Lockdown, per Crisanti un errore interrompere quello di maggio

Mario D’Angelo

14/02/2021

26/08/2021 - 15:01

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Secondo Andrea Crisanti è stato un errore non continuare il lockdown di maggio. E sulla variante inglese: “Fra una settimana si diffonderà a velocità senza precedenti”.

Lockdown, per Crisanti un errore interrompere quello di maggio

Aumentano le voci della comunità scientifica che fanno appello per un lockdown nazionale. “Fra una settimana la variante inglese si diffondere a una velocità senza precedenti e qui si parla di riaprire tutto”, ha attaccato oggi Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova.

Quanto alla proroga della chiusura degli impianti da sci, il professore ha detto all’Adnkronos: “Sembra che i consulenti del Ministero si siano svegliati adesso. Riaprirli è una follia totale”.

Covid, Crisanti: fra una settimana rapida diffusione variante inglese

Dopo Walter Ricciardi, consigliere del Ministero della Salute per l’emergenza Covid, anche Crisanti ha parlato dell’esigenza di istituire un lockdown nazionale per fermare l’ascesa di contagi. Questa, secondo Crisanti, sarà dovuta alla diffusione della variante inglese, che si propagherà “a una velocità senza precedenti”.

C’è un totale scollamento, ha detto Crisanti, tra le aspirazioni della gente, quelle della politica e “quella che è la realtà”. “Ancora non ci siamo allineati con l’esigenza di fermare il contagio”, ha aggiunto il professore, che ha ricordato come la variante inglese sia già responsabile di un caso su 5 in Italia.

Secondo Crisanti manca in Italia “un piano nazionale di sorveglianza delle varianti”. In effetti al momento, non sembrano sufficienti le misure prese dalle Regioni per contenere le mutazioni. La variante del Kent, dopo essere stata inizialmente isolata in Umbria e Abruzzo, si è già estesa in tutto il territorio nazionale: dalle Marche alla Sicilia, dalla Toscana all’Alto Adige.

Varianti, la strategia da attuare secondo Crisanti

Finora le Regioni, seguendo le linee guida del Ministero, si sono isolate a imporre la zona rossa (che lascia comunque alcuni margini per uscire di casa) in quei Comuni dove la variante è stata identificata. Ma secondo Crisanti la strategia da attuare sarebbe un’altra.

Se una variante emerge in qualche posto c’è solo una cosa da fare: non la zona rossa come quella di ora ma una zona rossa come era quella di Codogno. Per impedire che si diffonda non ci sono alternative”, ha spiegato l’esperto.

La variante inglese, che secondo il premier britannico Boris Johnson è del 70% più contagiosa del ceppo originario del coronavirus, “in tre settimane è passata da meno di 1% al 20%”. Pertanto, Crisanti ne è convinto, presto “diventerà predominante nel nostro Paese”.

Secondo il professore di microbiologia, la responsabilità dell’attuale situazione ricade tutta sulla politica: “Se si fosse continuato il lockdown di maggio e invece di sparare al virus con le pistole ad acqua come gli antigenici si fosse fatto un programma di sorveglianza non saremmo a questo livello. L’epidemia non si vince con la demagogia”.

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