Le decisioni della BCE e i dati statunitensi sull’immobiliare, uniti alle letture inflazionistiche in Asia, potranno generare movimenti significativi sulle valute e sui rendimenti obbligazionari.
Il calendario economico e finanziario della prossima settimana si annuncia denso di appuntamenti capaci di orientare le aspettative di politica monetaria e i flussi di capitale. Particolare attenzione andrà rivolta a Italia, Europa, agli Stati Uniti e all’Asia, dove dati sull’inflazione, sulle vendite al dettaglio e soprattutto le decisioni delle banche centrali potranno generare volatilità su tassi, valute e mercati azionari.
Che messaggio arriverà dalla BCE?
In Europa l’evento centrale è la riunione del Consiglio direttivo della BCE del 22 e 23 luglio, con annuncio delle decisioni e conferenza stampa del Presidente Christine Lagarde nella giornata del 23. Dopo il rialzo di 25 punti base deciso a giugno, i mercati valuteranno se l’istituto di Francoforte opterà per un ulteriore aumento o per una pausa, alla luce delle persistenti pressioni sui prezzi energetici e delle incertezze geopolitiche. Una mossa più aggressiva rafforzerebbe l’euro e spingerebbe al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato europei, con effetti diretti anche sul debito italiano e sui costi di finanziamento delle imprese.
Una pausa, invece, potrebbe segnalare maggiore fiducia nel ritorno dell’inflazione verso il target del 2%, favorendo un alleggerimento delle condizioni finanziarie nel Vecchio Continente. Per l’Italia questa decisione della BCE rappresenta un fattore esterno di primaria importanza, poiché influenza direttamente i tassi sui mutui, i rendimenti dei BTP e le condizioni di accesso al credito per famiglie e aziende, in un contesto in cui l’economia nazionale resta sensibile alle dinamiche dell’area euro.
In arrivo nuovi indicatori dagli USA
Negli Stati Uniti la settimana è relativamente più leggera in attesa della riunione del FOMC prevista per fine mese, ma non mancano indicatori utili a delineare lo stato della domanda interna. Il 20 luglio verranno diffusi gli indicatori anticipatori della Conference Board relativi a giugno, che offriranno un quadro aggiornato sulle aspettative di crescita e sul sentiment delle imprese. Il 24 luglio arriveranno invece i dati sulle vendite di nuove case, un termometro importante del settore immobiliare residenziale e della capacità dei consumatori di sostenere i tassi di interesse ancora elevati.
Questi rilasci contribuiranno a formare le aspettative in vista della decisione della Federal Reserve, aiutando gli investitori a valutare se l’economia americana stia rallentando in modo ordinato o se persistano segnali di resilienza che potrebbero ritardare ulteriori tagli dei tassi. Un dato sulle nuove case più debole del previsto potrebbe alimentare le scommesse su un allentamento monetario più rapido, con ricadute positive su Wall Street e sui Treasury, mentre un segnale di forza tenderebbe a sostenere il dollaro.
Gli altri eventi da attenzionare
In Asia il focus si sposta sul Giappone e sulla Cina. Il 23 luglio Tokyo pubblicherà i dati sull’inflazione al consumo di giugno, un indicatore seguito con attenzione per capire se la Banca del Giappone stia avvicinando il suo obiettivo di inflazione sostenibile e se sia in grado di mantenere un orientamento meno accomodante rispetto al passato.
Un’inflazione più vivace del previsto potrebbe rafforzare le aspettative di ulteriori normalizzazioni della politica monetaria nipponica, con effetti sul yen e sui rendimenti dei titoli di Stato giapponesi. In Cina, intorno al 20 luglio è attesa la decisione sui tassi di riferimento Loan Prime Rate: un eventuale taglio o il mantenimento dello status quo forniranno indicazioni sull’orientamento delle autorità di Pechino nel sostenere la ripresa economica interna.
Un segnale di maggiore allentamento potrebbe favorire i mercati azionari cinesi e le materie prime, mentre un approccio più cauto potrebbe pesare sul sentiment verso l’area asiatica. Anche il Regno Unito e il Canada contribuiranno al quadro complessivo. Il 21 luglio Londra diffonderà i dati sull’inflazione e sulla disoccupazione di giugno, elementi chiave per le decisioni della Bank of England in un momento in cui i prezzi al consumo restano sopra il target.
Il 24 luglio arriveranno le vendite al dettaglio britanniche, che misureranno la tenuta della domanda dei consumatori. Il 20 luglio il Canada pubblicherà l’indice dei prezzi al consumo, mentre il 23 luglio seguiranno i dati sulle vendite al dettaglio: questi rilasci offriranno spunti sulla traiettoria dell’inflazione canadese e sul possibile percorso dei tassi della Bank of Canada.