Basta certificati di malattia, in questo Paese i lavoratori non saranno più dichiarabili non idonei al lavoro, ma in loto tutela. Ecco cosa sta succedendo.
Un certificato di malattia che ti vieta di eseguire certe mansioni a determinate condizioni è fondamentale per la tutela della salute, ma può anche essere una condanna a morte della carriera per tante persone. Ecco che, con una proposta controversa, un Paese sta valutando di salutare per sempre questi certificati in favore di strumenti meno penalizzanti, proprio mentre entra in vigore la riforma sull’indennità di malattia. Si tratta del Regno Unito, alle prese con molte novità in tema di salute e lavoro.
Il Regno Unito dice addio ai certificati di malattia
Secondo il dipartimento per il Lavoro e le Pensioni (Dwp) nel Regno Unito vengono emessi ogni anno circa 11 milioni di certificati di malattia che comportano l’inidoneità dei lavoratori a specifiche mansioni o professioni. Di questi, il 90% dichiara il paziente non idoneo al lavoro, spesso causandogli grandi disagi.
Si tratta di strumenti importanti per evitare che il personale svolga dei lavori incompatibili con il proprio stato di salute, necessari anche a tutelare i datori di lavoro, che hanno delle importanti responsabilità a tal proposito. Il problema è che nella pratica questi certificati lasciano milioni di persone senza un lavoro, a causa dell’eccessiva generalizzazione con cui vengono compilati o comunque della loro impostazione.
Anziché tutelare i cittadini, questi certificati rappresentano un “vicolo cieco” secondo il Dwp. “Un pezzo di carta che dice alle persone che non possono lavorare, ma non fa nulla per aiutarle a migliorare” secondo Pat McFadden, segretario di Stato per il Lavoro e le Pensioni. Anziché avere la possibilità di curare il proprio benessere evitando le mansioni che potrebbero comprometterlo, i pazienti si trovano impossibilitati a lavorare, senza riuscire a trovare alternative a causa del certificato di malattia.
Per questo motivo, il Regno Unito ritiene sia necessaria una profonda revisione del sistema in vigore, eliminando l’attuale metodo di funzionamento di tali certificati di malattia in favore di un approccio più completo. In particolare, i medici di base avranno sempre il compito di dichiarare lo stato di salute del paziente e rilevarne l’idoneità o comunque fornire delle indicazioni in merito, ma questa sarà soltanto la fase iniziale della procedura. I lavoratori saranno seguiti e supportati sia nella salvaguardia della salute che nella ricerca di una professione adeguata, con appositi programmi di reinserimento e preparazione, oltre a servizi dedicati. Secondo McFadden è una vittoria per tutti:
Unendo datori di lavoro, NHS (il servizio sanitario nazionale Uk, ndr) e pazienti possiamo aiutare le persone a recuperare più velocemente, rimanere connesse al lavoro e far ripartire l’economia a pieno regime.
Al momento, il sistema sarà avviato in fase sperimentale a:
- Birmingham e Solihull;
- Coventry e Warwickshire;
- Cornovaglia e Isole Scilly;
- Lancashire e South Cumbria.
A seconda della località sono previste delle differenze, inclusa la totale assenza della certificazione di idoneità (o inidoneità). I lavoratori sperano nel successo di questo sistema per non essere più penalizzati a causa delle proprie patologie, ma anche i medici di base seguono attentamente gli sviluppi, preoccupati di un ulteriore peggioramento del loro carico burocratico e soprattutto che la salute dei cittadini abbia la giusta priorità.
Le nuove regole sull’indennità di malattia
Come anticipato, la sperimentazione dell’abolizione dei certificati di malattia arriva in concomitanza alle nuove regole sull’indennità prevista per i lavoratori dipendenti malati nel Regno Unito. Il 6 aprile sono entrate in vigore le modifiche previste dall’Employments rights act 2025. Le novità più importanti sono:
- il pagamento dell’indennità a partire dal primo giorno di malattia, indipendentemente dalla durata dell’assenza;
- l’abolizione del criterio del reddito minimo, estendendo l’accesso a un maggiore numero di beneficiari;
- un nuovo metodo di calcolo, con un’indennità di malattia pari a 123,25 sterline alla settimana o all’80% della retribuzione settimanale media, a seconda di quale sia inferiore.
Con questa riforma il Regno Unito si muove in apparente contraddizione rispetto a quanto visto prima. La nuova legge mira infatti a incoraggiare i lavoratori malati ad usufruire del congedo apposito per tutela del personale ma anche per evitare inconvenienti, come contagi, incidenti e così via. La platea di beneficiari, inoltre, si allarga notevolmente, comprendendo anche lavoratori part-time e altre categorie che prima rischiavano di essere penalizzate dall’esigua retribuzione.
Di fatto, anche il progetto pilota sulla cancellazione dei certificati di idoneità può rivelarsi una strategia efficace per salvaguardare i pazienti, permettendo loro di lavorare senza compromettere le esigenze di salute. Se tutto funzionerà come previsto, i cittadini britannici potranno usufruire di un sistema efficiente, limitando i disagi di chi non riesce a trovare un’occupazione adeguata alle proprie esigenze di salute.
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