Coronavirus, non c’è crisi per i miliardari: ricchezza record a 10,2 triliardi

Mentre milioni di persone perdono il lavoro a causa della pandemia, in quattro mesi i miliardari raggiungono nuove vette di ricchezza

Coronavirus, non c'è crisi per i miliardari: ricchezza record a 10,2 triliardi

Il 2020 si conferma un anno estremamente positivo per “i soliti pochi”. L’anno in corso ha infatti segnato un nuovo record per i più ricchi del mondo, i cui patrimoni hanno toccato la cifra record di 10,2mila miliardi di dollari. I risultati conseguiti durante la pandemia dimostrano che non c’è crisi per i miliardari, che in quattro mesi hanno aumentato la propria ricchezza di 2mila miliardi.

Ricchezza dei miliardari record

Secondo una ricerca effettuata dalla banca svizzera UBS in collaborazione con PwC, i patrimoni combinati dei miliardari sono aumentati di oltre un quarto nei mesi del picco della pandemia.

Lo studio, intitolato significativamente “Riding the storm” (cavalcare la tempesta), ha scoperto che, dagli $8mila miliardi d’inizio aprile, la ricchezza dei miliardari è cresciuta fino a $10,2 triliardi dal 7 aprile al 31 luglio, con un aumento del 27,5%.

Si tratta della cifra più alta di sempre.

Il precedente record era stato registrato nel 2017, quando la ricchezza combinata dei miliardari ammontava a $8,9mila miliardi. Il 2020 batte anche il record del ‘17 sul numero di mega-ricchi, che passano da 2.158 a 2.189.

La ricerca, analizzando oltre 2.000 miliardari provenienti da 43 mercati, ha scoperto che crescite a doppia cifra si sono verificate in tutti i settori economici, ma i record sono stati raggiunti in quelli industriale, tecnologico e della sanità con incrementi percentuali fra il 36 e il 44%.

Perché i miliardari guadagnano durante una pandemia

Proprio nel momento di peggior crisi economica dovuta alla pandemia, con milioni di licenziamenti a causa delle restrizioni e del calo della domanda della maggior parte di prodotti e servizi, i miliardari vedevano quindi aumentare a dismisura le loro ricchezze.

Questo fatto non dovrebbe stupire, perché, spiega il report, “gli industriali hanno beneficiato in maniera sproporzionata mentre i mercati scommettevano su una significativa ripresa economica”. Le compagnie tech, invece, “hanno ben performato sia grazie a un aumento della domanda dei loro beni e servizi dovuta a covid, sia per lo sconto dei mercati sui loro futuri cash flow, in un contesto con bassi tassi d’interesse”.

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