Buy back: cos’è? Il significato del riacquisto azioni

Redazione

1 Marzo 2022 - 13:04

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Buy back: cosa significa e cosa sapere dell’operazione di riacquisto azioni? Una guida completa per comprendere come funziona questa operazione legata a società quotate.

Buy back: cos'è? Il significato del riacquisto azioni

Cosa si intente per Buy back?

Letteralmente, il termine buy back si traduce come riacquisto di azioni proprie eseguito da una società quotata.

Quando si decide di procedere con questa operazione le conseguenze possono essere diverse. L’obiettivo, comunque, resta essenzialmente uno: garantire una remunerazione agli azionisti.

Attraverso il buy back, infatti, la società in questione riacquista parte delle proprie azioni sul mercato e poi le cancella, non potendo essere azionista di se stessa.

Il significato di buy back è quindi di diminuire le azioni che ci sono sul mercato e aumentare il valore di quelle rimanenti. Scopriamo cos’è il buy back, il significato del termine e le modalità con cui si può espletare questa operazione.

Buy back: cos’è? Il significato del termine

Buy back significa riacquisto di azioni proprie. Per comprendere al meglio il termine è necessaria però qualche informazione più precisa.

Con il buy back la società ha l’opportunità di investire su sé stessa. Riducendo il numero di azioni sul mercato, l’operazione di riacquisto permette di aumentare il valore delle stesse, dato che ogni investitore di quella società avrà una porzione più grande della stessa essendo diminuito il numero complessivo di titoli (ossia di pezzetti in cui la società è divisa).

Nel dettaglio, il buy back si concretizza in vari modi e può soffisfare obiettividiversi. In primis l’operazione può rispondere alle esigenze di una società che consideri le proprie azioni sottovalutate; in secundis può mettere in luce le previsioni rialziste dell’azienda delle sue attuali operazioni. Poi ancora può rispondere all’esigenza di garantire un ritorno nelle mani degli azionisti.

Come realizzare un buy back? Le modalità

Sono due i modi in cui l’operazione di riacquisto di azioni proprie può essere realizzata. Possiamo infatti parlare o di offerta diretta, detta anche tender offer, oppure possiamo fare riferimento a un acquisto sul mercato.

  • Offerta diretta: in questo caso con il buy back la società offre agli azionisti di riacquistare un tot di azioni a una forchetta di prezzo che viene stabilita all’interno di un determinato arco temporale. È la pratica più diffusa.
  • Acquisto sul mercato: in questo caso il riacquisto di azioni proprie da parte della società avviene con le modalità utilizzate da un qualsiasi investitore, ossia ad un prezzo stabilito dalle dinamiche di mercato (incontro domanda/offerta). Questa seconda modalità di buy back è in genere poco utilizzata dalle aziende poiché non appena viene diffusa la notizia il prezzo delle azioni schizza.

Il buy back, o riacquisto di azioni proprie, segue insomma uno schema ben preciso che si articola per gradi:

  1. la società riacquista alcune sue azioni;
  2. tali azioni vengono riassorbite e cancellate, poiché la società non può essere investitore di sé stessa;
  3. la cancellazione riduce il numero di azioni sul mercato;
  4. meno azioni ci sono, più aumenta il loro valore;
  5. essendo aumentato il loro valore, ogni azionista ha una fetta più grande della società e dunque un maggior profitto.

