Liberi professionisti sempre più poveri: quanto guadagna un titolare di partita IVA

13 novembre 2019 - 17:25 |

Tempi bui per i liberi professionisti: i guadagni dei titolari di partita IVA sono in costante calo, mentre aumenta il numero di free lance e professionisti indipendenti. I dati nello studio Confcommercio presentato l’11 novembre 2019.

Liberi professionisti sempre più poveri: quanto guadagna un titolare di partita IVA

Redditi liberi professionisti in calo: negli ultimi nove anni il guadagno di free lance e professionisti indipendenti è diminuito del 24,5%.

Il dato viene fornito dall’Ufficio Studi Confcommercio che, nella ricerca sull’evoluzione delle nuove professioni presentata l’11 novembre 2019 a Roma, fotografa il quadro del settore.

Se i redditi calano progressivamente e sensibilmente, aumenta invece il numero di liberi professionisti in Italia: nel 2017 erano circa 1 milione e 400 mila, pari al 6,1% del totale degli occupati. La crescita nel decennio è stata rilevante, pari al +21%, soprattutto nel settore dei servizi di mercato.

Liberi professionisti sempre più poveri: quanto guadagna di un titolare di partita IVA

In dieci anni è aumentato di 234 mila unità il numero di liberi professionisti in Italia. Lo sviluppo maggiore rilevato da Confcommercio riguarda le cosiddette nuove professioni (come free lance, professionisti indipendenti non iscritti ad albi o ordini): l’incremento rilevato nel 2017 è pari al 62% rispetto al 2008.

L’evoluzione del settore, sottolinea l’Ufficio Studi di Confcommercio, si presenta particolarmente positiva, ma così non è se si guarda ai guadagni. Il reddito medio pro-capite si è ridotto quasi di un quarto; nel dettaglio, rispetto al 2008, il guadagno annuo di un libero professionista si è ridotto del 24,5%.

Chi esercita la libera professione, aprendo partita IVA (con tutti gli oneri che ne conseguono) guadagna mediamente circa 16.200 euro; un lavoratore dipendente percepisce in media 27.740 euro.

La riduzione dei guadagni dei liberi professionisti si riflette anche nella scelta del regime fiscale da adottare: negli ultimi 10 anni è cresciuto notevolmente il numero di titolari di partita IVA in regime forfettario, mentre parallelamente si è ridotto il numero di quelli in regime di contabilità ordinaria.


(Slide della presentazione effettuata da Confcommercio l’11 novembre 2019)

Diminuiscono i guadagni, ma non le nuove professioni: i settori in crescita

Come già evidenziato, se da un lato scendono i guadagni dichiarati dai liberi professionisti, aumenta invece il numero dei soggetti che esercitano attività in forma indipendente: free lance, o professionisti senza albo sono le due categorie in costante ascesa.

Come rilevato da Confcommercio, le nuove professioni (free lance, professionisti indipendenti non iscritti ad albi o ordini) sono quasi 370mila, con una crescita di ben il 62% nello stesso periodo. È questo “L’identikit e l’evoluzione delle nuove professioni 2008-2017” rilevato dalla Confederazione.

Nella categoria delle professioni non ordinistiche rientrano le figure regolamentate - come ad esempio guide turistiche e amministratori di condominio - e le non regolamentate come consulenti tributari, informatici, wedding planner, designer, grafici, formatori, professionisti Ict, consulenti di management.

Se quasi tutti i nuovi professionisti sono inquadrati nel settore dei servizi di mercato, il dato interessante riguarda le nuove professioni: in forte ascesa sono quelle relative al mondo dei servizi alla persona (istruzione, sanità ed assistenza sociale), così come quelle legate ad attività artistiche, sportive e di intrattenimento.

Il mondo delle libere professioni si presenta quindi in particolare fermento, nonostante un periodo non particolarmente roseo sul fronte economico.

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