Stipendi medi in Italia: differenze tra Nord e Sud, ecco chi guadagna di più

Stipendi medi in calo in Italia, con il Nord che soffre della stagnazione delle retribuzioni. I dati sono forniti dal report Job Pricing 2019: ancora forti le differenze regionali e quelle tra operai, impiegati, quadri e dirigenti.

Stipendi medi in Italia: differenze tra Nord e Sud, ecco chi guadagna di più

Stipendi in Italia ancora in calo. La stagnazione delle retribuzioni si conferma e si rafforza.

A fornire i dati sugli stipendi medi degli italiani è il Jp Salary Outlook 2019, rapporto dell’Osservatorio di JobPricing, portale che fa riferimento alla società di consulenza HR Pros.

Se già preoccupa che, a fronte dell’aumento del costo della vita, non vi sia un parallelo rialzo degli stipendi, è ancora più allarmante che le retribuzioni del 2018 siano addirittura diminuite rispetto al 2017. Un leggero decremento (-0,3%), che non fa certo ben sperare.

La crescita dei prezzi è stata superiore a quella della RAL e nel 2018 il potere d’acquisto dei lavoratori italiani è diminuito per tutte le categorie, operai, impiegato, quadri e dirigenti.

Nel 2018, lo stipendio medio in Italia è stato pari a 29.278 euro lordi all’anno, somma che al netto è pari a poco più di 1.570 euro al mese.

Nel 2017 (dati del Salary Outlook 2018), la media era pari a circa 1.580 euro al mese. Una differenza da poco, ma che rappresenta pur sempre un calo (e che non è certo un buon segnale).

I dati forniti confermano una tendenza ormai consolidata: gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono di gran lunga maggiori al Nord e diminuiscono progressivamente, a parità di qualifica professionale, al Centro, Sud e Isole. È tuttavia soprattutto il Nord a soffrire del calo degli stipendi registrato nell’ultimo report del 2019.

Differenze per qualifica professionale

Quasi il 95% dei lavoratori dipendenti di aziende private in Italia sono inquadrati come impiegati o operai. Sono soltanto l’1,3% i dirigenti e il 4,4% i quadri, ai quali è destinata una somma notevolmente superiore di retribuzione lorda annua.

Un lavoratore dipendente in Italia nel corso del 2018 ha percepito una RAL media di 29.278 euro, somma che per i dirigenti ammonta ad una media di 101.096 euro, per i quadri a 54.136 euro, per gli impiegati 30.770 euro e per gli operai 24.780 euro.

Analizzando i dati pubblicati nel 2019 dall’Osservatorio JobPricing emerge quindi la notevole differenza di stipendio sulla base della qualifica professionale.


(fonte: JP Salary Outlook 2019)

La differenza diminuisce se si considerano gli stipendi netti, sforbiciati da contributi e imposte. Calcolando le 13 mensilità annue, lo stipendio mensile di un operaio è pari a 1.470 euro netti al mese, quello di un impiegato è di 1.679 euro, mentre un quadro guadagna 2.629 euro al mese e un dirigente 4.513 euro.

Somme che si discostano di poco rispetto ai dati del 2017, ma con un dato negativo: si registra un lieve decremento, pari allo 0,3%. La stagnazione delle retribuzioni è un fenomeno che continua a far paura.

Differenze geografiche

Le differenze retributive non emergono solo in base alla qualifica professionale, ma anche in base alle zone geografiche.

In primis, rispetto alla classifica dei paesi dell’Eurozona, l’Italia si colloca al nono posto, come si legge nel rapporto:

Un lavoratore italiano guadagna in media 10.200 euro in meno di un tedesco, e 8.400 euro in meno di un francese

Causa principale della bassa posizione in classifica è innanzitutto la pesante tassazione italiana.

Ancor più impressionante è la differenza di stipendio tra un lavoratore del Nord e del Sud Italia.

I dati forniti dal Report 2019 di Job Pricing mostrano come i lavoratori occupati nel Nord guadagnino il 10,6% di più rispetto ai lavoratori del Centro Italia. Una differenza ancora più marcata quella tra Nord, Sud e Isole (+15,1%).

I motivi di tale dinamica sono principalmente due:

  • al Nord esiste una maggior concentrazione di grandi aziende multinazionali rispetto al Centro (ad eccezione di Roma) e al Sud, con una maggiore attrattività per profili con elevate competenze e figure di responsabilità e manageriali;
  • il costo della vita decresce scendendo nella penisola e giustifica un differente livello retributivo offerto dalle aziende, maggiore nelle regioni del Nord Italia.

In riferimento alla RAL degli impiegati, sul podio delle regioni in cui si guadagna di più ci sono:

  • Lombardia (32.255 euro lordi all’anno)
  • Trentino Alto Adige (31.676 euro lordi all’anno);
  • Emilia-Romagna (31.571 euro lordi all’anno).

Agli ultimi posti invece:

  • Basilicata (27.665 euro lordi all’anno);
  • Puglia (27.436 euro lordi all’anno);
  • Calabria (26.809 euro lordi all’anno).

Nella tabella di seguito, estratta dal report JP, la classifica completa relativa alle RAL di operai ed impiegati.

Differenze per settore

A primeggiare, a livello settoriale, è il mondo della finanza: la RAL media è pari a circa 41.108 euro.

Chiude la classifica, invece, il settore primario: chi lavora nel settore dell’agricoltura guadagna mediamente 23.790 lordi all’anno, ben sotto la media nazionale, e non se la passa meglio chi lavora nel settore dell’edilizia (27.067 euro) e dei servizi (27.778 euro).

Queste percentuali vanno lette anche in base al diverso grado di specializzazione:

  • nell’agricoltura il 90% dei lavoratori sono operai;
  • nei servizi finanziari il 73% sono impiegati.

Altre differenze

I dati confermano ancora una diversità di retribuzione in base al genere. Il gap tra uomini e donne è pari al 10% in favore dei primi, che guadagnano in media 2.750 euro in più delle colleghe del gentil sesso.

Il divario può essere quantificato immaginando che le donne inizino a guadagnare, rispetto ai colleghi maschi, solo a partire dalla seconda settimana di febbraio portando a casa 27.617 euro annui rispetto ai 30.368 euro di un uomo.

Nelle differenze retributive incidono anche:

  • l’età, al crescere dell’età aumenta la retribuzione (Age gap 2018 + 45%)
  • il grado di istruzione: la laurea paga di più, la differenza è del 43,2%. La RAL media dei laureati è di 39.679 euro, mentre quella dei non laureati è di 27.723 euro.

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Argomenti:

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