Dopo la mancata acquisizione di Warner Bros. Discovery, Netflix punta su un nuovo progetto e compra InterPositive, una startup di intelligenza artificiale fondata dall’attore Ben Affleck.
Nel 2022, l’attore statunitense Ben Affleck aveva cominciato a ragionare su come l’intelligenza artificiale avrebbe potuto trasformare il cinema. Da lì era nata InterPositive, una società con sede a Los Angeles rimasta in modalità “stealth” - anonima al pubblico - dalla fondazione fino all’annuncio dell’acquisizione da parte di Netflix. Nessuno sapeva della sua esistenza o del coinvolgimento di Affleck prima che il colosso dello streaming rendesse pubblica l’operazione.
InterPositive non assomiglia agli strumenti di generazione video più comunemente utilizzati, come Sora di OpenAI, ma si basa su un modello di intelligenza artificiale specifico per ogni fase della produzione, a partire dal girato del giorno (i cosiddetti “dailies”).
Una volta costruito il modello con il materiale già girato, i filmmaker possono usarlo per risolvere problemi altrimenti laboriosi, come eliminare i cavi visibili nelle scene di stunt, stabilizzare un’inquadratura, recuperare una ripresa mancante, modellare la luce o migliorare i fondali. È, di fatto, una digitalizzazione di processi già esistenti nella post-produzione, applicata però attraverso un modello addestrato sullo specifico linguaggio visivo di ogni film. Nella tecnologia della startup sono stati incorporati vincoli precisi a protezione dell’estro creativo, affinché gli strumenti permettano un’esplorazione responsabile senza sottrarre agli artisti le decisioni fondamentali.
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Perché Netflix ha comprato InterPositive
Per Netflix si tratta di una delle sue rarissime acquisizioni: la società guidata da Ted Sarandos e Greg Peters ha sempre preferito sviluppare internamente i suoi prodotti piuttosto che acquistarli da fuori. Secondo fonti citate da Bloomberg, l’operazione potrebbe valere fino a 600 milioni di dollari, in parte già versati in contanti e in parte legati al raggiungimento di obiettivi di performance.
L’intero team di InterPositive - 16 tra ingegneri, ricercatori e creativi - passerà a Netflix, mentre Affleck assumerà il ruolo di senior advisor su temi tecnologici e creativi. Netflix ha precisato che la tecnologia della startup non sarà disponibile sul mercato: gli strumenti di InterPositive saranno riservati esclusivamente ai partner creativi e alle produzioni della piattaforma. L’acquisizione arriva in un momento decisivo per Netflix. Pochi giorni fa, il colosso dello streaming ha infatti incassato 2,8 miliardi di dollari come indennizzo dall’accordo saltato per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery.
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La reazione di Hollywood
Nel frattempo, i principali sindacati di Hollywood si preparano a una nuova tornata di negoziati con studios e piattaforme streaming, Netflix inclusa, in un clima di forte tensione sul ruolo dell’intelligenza artificiale nelle professioni creative.
Netflix ha risposto con un messaggio chiaro. La Chief Product and Technology Officer Elizabeth Stone ha spiegato che la collaborazione nasce da una convinzione condivisa in cui l’innovazione deve rafforzare chi racconta storie, non sostituirlo. Anche la Chief Content Officer Bela Bajaria ha aggiunto che il rapporto con gli artisti si è sempre basato sulla fiducia e che i nuovi strumenti devono ampliare la libertà creativa, senza rimpiazzare sceneggiatori, registi, attori e troupe.
Da parte sua, Affleck è tra i firmatari della Creators Coalition on AI, un gruppo che riunisce centinaia di professionisti di Hollywood per promuovere un’innovazione responsabile e centrata sulle persone. La posizione della coalizione è chiara: rifiutare completamente l’intelligenza artificiale non è la soluzione, l’obiettivo è piuttosto guidarne lo sviluppo in modo che la creatività umana resti al centro.
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