Utili MPS, ci siamo. Le previsioni con il tesoro Mediobanca anche per le azioni. Fino a dove e perché possono balzare (o crollare)

Laura Naka Antonelli

09/02/2026

Utili MPS-Monte dei Paschi di Siena alle porte. Il momento della verità con la preda conquistata Mediobanca. Previsioni anche su trend azioni.

Utili MPS, ci siamo. Le previsioni con il tesoro Mediobanca anche per le azioni. Fino a dove e perché possono balzare (o crollare)

Di MPS-Monte dei Paschi di Siena, si può dire senza esagerare, si è parlato fino a pochi giorni fa, a causa delle notizie e dei rumor che hanno preceduto il giorno cruciale, solo uno dei tanti in arrivo, per la banca senese guidata dal CEO Luigi Lovaglio: quello in cui l’assemblea straordinaria degli azionisti ha approvato praticamente all’unanimità le modifiche statutarie proposte dal CDA.

Domani, la pubblicazione della trimestrale che, finalmente, rifletterà l’impatto di Mediobanca, la banca d’affari conquistata da MPS con una operazione che ha fatto tanto clamore a Piazza Affari e non solo. Un impatto che, per quanto riguarda il futuro, rimane tuttavia una incognita, visto che i mercati - e ancora prima la banca senese - non hanno ancora le idee chiare riguardo al destino di Piazzetta Cuccia.

Mediobanca rimarrà quotata in Borsa, confermando la sua identità di banca separata da Monte dei Paschi di Siena, o sarà incorporata in MPS con una OPA residuale (che tuttavia, secondo qualcuno, potrebbe essere anche troppo costosa per Rocca Salimbeni? Cosa accadrà dunque alla quota che Mediobanca detiene in Generali Assicurazioni, il colosso assicurativo che sarebbe diventato anche Pomo della discordia tra il CEO di MPS Luigi Lovaglio e il grande azionista Francesco Gaetano Caltagirone, sebbene la smentita sia arrivata subito?

MPS, countdown ad annuncio utili con incognita nuovo piano. Il Monte sta per cambiare pelle

Va ricordato che Caltagirone è tra i principali azionisti di MPS, così come anche di Mediobanca e Generali e che, nel caso di una fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS, Lovaglio avrebbe pieni poteri nel determinare, tra le altre cose, anche il futuro della partecipazione di maggioranza, pari al 13% circa, che Mediobanca detiene in Generali Assicurazioni. Qualcosa che Caltagirone, secondo rumor che sono circolati a Piazza Affari e che tuttavia il diretto interessato ha smentito, non andrebbe giù.

Come se non bastasse, il Monte - che è al lavoro su un nuovo piano strategico da presentare all’occhio vigile della BCE, in cui scriverà nero su bianco cosa ne sarà del futuro della preda Mediobanca appena conquistata- cambierà presto pelle, visto il rinnovo del CDA che sarà votato dagli azionisti il prossimo 15 aprile (e che dovrebbe continuare a essere capitanato, in ogni caso, ancora da Lovaglio).

Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta, così come sono tante le ipotesi che hanno portato gli analisti a stilare previsioni per gli utili del Monte relativi sia al quarto trimestre del 2025 che al triennio 2025-2026-2027.

Formulati anche due scenari diametralmente opposti per le azioni del Monte dei Paschi di Siena, che sono quotate, così come Mediobanca, sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari.

MPS Day alle porte. Le previsioni su utili e altre voci bilancio IV trimestre di Barclays ed Equita

I conti di MPS, che saranno approvati oggi dal CDA della banca senese e diffusi domani mattina, martedì 10 febbraio 2026, mettono la parola fine alle trimestrali delle banche italiane).

I numeri seguiranno quelli diffusi oggi da UniCredit e quelli già diffusi da un po’ di giorni da Intesa SanPaolo, e delle altre banche italiane BPER e Banco BPM. Stasera saranno comunicati anche i numeri della preda di MPS, ormai conquistata, ovvero di Mediobanca.

Per quanto riguarda i risultati di bilancio relativi al quarto trimestre del 2025 di MPS, non c’è dubbio sul fatto che i numeri saranno tra i più scandagliati dalla comunità degli analisti, in quanto saranno i primi, del gruppo, che includeranno a pieno le conseguenze dell’OPS poi OPAS promossa dall’istituto senese su Mediobanca.

