Netflix rinuncia a Warner. Paramount vince la guerra di Hollywood (e il titolo segna +10%)

Giorgia Paccione

27/02/2026

Dopo mesi di rilanci, Netflix si sfila dalla corsa a Warner Bros. Discovery. Offerta giudicata non più sostenibile: strada spianata a Paramount Global e rally in Borsa.

Netflix rinuncia a Warner. Paramount vince la guerra di Hollywood (e il titolo segna +10%)

Hollywood cambia pelle ancora una volta. Ma questa volta, a vincere la guerra, è Paramount. La lunga battaglia per il controllo di Warner Bros. Discovery si chiude infatti con un colpo di scena che ridisegna gli equilibri: Netflix ha ufficialmente deciso di non rilanciare sull’offerta superiore presentata dalla rivale, abbandonando un’operazione che solo pochi mesi fa sembrava destinata a trasformare radicalmente il panorama dello streaming globale.

Una scelta accolta con favore dal mercato: il titolo del colosso di Los Gatos è balzato di circa il 10% nelle contrattazioni after hours. Ma cosa succede ora?

La resa di Netflix: “Non più finanziariamente attraente”

A motivare il passo indietro sono stati i co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters, che hanno ribadito la necessità di mantenere disciplina sui conti.

La transazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti. Comunque noi siamo disciplinati e il prezzo richiesto per eguagliare l’offerta di Paramount rende l’accordo non più finanziariamente attraente, per questo abbiamo deciso di declinare”, ha dichiarato la società.

Netflix aveva firmato a dicembre un’intesa da circa 83 miliardi di dollari basata su un’offerta di 27,75 dollari per azione e focalizzata su una parte rilevante degli asset di Warner, tra cui HBO e lo storico studio cinematografico. A gennaio aveva persino convertito la proposta interamente in contanti per renderla più competitiva. Ma l’ultimo rilancio di Paramount ha alzato l’asticella oltre la soglia ritenuta sostenibile dal management.

L’offerta di Paramount e l’ascesa di David Ellison

Paramount Global, attraverso la controllata Skydance guidata da David Ellison, ha messo sul tavolo 31 dollari per azione interamente in contanti, per una valutazione complessiva di circa 111 miliardi di dollari. L’offerta riguarda l’intera Warner Bros. Discovery e include garanzie aggiuntive che hanno convinto il consiglio del gruppo a definirla “proposta superiore”.

Il pacchetto prevede la copertura integrale delle penali di rottura, inclusi i circa 2,8 miliardi dovuti a Netflix per l’annullamento dell’accordo precedente, oltre a una penale regolatoria da 7 miliardi nel caso in cui le autorità bloccassero l’operazione. Sono state inserite anche commissioni aggiuntive in caso di ritardi oltre settembre 2026, un segnale della determinazione di Ellison a chiudere l’operazione.

Per il manager, già protagonista della fusione tra Skydance e Paramount, si tratta di un passaggio cruciale nella costruzione di un nuovo gigante dei media, sostenuto anche dall’appoggio finanziario del padre Larry Ellison, cofondatore di Oracle.

Nuovi equilibri per Hollywood: cosa succede ora?

La ritirata di Netflix segna la fine di una delle sfide più intense degli ultimi anni nel settore dei media. Il gruppo californiano ha preferito preservare flessibilità e liquidità, confermando investimenti per circa 20 miliardi di dollari in contenuti nel 2026 e la ripresa del programma di buyback azionario.

Per Paramount, invece, si apre una fase decisiva: restano da superare i passaggi regolatori, ma con l’uscita di scena del principale rivale la strada appare meno accidentata.

Se l’operazione andrà in porto, nascerà un conglomerato capace di combinare studio cinematografico, reti televisive e piattaforme streaming sotto un’unica regia, rafforzando ulteriormente il potere dell’impero costruito da David Ellison.

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