Market mover della settimana (13-19 luglio), inflazione USA, PIL Cina e produzione UE. La settimana che ridisegna le aspettative sui tassi

Redazione Money Premium

12 Luglio 2026 - 16:55

La settimana decisiva per Fed e BCE: tutti gli indicatori in arrivo tra Stati Uniti, Europa e Asia.

Market mover della settimana (13-19 luglio), inflazione USA, PIL Cina e produzione UE. La settimana che ridisegna le aspettative sui tassi

Nella prossima settimana, i mercati finanziari e le economie di Italia, Europa, Stati Uniti e Asia saranno al centro di un flusso intenso di dati macroeconomici che offriranno un quadro aggiornato sullo stato di salute delle principali aree economiche mondiali. Questa settimana, pur non ospitando riunioni decisionali delle grandi banche centrali come la Banca Centrale Europea o la Federal Reserve, si caratterizza per il rilascio di indicatori chiave sull’inflazione, sulla crescita, sulla produzione industriale e sui consumi.

Questi numeri arriveranno in un contesto globale ancora segnato dalle tensioni commerciali, dalla transizione energetica e dalle incertezze legate alla traiettoria dei tassi di interesse, influenzando le aspettative per le prossime mosse di politica monetaria e le dinamiche dei mercati azionari, obbligazionari e valutari.

I dati in arrivo

Negli Stati Uniti l’attenzione si concentrerà soprattutto sui dati di inflazione e attività economica. Martedì 14 luglio verrà diffuso il CPI di giugno, con previsioni che indicano un’inflazione annua intorno al 4,2% e un nucleo al 2,9%. Un dato in linea o inferiore alle attese rafforzerebbe le speranze di un allentamento monetario da parte della Federal Reserve nella riunione del 28-29 luglio, mentre un superamento delle previsioni potrebbe raffreddare le aspettative di tagli e sostenere il dollaro. Lo stesso giorno sono previsti interventi di Kevin Warsh, presidente della Fed, e di altri governatori, che potrebbero fornire ulteriori indizi sull’orientamento della banca centrale in un momento in cui l’economia americana mostra segnali misti tra resilienza dei consumi e rallentamento manifatturiero.

Mercoledì sarà la volta del PPI, l’indice dei prezzi alla produzione, insieme all’Empire State Manufacturing Index e al rilascio del Beige Book, il rapporto qualitativo della Federal Reserve sulle condizioni economiche regionali. Questi elementi offriranno un quadro più completo sui costi delle imprese e sulle pressioni inflazionistiche a monte della filiera produttiva, con possibili ripercussioni sui rendimenti dei Treasury e sulle strategie di allocazione degli investitori.

Giovedì arriveranno le vendite al dettaglio di giugno, attese in crescita dello 0,9% su base mensile, insieme all’indice manifatturiero della Philadelphia Fed e ai dati sugli inventari delle imprese. Un risultato superiore alle attese rafforzerebbe l’immagine di un consumatore americano ancora solido, mentre un deludente potrebbe segnalare un raffreddamento della domanda interna, con effetti a catena su importazioni e crescita globale.

Chiuderanno la settimana i dati su avvii di cantieri e permessi edilizi, sulla produzione industriale e sul sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan. Questi indicatori completeranno il mosaico dell’economia statunitense, fornendo spunti preziosi in vista della riunione FOMC di fine mese.

Dati cruciali per le scelte della BCE

Passando all’Europa e in particolare all’Italia, la settimana sarà dominata da dati sulla produzione e sui prezzi, in un contesto in cui la Banca Centrale Europea si prepara alla riunione del 22-23 luglio. Mercoledì Eurostat diffonderà la produzione industriale dell’area euro di maggio, un indicatore cruciale per valutare la ripresa del settore manifatturiero dopo i mesi difficili legati all’energia e alla domanda esterna.

Per l’Italia, che dipende fortemente dalle esportazioni verso la Germania e il resto dell’Unione, un dato positivo potrebbe sostenere le prospettive di crescita del PIL e alleviare le pressioni sullo spread dei BTP rispetto ai Bund tedeschi.

L’ISTAT pubblicherà i prezzi al consumo di giugno e i dati sul commercio estero di maggio, offrendo un quadro aggiornato sull’inflazione italiana e sulla competitività delle imprese nazionali. Venerdì 17 luglio arriveranno i dati sulla produzione nelle costruzioni e, a livello eurozona, la stima flash dell’HICP di giugno. Questi numeri saranno attentamente scrutinati dalla BCE di Christine Lagarde per valutare se le pressioni sui prezzi stiano davvero convergendo verso l’obiettivo del 2%.

Un’inflazione ancora elevata potrebbe indurre la banca centrale a mantenere un atteggiamento cauto sui tassi, con conseguenze dirette sui costi di finanziamento per famiglie e imprese italiane e sull’andamento del mercato obbligazionario europeo.

Gli indicatori da monitorare in Asia

Nell’Asia il fulcro della settimana sarà la Cina, dove venerdì 15 luglio arriverà una raffica di dati fondamentali: il PIL del secondo trimestre, la produzione industriale, le vendite al dettaglio e gli investimenti in beni fissi. Le previsioni indicano una crescita annua del PIL intorno al 4,7%, un ritmo che confermerebbe la decelerazione strutturale dell’economia cinese nonostante gli stimoli governativi.

Un risultato in linea o superiore alle attese potrebbe rassicurare i mercati globali sulla capacità di Pechino di sostenere la domanda interna e le importazioni di materie prime, con benefici per esportatori europei e italiani. Al contrario, una delusione accentuerebbe i timori di un rallentamento prolungato, con ripercussioni sui prezzi delle commodity, sul settore manifatturiero asiatico e sulle catene di approvvigionamento globali.

Sempre in Cina, martedì saranno diffusi i dati sulla bilancia commerciale di giugno, sui nuovi prestiti in yuan e sull’aggregato monetario M2. Questi indicatori completeranno il quadro sulla liquidità e sulla domanda esterna, elementi chiave per capire se la ripresa post-pandemia stia davvero prendendo slancio o se permangano debolezze strutturali nel mercato immobiliare e nei consumi delle famiglie.

Nel Giappone la settimana porterà segnali importanti sull’andamento dell’inflazione e dell’attività economica. Martedì è atteso il CPI nazionale, mentre il giorno seguente ci saranno i dati sugli ordini di macchinari e sull’indice dei prezzi alla produzione. Questi dati saranno utili per valutare se la Banca del Giappone stia effettivamente riuscendo a radicare un’inflazione stabile intorno al 2%, dopo anni di lotta contro la deflazione.

Un’inflazione persistente potrebbe rafforzare le aspettative di ulteriori normalizzazioni della politica monetaria da parte della BoJ, con effetti sul rendimento dei JGB e sul cambio yen-dollaro. Giovedì 16 luglio arriveranno anche le vendite al dettaglio, che offriranno un’indicazione sulla tenuta dei consumi interni in un paese ancora alle prese con sfide demografiche e salari stagnanti.