MB è stata infatti completamente integrata in MPS proprio a partire dagli ultimi tre mesi del 2025, il che significa che sia il conto economico (P&L) che le voci di bilancio rifletteranno tale integrazione.

Al riguardo, la divisione di ricerca di Barclays ha già scritto di prevedere che “ la rivalutazione delle DTA e i costi di integrazione (circa il 50% del totale indicato da MPS, €600 milioni lordi o €420 milioni netti di tasse) vengano contabilizzati nel bilancio atteso per il quarto trimestre” dello scorso anno.

Sulla base di questi presupposti, Barclays Research ha reso noto di stimare per MPS un balzo dell’utile netto, negli ultimi tre mesi del 2025, a quota 1,395 miliardi, valore che corrisponde a una crescita di ben +194% su base trimestrale e +262% su base annua.

L’utile netto su base adjusted di MPS è previsto inoltre a 1,714 miliardi (+248% su base trimestrale e +313% su base annua).

Gli interessi netti sono stimati a 1,018 miliardi (+87% su base trimestrale e +73% su base annua), mentre le commissioni nette sono attese a 658 milioni (+72% su base trimestrale e +76% su base annua).

Considerando anche altri proventi incassati, i ricavi netti totali messi in conto dagli analisti di Barclays per Monte dei Paschi di Siena ammontano a 1,915 miliardi (+92% sia su base trimestrale che su base annua), mentre i costi sono attesi a 929 milioni (+98% su base trimestrale e +95% su base annua).

Il boom avrà interessato però nel quarto trimestre del 2025 anche gli accantonamenti netti, previsti a 225 milioni (+176% su base trimestrale e +59% su base annua).

Sotto i riflettori anche le previsioni per gli utili e altre voci di bilancio stilate da Equita.

Nella sua preview, la SIM - che ha confermato la visione neutrale sulle azioni del Monte dei Paschi di Siena, con target price a 10,50 euro, ha elencato così le proprie stime: “Per il 4Q25, il primo con il consolidamento integrale di Mediobanca, stimiamo”:

  • NII: €1,030 miliardi (+1% su base trimestrale su base combined LfL (a parità di perimetro, -5% su base annua LfL)
  • Ricavi totali: €1,913 miliardi (+2% su base trimestrale LfL, -3% su base annua LfL)
  • Utile operativo: €1,025 miliardi (+1% su base trimestrale LfL. -6% su base annua LfL).
  • Pre-tax profit adj.: €809 milioni.
  • Utile netto: €1,417 miliardi.

Utili, ricavi, NII, EPS, DPS di MPS (con apporto Mediobanca) per il 2025,2026,2027

Come di consueto, sulla base dei dati di Bloomberg e della stessa MPS, la divisione di ricerca di Barclays è andata oltre, presentando le attese per i numeri di Monte Paschi di Siena anche per il periodo compreso tra il 2025 e il 2027 inclusi. Le stime sono state elaborate da Barclays Research sulla base dei numeri forniti da Bloomberg e dalla stessa MPS.

Per il 2025 le stime sull’utile netto di MPS sono di 2,761 miliardi, mentre per il biennio 2026-2027 le previsioni puntano a un lieve calo a 2,501 miliardi e, successivamente, a una ripresa a 2,949 miliardi.

Su base adjusted le previsioni sono di un utile netto a 1,463 miliardi nel 2025, in crescita a 2,632 miliardi e a 2,671 miliardi, rispettivamente nel 2026 e nel 2027.

Lato ricavi, gli interessi netti della nuova MPS forte di Mediobanca sono stimati a 2,655 miliardi nel 2025 e successivamente, nel 2026 e nel 2027, a 4,152 miliardi e a 4,289 miliardi.

I ricavi operativi complessivi - che includono dunque anche gli interessi netti, oltre ad altri proventi come le commissioni - sono stimati a 4,968 miliardi, e in progressivo rialzo a 7,964 miliardi e a 8,220 miliardi, rispettivamente nel 2026 e nel 2027.

Gli accantonamenti per far fronte alle perdite future sui crediti, dunque agli NPL (Non Performing Loans) sono stimati a 448 milioni nel 2025, a 666 milioni nel 2026 e a 675 milioni nel 2027.

Le spese operative sono viste a 2,340 miliardi nel 2025, a 3,529 miliardi nel 2026 e a 3,575 miliardi nel 2027.

Le previsioni per l’utile per azione (EPS) su base adjusted sono di valori pari a 0,48, 0,87 e 0,88 euro, mentre quelle relative al DPS (dividendo per azione), sono di 0,91, 0,92, 0,97 euro.

