In un contesto in cui i mercati cercano di anticipare le mosse delle banche centrali, ogni sorpresa positiva o negativa sarà capace di generare movimenti su indici azionari, spread sovrani e valute.
Settimana prossima si configura come un passaggio cruciale per gli investitori che operano sui mercati di Italia, Europa e Stati Uniti, perché concentra una serie di indicatori di attività e di occupazione capaci di ridefinire le aspettative sulla tenuta della crescita e sulla traiettoria delle politiche monetarie in un momento dell’anno in cui i volumi di scambio tendono a ridursi e la volatilità può amplificarsi.
L’assenza di decisioni di politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea e della Federal Reserve rende questi dati l’unico vero termometro congiunturale, con effetti potenzialmente immediati su indici azionari, rendimenti obbligazionari e cross valutari.
Le tendenze da osservare
Lunedì 3 agosto apre con i S&P Global Manufacturing PMI definitivi di luglio per l’Eurozona, l’Italia, la Germania e gli altri principali Paesi, accompagnati dal corrispondente dato americano e dall’ISM Manufacturing PMI degli Stati Uniti, oltre alla spesa per costruzioni di giugno. Questi numeri non sono semplici conferme dei flash già noti, ma misurano con maggiore precisione se il settore industriale europeo stia consolidando la ripresa o se stia ancora faticando a superare i colli di bottiglia energetici e logistici residui.
Un risultato superiore alle attese sul fronte italiano e tedesco potrebbe sostenere i titoli ciclici quotati a Milano e Francoforte, mentre un’eventuale delusione rafforzerebbe i dubbi sulla capacità del Vecchio Continente di generare una crescita autonoma. Oltreoceano, l’ISM Manufacturing e la spesa per costruzioni offriranno indicazioni sulla resilienza della domanda di beni capitali e residenziali; un dato robusto ridurrebbe le scommesse su un taglio anticipato dei tassi da parte della Federal Reserve, sostenendo il dollaro e i settori value, mentre un indebolimento favorirebbe invece i titoli growth e i mercati emergenti.
L’attenzione si sposta sull’Italia con le vendite al dettaglio di giugno e, negli Stati Uniti, con il saldo della bilancia commerciale dello stesso mese. Martedì, infatti, i dati italiani sulle vendite daranno indicazioni sulla tenuta dei consumi interni, elemento chiave per la crescita del Paese in un contesto di inflazione ancora presente. Il deficit commerciale americano, se più ampio del previsto, potrebbe invece pesare sul sentiment riguardo alla domanda interna e sull’andamento del dollaro. Mercoledì 5 agosto rappresenta forse il giorno più ricco della settimana. In Europa usciranno i S&P Global Services PMI e i Composite PMI definitivi di luglio per l’Eurozona e i principali Paesi, inclusa l’Italia.
Attenzione al trend sui servizi
Il settore dei servizi, che rappresenta la parte preponderante del PIL europeo, sarà osservato per capire se la ripresa in atto è sufficientemente robusta da compensare eventuali debolezze manifatturiere. Negli Stati Uniti arriveranno l’ADP Employment Change di luglio, i S&P Global Services PMI e Composite PMI finali e, soprattutto, l’ISM Services PMI. Quest’ultimo è considerato un barometro particolarmente sensibile della dinamica dell’occupazione e dei prezzi nel terziario americano, e qualsiasi scostamento dalle stime potrebbe generare volatilità immediata su azioni e bond.
L’Italia tornerà sotto i riflettori con la produzione industriale di giugno, mentre a livello europeo verranno rilasciati i dati sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona e gli ordini all’industria tedeschi. Questi numeri aiuteranno a valutare la solidità della domanda interna e l’orientamento degli investimenti delle imprese, elementi fondamentali per le prospettive di crescita del Vecchio Continente e per i titoli del settore industriale quotati a Milano, Francoforte e Parigi. La settimana si chiude o con il dato di maggiore impatto globale: il rapporto sull’occupazione americana di luglio, noto come Non-Farm Payrolls o Employment Situation, pubblicato dal Bureau of Labor Statistics.
Il numero di nuovi posti di lavoro, il tasso di disoccupazione e la dinamica dei salari orari saranno interpretati dagli investitori come il termometro definitivo della forza del mercato del lavoro USA. Un dato robusto potrebbe raffreddare le aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury e sostenendo il dollaro; un risultato più debole, al contrario, favorirebbe asset rischiosi e titoli growth.