Diverse le famiglie italiane che si stanno interrogando sul momento perfetto per fare una surroga o per rinegoziare il mutuo: d’altronde, finalmente i tassi dell’area euro decisi dalla BCE di Christine Lagarde stanno scendendo, e ulteriori sforbiciate sono all’orizzonte. Cosa conviene fare allora? Aspettare che i tassi scendano ancora oppure procedere subito, nel tentativo di risparmiare sul mutuo?
Tutta sta nel conoscere la traiettoria dell’Euribor, parametro che le banche utilizzano per decidere il tasso dei mutui a tasso variabile: questa è destinata, a meno di shock improvvisi, a confermarsi discendente. In altre parole: nel 2025 i tassi sui mutui continueranno a scendere.
Ma per capire quando i tassi saranno più bassi, e quindi più convenienti, occorre analizzare il mercato e conoscere quando sono previsti i livelli minimi per l’Euribor.
Surroga e rinegoziazione mutuo: di cosa si tratta?
È all’outlook dell’Euribor a cui bisogna riferirsi per capire quando e fino a che punto le rate sui mutui potranno scendere, in modo da individuare il momento adatto per andare in banca e rinegoziare il mutuo, oppure per fare una surroga, recandosi da un altro istituto di credito.
Intanto, vale la pena ricordare in che cosa consistono la surroga e la rinegoziazione dei mutui.
La surroga del mutuo, nota anche portabilità del mutuo, è il trasferimento del mutuo ipotecario da una banca a un’altra che offre condizioni più favorevoli.
Ogni banca prevede infatti tassi di interesse diversi. Con la surroga, il cliente può decidere di passare da un mutuo a tasso fisso a un mutuo a tasso variabile, o muoversi in ogni caso per sostituire la rata che paga ogni mese con una rata più bassa, tra l’altro senza costi, senza penali e senza nuove commissioni.
Senza costi, attraverso la surroga, possono essere modificati di fatto alcuni termini del precedente contratto stipulato, come i tassi di interesse, lo spread, l’ammontare della rata mensile e la durata del mutuo.
La rinegoziazione del mutuo è invece l’accordo con cui il cliente e la banca decidono di apportare modifiche al mutuo originario acceso, cambiando in questo caso la durata, lo spread, le commissioni, il sistema di indicizzazione, il parametro di riferimento.
In questo secondo caso, la banca a cui si rivolge il cliente è, dunque, sempre la stessa.
Sia la surroga che la rinegoziazione del mutuo danno al mutuatario la possibilità di accedere a condizioni più vantaggiose.
Il cliente ha infatti l’occasione di concordare con la nuova banca contattata o con l’attuale modifiche allo stesso importo della rata.
Il ruolo dell’Euribor sulle rate dei mutui. Occhio all’effetto tassi BCE
Tali modifiche avvengono attraverso la revisione del tasso di interesse e dello spread.
Proprio sulla possibilità di ricorrere alla surroga o alla rinegoziazione del mutuo stanno ragionando in questo momento diversi italiani, visto che la determinazione di quei tassi da parte delle banche e dunque delle rate mensili da versare dipende proprio dal mercato, in modo particolare dall’Euribor per i mutui a tasso variabile. Euribor che ora sta puntando con decisione verso il basso.
L’Euribor è cruciale nei casi dei mutui a tasso variabile in quanto i mutuatari pagano una quota di interessi che viene calcolata sulla base di questo tasso, più uno spread applicato dalla banca in questione. E il tasso Euribor dipende esattamente dal trend dei tassi dell’Eurozona, stabilito per l’appunto dalla BCE.
Ciò significa che, più i tassi decisi dalla BCE salgono, più il tasso Euribor sale, più la rata complessiva si fa costosa.
Per lo stesso motivo, più i tassi della BCE scendono, ed è finalmente questo il contesto che interessa al momento l’area euro, più l’Euribor scende e meno costosa diventa la rata.
Con la BCE che sta tagliando i tassi di interesse (occhio all’ultima mossa), provocando dunque anche il calo dell’Euribor, il discorso della surroga interessa soprattutto a chi ha acceso un mutuo a tasso variabile.