Resta massima l’attenzione per le azioni MPS-Monte dei Paschi di Siena, che continuano da un po’ a oscillare a flirtare attorno alla soglia psicologica di 9 euro.

Dopo la grande corsa e anche la grande rimonta che il titolo è riuscito a riportare, a seguito della notizia shock dell’indagine avviata dalla Procura di Milano, i dubbi non mancano.

Azioni MPS. Il target price di Barclays, lo scenario migliore e quello peggiore

I titoli BPMS hanno ancora molto spazio per salire o il momento d’oro è ormai alle spalle? E fino a dove potrebbero crollare, nel caso di eventi avversi?

La divisione di ricerca di Barclays ha presentato uno scenario migliore e uno peggiore per le azioni Monte dei Paschi di Siena, che al momento continuano a stazionare attorno a quota 9 euro, a un passo dal target price che la divisione di ricerca del colosso britannico ha assegnato al titolo, pari a 9,20 euro.

Oltre a questo prezzo obiettivo, Barclays Research ha presentato un upside scenario e un downside scenario, ovvero rispettivamente l’outlook più bullish e quello più bearish per i titoli.

Lo scenario peggiore è di uno scivolone delle azioni fino a 5,50 euro, che corrisponderebbe a un rapporto TNAV pari a 0,8 volte.

Cosa potrebbe avallare una simile caduta delle azioni?

Gli analisti scrivono che una view tanto negativa potrebbe verificarsi “se la banca non riuscisse a trovare un partner strategico ” così come anche se le aspettative su (eventuali e ulteriori) tagli dei tassi da parte della BCE diventassero realtà, se le svalutazioni (contabili) si confermassero più alte, e/o se aumentassero le preoccupazioni per i rischi che, evidentemente, continuano ancora a incombere sul debito pubblico italiano, dunque sui BTP (a dispetto dei minimi record dello spread BTP-Bund ).

Lo scenario più bullish per le azioni di MPS punta invece a un rialzo delle azioni fino a 12,90 euro, corrispondente a un TNAV pari a 1,8 volte.

Questa previsione potrebbe avverarsi, spiegano da Barclays, nel caso in cui “ si concretizzassero le opzioni di M&A ” per MPS.

Sullo sfondo, rimane il rating “ equal weight ” che Barclays Research ha riconosciuto ai titoli MPS. Le ragioni di questo giudizio?

Da un lato, “ci aspettiamo che i risultati di MPS battano le indicazioni del piano strategico della banca (il nuovo è in dirittura di arrivo), principalmente grazie a una dinamica migliore degli NII ” (ovvero degli interessi netti, la voce di bilancio delle banche più condizionata dalle decisioni sui tassi della BCE. Decisioni che, per ora, nel confermare continuamente i tassi, stanno blindando anche la redditività del sistema bancario dell’area euro).

La view positiva è spiegata anche con la considerazione che, “sebbene non sia chiaro se la privatizzazione da parte del governo (della quota ancora nelle mani del MEF) avverrà attraverso un collocamento di azioni o attraverso una operazione di M&A, crediamo che MPS possa esprimere del valore sia in versione standalone che con una opzione di integrazione ”.

Ancora, rischi al rialzo per le azioni sono stati spiegati da Barclays con “ operazioni di M&A accretive e/o con la prospettiva di un ritorno di capitale più alta delle attese, incluso il via a una operazione di buyback ”.

Detto questo, è ovvio che un possibile collocamento di azioni da parte del governo Meloni -per la precisione da parte del Tesoro, ancora azionista della banca italiana dopo tre atti di privatizzazione - rappresenti un rischio al ribasso per il trend delle azioni.

Altri “rischi al ribasso potrebbero emergere da ricavi più bassi delle attese, collegati a una ristrutturazione (della banca)”.

Ma cosa è successo alle azioni MPS negli ultimi mesi, YTD e anche su base annua? Incerto il trend dell’ultimo periodo. I titoli hanno riportato infatti una performance praticamente piatta negli ultimi 5 giorni di contrattazioni, perdendo l’1,9% circa nell’ultimo mese. Brillante invece il trend degli ultimi tre mesi, pari a un rally superiore a +10%, mentre YTD, ovvero dall’inizio del 2026, le azioni sono scese dell’1,3% circa. Su base annua, il trend è di un balzo pari a +42,73%.