Netto fisso tutti i mesi, sono più i rischi o i benefici?

Paolo Ballanti

22 Maggio 2023 - 06:57

Il netto fisso è un’alternativa a superminimi ed altri elementi aggiuntivi della retribuzione. Quali sono i pro e i contro di questa scelta aziendale e che conseguenze ci sono per il futuro?

Netto fisso tutti i mesi, sono più i rischi o i benefici?

La retribuzione che l’azienda è tenuta a riconoscere al lavoratore è fissata dalla legge e dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed eventualmente aziendali applicati dal datore di lavoro.

In aggiunta, il contratto di assunzione o una lettera di assegnazione successiva possono attribuire al dipendente una serie di elementi aggiuntivi, come superminimi o indennità ad personam.

Un altro esempio è il netto concordato, in grado di assicurare in ogni cedolino paga lo stesso compenso da liquidare al lavoratore.

In questi casi l’azienda, a seguito di una richiesta del dipendente o di sua iniziativa, è tenuta a valutare rischi e benefici del netto fisso. I primi, come vedremo, sono nettamente superiori ai secondi. Ciò tuttavia non impedisce al datore di lavoro di valutare il ricorso al netto concordato, in alternativa ad altri elementi aggiuntivi lordi come i citati superminimi e indennità ad personam.

Analizziamo la questione in dettaglio.

I vantaggi: il dipendente avrà lo stesso netto tutti i mesi

Il netto fisso mensile ha il vantaggio di evitare qualsiasi problema con il dipendente, il quale vedrà lo stesso importo in ogni cedolino. Le domande del lavoratore sul perché la busta paga è insolitamente bassa saranno quindi un ricordo del passato.

I vantaggi: convincere il candidato a scegliere l’azienda

Il netto fisso mensile può essere utilizzato dall’azienda come un elemento per convincere il candidato a siglare il contratto di lavoro.

In tal senso, quindi, il netto fisso entra a pieno titolo tra le armi dell’azienda per attirare talenti e / o sottrarli alle realtà concorrenti, al pari, ad esempio, del welfare aziendale o dei premi di produttività.

I vantaggi: il netto fisso aumenta i contributi totalizzati dal dipendente

Le somme riconosciute in busta paga a titolo di netto concordato sono a tutti gli effetti imponibili ai fini contributivi e fiscali.

Questo significa che le stesse sono soggette a:

  • Trattenute per contributi previdenziali ed assistenziali a carico del lavoratore;
  • Trattenute per tassazione Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche).

L’azienda dovrà inoltre farsi carico dei contributi previdenziali ed assistenziali per la quota in capo alla stessa, da versare all’Inps con modello F24 insieme alle somme trattenute in busta paga al lavoratore.

Di conseguenza, il riconoscimento del netto concordato permette al dipendente di vedersi accreditata una quota maggiore di contributi, con effetto sulla futura pensione.

Gli svantaggi: i dipendenti con netto fisso rallentano l’elaborazione dei cedolini

L’elaborazione del cedolino di un dipendente con netto fisso mensile richiede necessariamente un intervento diretto dell’operatore. Questo significa analizzare la singola busta paga e mettere in atto tutte le operazioni necessarie per raggiungere l’importo desiderato.

A seconda del software paghe utilizzato è obbligatorio:

  • Aggiungere manualmente un importo e modificarlo sino a quando il cedolino non raggiunge il netto concordato;
  • Lanciare la funzione che adegua automaticamente il netto.

Le attività richieste per la gestione del netto concordato non ostacolano particolarmente le tempistiche di elaborazione dei cedolini se il numero di dipendenti interessati è ridotto. Al contrario, quando i lavoratori con netto fisso raggiungono cifre considerevoli (pari o superiori a 20) l’elaborazione delle loro buste paga può ritardare in maniera non trascurabile l’elaborazione delle buste paga.

Gli svantaggi: il netto fisso non entra nella RAL del dipendente

Essendo una voce variabile della busta paga, il netto concordato non è incluso tra gli elementi fissi della retribuzione e, di conseguenza, nel calcolo della Retribuzione Annua Lorda (RAL).

L’aspetto non è di poco conto dal momento che la RAL è l’importo che meglio rispecchia il compenso spettante al dipendente. Lo stesso si assume come riferimento in caso di, ad esempio:

  • Cambio lavoro e trattative con il nuovo datore;
  • Richiesta di un prestito con o senza cessione del quinto dello stipendio;
  • Richiesta di un mutuo;
  • Stipula di un contratto di locazione.

Gli svantaggi: il netto fisso richiede un’attenta analisi prima di essere applicato

Introdurre il netto fisso significa chiarire nella lettera di assegnazione come comportarsi in caso di competenze straordinarie, quali premi una tantum o di risultato ovvero rimborsi 730. In queste situazioni le strade sono due:

  • Elaborare il cedolino senza alcun adeguamento del netto;
  • Elaborare il cedolino, adeguare il netto e, successivamente, aggiungere la voce straordinaria.

Al tempo stesso è necessario definire la condotta da tenere in presenza di assenze che possono determinare una riduzione delle competenze. Si pensi a:

  • Eventi a carico di Inps ed Inail, ad esempio malattia, maternità, infortunio sul lavoro;
  • Eventi non retribuiti come aspettativa, sospensione o permessi.

La lettera di assegnazione definirà se:

  • Elaborare il cedolino senza adeguamento al netto in caso di assenza;
  • Elaborare il cedolino senza adeguamento al netto in caso di assenza che ecceda una determinata durata;
  • Elaborare il cedolino con adeguamento al netto a prescindere dalla durata dell’assenza.

Alla luce di quanto appena citato si comprende la quantità di aspetti da definire nella lettera di attribuzione del netto. Il margine di errore, rappresentato dal fatto di non disciplinare determinati comportamenti da tenere nell’elaborazione della busta paga, è elevato.

Gli svantaggi: creare un precedente

L’assegnazione di un netto fisso crea un precedente all’interno dell’azienda. Di conseguenza, altri dipendenti in futuro potrebbero chiedere lo stesso trattamento.

Aumentando il numero di dipendenti con il netto fisso si incorre negli svantaggi sopra citati:

  • Difficoltà nel definire la lettera di assegnazione dell’importo;
  • Dilatazione dei tempi di elaborazione dei cedolini.

Al fine di regolamentare l’assegnazione del netto fisso è opportuno individuare dei criteri di attribuzione oggettivi come:

  • Livello;
  • Anzianità di servizio;
  • Mansione;

da indicare ad esempio in un accordo aziendale.