Motivazioni del buy back

Una società quotata sul mercato decide di condurre un’operazione di buy back sulla base di diverse motivazioni, alcune delle quali sono state già accennate in precedenza:

  • Eccesso di liquidità: l’azienda ritiene che la sua liquidità in eccesso possa essere più redditizia se investita nelle sue stesse azioni, piuttosto che adoperata in impieghi bancari o reinvestita. La società in questo caso si comporta come un risparmiatore esterno che decide di portare avanti un investimento nel suo stesso titolo.
  • Valore per gli azionisti: poiché un’operazione di buy back:
    • aumenta la quotazione dei titoli, in quanto ne sostiene la domanda sul mercato;
    • aumenta il valore patrimoniale dei titoli rimasti, qualora i titoli soggetti a buy back vengano distrutti.
  • Mantenimento della maggioranza, assoluta o relativa delle quote azionarie, e quindi del controllo e della proprietà aziendale, in quanto le azioni riacquistate dall’emittente escono dal listino-mercato azionario, e non possono essere oggetto di offerta pubblica di acquisto.
  • Ottenere una plusvalenza: acquistando le azioni ai minimi storici per rivenderle sul mercato, non appena le quotazioni ritornano ai livelli pre-crisi.

Scopi del buy back

Come sarà già emerso nelle precedenti righe, le operazioni di buy back sono utilizzate per attuare:

  • Piani di stock option: l’attribuzione di azioni ai dipendenti e/o agli amministratori della società, implica che l’azienda debba dotarsi di pacchetti azionari.
  • Distribuzione di azioni o altre opzioni su azioni a titolo gratuito o oneroso, ai dipendenti e amministratori dell’emittente o di società controllate.
  • Scambi di azioni con altre società di capitali, nell’ambito di operazioni di natura strategica di interesse per gli emittenti.
  • Valutazione azionaria: il buy back può anche dare un importante segnale al mercato di come gli amministratori ritengano che il titolo sia sottovalutato. Se tale segnale viene recepito, gli agenti potrebbero investire in detto titolo e portare le quotazioni a salire.

A seguito della crisi del 2008, le operazioni di buy back si sono diffuse anche per altri strumenti finanziari come le obbligazioni, ed anche a soggetti di diritto pubblico, con il riacquisto di titoli di debito sovrano da parte delle Banche Centrali.

In questi casi, l’operazione è finalizzata a:

  • evitare che all’asta con gli investitori istituzionali restino invendute delle obbligazioni;
  • collocare i titoli con interessi più bassi: aumentando la domanda scende il costo complessivo del debito pubblico e si mantiene ripagabile anche nel lungo termine.

Effetti del buy back

Le operazioni di buy back risultano piuttosto convenienti se si guarda alle loro conseguenze sugli indici della società. Il riacquisto di azioni proprie, e dunque una loro riduzione sul mercato, aumenta la fetta societaria e il profitto di ciascun azionista. In altre parole aumenta l’EPS.

A migliorare sono così anche il ROE e il ROI: in questo ultimo caso viene ridotto il numero di asset e dunque il denominatore del rapporto necessario al calcolo.

Esempio di buy back

Nonostante abbia avuto un anno fiscale piuttosto buono, la società X considera i propri titoli sottovalutati rispetto a quelli dei principali competitor. Per remunerare i propri azionisti nel lungo periodo e alzare il valore delle azioni, decidere di procedere con un’operazione di buy back volta al riacquisto del 10% di azioni proprie.

I titoli X sono in totale 1 milione e gli utili totali sono pari a 1 milione di euro. Di conseguenza l’EPS (utile per azione) è di 1 euro. Il rapporto P/E è di 20, per cui le azioni scambiano a 20 euro ciascuna.

EPS = 1.000.000 utili/1.000.000 azioni = 1 euro

Come accennato, la società vuole procedere al buy back del 10% delle sue azioni, che nel nostro esempio corrisponde a 100.000 titoli (su 1.000.000). Il nuovo EPS sarà aumentato da 1 euro a 1,11 euro, dato che non dovrà più essere calcolato su un milione di azioni ma su 900.000.

Nuovo EPS = 1.000.000 utili/900.000 azioni = 1,11 euro

Con un P/E ratio di 20, il valore delle azioni non sarà più di 20 euro ciascuna, ma di 22,22 dopo il buy back, ossia dopo il riacquisto.

1,11 x 20 = 22,22 euro per azione

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