltiplicandolo per il 150% del fattore di partecipazione si ottengono 14 coupon del 3,00% annuo lordo, il 2,22% al netto della trattenuta fiscale.
Infine vediamo come ricavare la soglia massima che consente di percepire il tasso massimo variabile possibile. Ci basterà dividere (cioè fare l’opposto del prodotto) il cap del 5,75% per il fattore di partecipazione, vale a dire:
5,75% : 1,5 = 3,83% di tasso-soglia dell’Euribor 3M.
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Un tasso Euribor a 3 mesi del 3,83% per 15 anni farebbe la fortuna di questi investitori
Oggi il tasso Euribor 3M si aggira sul 2,31% mentre nulla è dato sapere sui suoi valori futuri. Si accavallano tante proiezioni, ma saranno i valori futuri effettivi rilevati che daranno sostanza ai coupon prossimi a venire.
Da un lato c’è che lo storico del benchmark poco depone a favore dei coupon massimi dato che per poco tempo ha raggiunto o superato il tasso soglia del 3,83%. Tuttavia, un conto è il passato e un conto è il futuro. Anzi, è da marzo che il mercato sta scontando tra un quarto e mezzo punto percentuale di rialzo del costo del denaro per tenere a bada l’inflazione. Purtroppo è tornata la prospettiva di tassi medio-alti ancora a lungo, complici lo shock energetico e i timori sulle politiche fiscali di diversi Stati sovrani.
Più in generale, il bond UCG sembra adatto a chi vuol sfruttare un contesto di tassi in risalita, ma si tratta di scelte fatte di equilibri, attente analisi e massicce dosi di rischi. La principale è quella sul futuro trend dei tassi, appunto, che già è di difficile discernimento per le Autorità monetarie, figuriamoci per l’investitore retail.
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