Malattia Gestione Separata, nuovi importi 2026. La guida Inps

Simone Micocci

22 Aprile 2026 - 13:39

Malattia, l’Inps aggiorna gli importi per gli iscritti alla Gestione Separata. Ecco i valori di riferimento per il 2026.

Malattia Gestione Separata, nuovi importi 2026. La guida Inps

Con la circolare n. 47 del 21 aprile l’Inps chiarisce quanto spetta in caso di malattia, soffermandosi in particolare sui lavoratori autonomi con Partita Iva iscritti alla Gestione separata.

Mentre per i lavoratori dipendenti l’indennità di malattia è calcolata in percentuale sulla retribuzione percepita – con eventuale integrazione da parte del datore di lavoro secondo quanto previsto dal Ccnl – per queste categorie il valore viene aggiornato ogni anno, tenendo conto dell’inflazione, così da mantenere invariato il potere d’acquisto.

Va detto, comunque, che per il 2026 gli aumenti previsti per la malattia degli iscritti alla Gestione Separata non sono particolarmente rilevanti: si tratta di variazioni minime, ma è comunque importante conoscerle perché incidono direttamente sull’importo riconosciuto in caso di malattia.

Degenza ospedaliera: quanto spetta e perché incide sulla malattia

Prima di entrare nel dettaglio dell’indennità di malattia, bisogna partire dalla degenza ospedaliera, che rappresenta il riferimento centrale per il calcolo della prestazione riconosciuta agli iscritti alla Gestione separata. È proprio da qui, infatti, che si determina l’importo della malattia: il sistema previsto dall’Inps si basa su un meccanismo a due passaggi, in cui prima si calcola la degenza ospedaliera e solo successivamente si ricava l’indennità di malattia.

Nel dettaglio, per il 2026, il calcolo parte dal massimale contributivo giornaliero, pari a 335,05 euro, sul quale vengono applicate percentuali diverse - pari al 16%, 24% o 32% - in base alla contribuzione versata nei 12 mesi precedenti l’evento. Applicando queste percentuali al massimale giornaliero si ottiene l’importo della degenza ospedaliera, che nel 2026 è pari a:

  • 53,61 euro con 1-4 mensilità di contributi;
  • 80,41 euro con 5-8 mensilità;
  • 107,22 euro con 9-12 mensilità.

Il meccanismo è quindi legato alla continuità contributiva: più contributi risultano accreditati, maggiore è la percentuale applicata e, di conseguenza, l’importo riconosciuto.

Una volta determinata la degenza ospedaliera, si passa al secondo step: l’indennità di malattia, che corrisponde però al 50% di questi importi. È proprio per questo motivo che la copertura economica in caso di malattia risulta più bassa rispetto alla degenza, pur derivando dallo stesso sistema di calcolo.

Quanto spetta di malattia nel 2026 per autonomi iscritti alla Gestione separata

Per il 2026, la circolare n. 47 del 21 aprile conferma che l’importo dell’indennità di malattia per gli iscritti alla Gestione separata dipende da quanta contribuzione è stata versata nei 12 mesi precedenti (qui gli importi aggiornati).

Nel dettaglio, l’importo giornaliero riconosciuto è pari a 26,80 euro se risultano accreditate da 1 a 4 mensilità di contributi, sale a 40,21 euro con una contribuzione compresa tra 5 e 8 mesi e arriva fino a 53,61 euro quando si raggiungono almeno 9-12 mensilità. Si tratta, come anticipato, di importi determinati applicando le percentuali previste dalla normativa (8%, 12% e 16%) al valore di riferimento utilizzato dall’Inps, e che corrispondono al 50% della suddetta indennità prevista per la degenza ospedaliera.

Il sistema è quindi costruito in modo progressivo: all’aumentare della continuità contributiva cresce anche la percentuale applicata e, di conseguenza, l’importo riconosciuto. Al contrario, in presenza di pochi contributi l’indennità si riduce sensibilmente, confermando come per queste categorie il livello di tutela sia strettamente legato alla regolarità dei versamenti.

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