Le fonti rinnovabili superano i combustibili fossili grazie a COVID-19

25 luglio 2020 - 00:09 |
25 luglio 2020 - 00:10 |

Per la prima volta, in Europa, nel 2020 le fonti rinnovabili superano le fossili nella produzione di energia elettrica

Le fonti rinnovabili superano i combustibili fossili grazie a COVID-19

2-0 per le fonti rinnovabili. Nel 2020, in Europa, per la prima volta in assoluto le fonti verdi hanno superato i combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. Due le ragioni principali: il drastico calo della domanda dei fossili dovuto alla pandemia di coronavirus da un lato, e dall’altro il forte aumento di eolico e solare.

A rilevare il record è stato un report sulla prima metà dell’anno effettuato dal think tank sul clima Ember.

Nel 2020 boom di energia elettrica da fonti rinnovabili

Il futuro post-COVID-19 è sempre più carbon neutral. Mentre la Commissione punta tutto sulla transizione energetica, l’emergenza pandemica e il mercato si spostano già in tal senso.

Nei primi sei mesi dell’anno, afferma il rapporto Ember, con fonti rinnovabili è stato generato il 40% dell’elettricità dell’Unione a 27 Paesi. È la prima volta che vengono superati i fossili, che si sono arrestati al 34%.

Grazie a questo record, le emissioni di CO2 del settore energetico sono calate del 23% rispetto allo stesso periodo del 2019. Contestualmente la produzione di combustibili fossili è scesa del 18%, mentre l’energia rinnovabile, nello stesso periodo, è incrementata dell’11%.

A spingere l’aumento è stata la crescita dell’energia eolica (11%) e solare (16%), favorita da un clima ventoso e mite e dall’installazione di nuovi impianti.

Coronavirus, fonti rinnovabili superano le fossili in Europa

L’incremento della produzione ha provocato anche un sovvertimento delle quote di mercato, in particolare proprio per eolico e solare che si sono dimostrati i settori dell’energia rinnovabile più resilienti.

Combinati, essi hanno prodotto il 21% dell’elettricità d’Europa, e hanno addirittura dominato in alcuni Paesi: il 64% in Danimarca, il 49% in Irlanda, il 42% in Germania. L’idroelettrico, invece, è aumentato del 12% rispetto ai primi sei mesi del 2019 attestandosi al 13% della produzione di elettricità europea.

Tutt’altra storia per i combustibili fossili. Il carbone ha subìto un vero e proprio colpo, calando del 32% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nei primi mesi del 2020, ha generato soltanto il 12% dell’elettricità in Europa, mentre il gas è sceso del 6%.

Particolarmente colpito è stato il carbone tedesco, per la prima volta minore di quello prodotto in Polonia. Quest’ultima è il solo Paese europeo a non aver programmato la graduale eliminazione del carbone.

Dave Jones, senior analyst di Ember, commenta così lo studio: “Questo segna un momento simbolico nella transizione del settore elettrico in Europa Per Paesi come la Polonia e la Repubblica Ceca, alle prese con la ricerca del modo giusto di liberarsi del carbone, ora c’è una chiara via d’uscita. Il nuovo Green Deal europeo fornirà sia nuovi investimenti nel settore eolico che solare che la possibilità di allontanarsi dal carbone attraverso un fondo di Just Transition ampliato. Ciò contribuirebbe a completare la transizione dell’Europa dal carbone all’elettricità pulita”.

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