Maxi licenziamento Dyson in tutto il mondo per crisi da COVID-19

Un maxi licenziamento potrebbe riguardare l’azienda britannica Dyson e coinvolgere 900 posti di lavoro nei Paesi in cui opera. La colpa della crisi è del COVID-19 che ha cambiato le abitudini dei consumatori.

Maxi licenziamento Dyson in tutto il mondo per crisi da COVID-19

Maxi licenziamento di Dyson in tutto il mondo e la colpa è imputabile alla crisi innescata dalla pandemia di COVID-19.

Azienda britannica trentennale punta di diamante nel campo degli elettrodomestici, Dyson, dal nome del suo fondatore James, ha annunciato il maxi licenziamento in arrivo che interesserà principalmente il Regno Unito e poi anche gli altri Paesi in cui opera l’azienda per un totale di 900 posti che verranno tagliati.

La crisi che porterà a un taglio drastico dei posti di lavoro è dovuta al COVID-19 nei termini in cui la pandemia ha cambiato alcune abitudini dei consumatori pertanto interesserà soltanto alcune specifiche tipologie.

E mentre Amazon per esempio come abbiamo visto farà nuove assunzioni in Italia, Dyson licenzia sintomo che la tipologia di consumatore è mutata.

Abbiamo visto tra le altre cose, e questo in relazione stretta al nostro Paese, di come COVID-19 abbia determinato una riduzione delle assunzioni mettendo in ginocchio determinate categorie di lavoratori. Vediamo quali posti nel maxi licenziamento di Dyson sono a rischio.

Maxi licenziamento Dyson: i posti a rischio per COVID-19

Nel maxi licenziamento di Dyson i posti a rischio sono almeno 600 nel Regno Unito e 300 nel resto del mondo dove opera l’azienda, per un totale di 900 posti di lavoro.

Solo nel Regno Unito, patria dell’azienda e del suo fondatore Sir James Dyson, i lavoratori sono 14.000 mentre 4.000 si dislocano tra i restanti Paesi.

I posti di lavoro a rischio sono principalmente quelli della vendita al dettaglio come anche il servizio clienti dal momento che come abbiamo anticipato sono cambiate a causa del COVID-19 le abitudini dei consumatori.

Il problema evidentemente è proprio la vendita al dettaglio perché i consumatori si sono concentrati più sull’e-commerce come altre crisi aziendali hanno dimostrato, come Zara per esempio. Se a venir meno nel Regno Unito sono i posti della vendita al dettaglio il maxi licenziamento dovrebbe riguardare anche gli 80 Paesi in cui Dyson opera per le medesime posizioni.

Maxi licenziamento Dyson: si cercherà di evitare il peggio

Tuttavia sul maxi licenziamento Dyson è intervenuta la stessa azienda attraverso un suo portavoce avvertendo che cercherà di evitare il peggio. Ha quindi cercato di rassicurare che si tenterà di evitare i licenziamenti se non strettamente necessari per quanto possibile aggiungendo che l’azienda durante la crisi non ha attinto ad aiuti pubblici. Come riporta la BBC il portavoce ha dichiarato:

“La crisi di COVID-19 ha accelerato i cambiamenti nel comportamento dei consumatori e quindi richiede cambiamenti nel modo in cui interagiamo con i nostri clienti e nel modo in cui vendiamo i nostri prodotti.”

La speranza è che il maxi licenziamento possa essere ridimensionato convertendo in parte i posti di lavoro.

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