Come ha già certificato uno studio di Mutuionline, le richieste di surroga al fine di risparmiare la rata mensile sono già aumentate in modo significativo: nei primi 10 mesi del 2024, il 34,2% delle richieste da parte dei clienti di MutuiOnline.it ha avuto infatti per oggetto proprio le surroghe, rispetto al 31,2% del 2023 e al 22,1% del 2022. Ben il 99% di chi ha scelto la surroga ha deciso di passare al tasso fisso.
I nuovi tagli della BCE dovrebbero tuttavia secondo le attese tradursi in un calo dei tassi dei mutui a tasso variabile e in un TAEG più basso rispetto a quelli fissi, portando un numero più alto dei mutuatari a considerare con maggiore interesse la soluzione della surroga.
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Ma fino a che punto la BCE continuerà a tagliare i tassi?
Le condizioni sono attese migliorare ulteriormente, visto che l’outlook è di ulteriori riduzioni dei tassi da parte della BCE fino alla fine del 2025, di cui si avvantaggeranno, nello specifico, tutti coloro che hanno acceso un mutuo variabile o intendono richiederne uno.
Tutto dipende tuttavia, per l’appunto, dalla domanda seguente: fino a che punto la BCE di Christine Lagarde taglierà i tassi di interesse dell’area euro?
L’impressione è che l’effetto dello schiaffo che la seconda presidenza USA di Donald Trump si appresta a dare all’Europa, con l’annuncio di nuovi dazi sui prodotti che gli Stati Uniti importano dall’UE, costringerà l’Eurotower a ridurre i tassi a un ritmo più veloce rispetto a quanto stimato in precedenza dallo stesso mercato e dalla stessa Banca centrale europea (tanto che l’outlook è di mutui più bassi in Eurozona con la presidenza di Donald Trump).
Con l’inflazione che, in teoria, non dovrebbe essere ormai più un problema, (anche se le dichiarazioni dei falchi di Francoforte continuano a mettere tuttora ansia ai cittadini dell’Eurozona), in quanto orientata a scendere al target prestabilito dalla BCE, pari al 2%, Lagarde ha in teoria tutti i motivi per continuare a tagliare i tassi, non solo nell’ultima imminente riunione del Consiglio direttivo della BCE del prossimo 12 dicembre, ma anche nel corso del 2025.
I mercati scommettono così su altre sforbiciate che dovrebbero portare il tasso sui depositi a scendere dal 3,25% a cui è stato tagliato lo scorso 17 ottobre fino all’1,75% entro la fine del 2025. Le scommesse sono dunque di tagli, in totale, di ben 150 punti base dai livelli attuali.
Puntano su questo scenario anche gli economisti che, nel temere che la prossima sfida di Lagarde porterà più il nome di rischio di deflazione che di nuova impennata dell’inflazione, in alcuni casi hanno sfornato attese ancora più dovish sul tasso terminale dell’Eurozona.
Tra gli esperti, si mettono in evidenza gli analisti di Bank of America, che prevedono che il tasso sui depositi possa scendere fino al 2% entro il mese di giugno, per poi ridursi, con altri due annunci di altrettanti tagli di 25 punti base nelle riunioni successive, all’1,5%, entro il mese di dicembre del 2025.
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L’effetto sull’Euribor sarebbe evidente se si considera che, rispetto al livello di oggi pari al 2,416% circa, l’outlook per il mese di marzo del 2025 è di una flessione fino al 2,008%.
Vale la pena considerare però che, a fronte di una BCE che continuerà a tagliare i tassi fino alla fine del 2025, gli effetti delle sforbiciate sull’Euribor non saranno immediati, il che significa che l’Euribor continuerà a scendere anche oltre il 2025.
Per dicembre 2025 l’Euribor è atteso in ogni caso già in sensibile riduzione, all’1,612%, e fino all’1,562% alla fine del mese.
Il trend al ribasso proseguirà anche per tutto il 2026.
Partendo da un valore pari all’1,562% nel gennaio del 2026, il tasso di riferimento a cui le banche guardano per decidere il tasso dei mutui a tasso variabile è stimato segnare una ulteriore flessione fino all’1,5% nell’aprile del 2026.
Alla fine del 2026, per la precisione nel novembre di quell’anno, l’Euribor scenderà ben oltre fino all’1,368%. È dunque quest’ultimo, per rispondere alla domanda, il momento perfetto per ricorrere alla surroga o alla rinegoziazione del mutuo, fermo restando che anche la fine del 2025 si conferma un momento più che giusto per fare il grande passo.