Le banche stanno per chiudere i rubinetti del credito, parola della BCE

Laura Naka Antonelli

28 Aprile 2026 - 17:49

Avviso a famiglie e imprese: il report della BCE avrà suonato sicuramente la sveglia a chi si chiede ancora quanto e se aspettare a chiedere alle banche un mutuo o un prestito.

Le banche stanno per chiudere i rubinetti del credito, parola della BCE

Messaggio importante per tutti gli italiani (e a quanto pare europei) che stanno riflettendo se sia il caso di andare in banca ora, per accendere un mutuo o richiedere un prestito, oppure se aspettare ancora un po’.

Dall’ultima indagine stilata dalla BCE relativa ai finanziamenti erogati dalle banche dell’area euro alle imprese e alle famiglie, è arrivato un messaggio chiaro, che inviterà probabilmente i più cauti a muoversi e a prendere una decisione definitiva.

La verità dal sondaggio della BCE, le banche stanno stringendo i rubinetti del credito

Il messaggio, niente affatto di buon auspicio, è che le banche dell’Eurozona hanno iniziato a rendere più severi gli standard fissati per l’erogazione del credito.

In poche parole, in un contesto di guerra in cui sta aumentando l’avversione al rischio, e in cui la paura di incorrere in perdite di portafoglio sta attanagliando tutti, gli istituti di credito stanno vagliando in modo più approfondito e oculato il merito creditizio dei loro clienti e potenziali tali.

D’altronde, se la situazione economica dovesse peggiorare e se si verificasse una forte contrazione dei consumi, degli investimenti e dell’occupazione, le banche rischierebbero di non veder tornare più indietro i prestiti erogati, a danno dei loro bilanci. Si ripresenterebbe, come in realtà si sta già ripresentando, lo spettro degli NPL, Non Performing Loans, crediti deteriorati.

Meglio prevenire, dunque, che curare. E dall’indagine della BCE è emerso proprio questo: le banche si stanno tutelando da questo rischio, irrigidendo i criteri per la concessione del credito.

Mutui, prestiti alle aziende, credito al consumo. La BCE presenta cosa è successo nel I trim. 2026

Se parlare di credit crunch e di chiusura totale dei rubinetti del credito appare sicuramente prematuro, il report pubblicato oggi dalla Banca centrale europea restituisce ai cittadini dell’Eurozona un quadro preoccupante.

Nel report della BCE - conosciuto come Bank Lending Survey (BLS) e diffuso su base trimestrale - si legge che, nel primo trimestre del 2026, le banche dell’area euro hanno dato il via a “una ulteriore stretta sugli standard di credito”, sia per i prestiti o linee di credito rivolti alle imprese, che per quelli erogati alle famiglie (prestiti e mutui).

Per i prestiti erogati alle imprese, la percentuale netta di banche che hanno deciso di stringere i rubinetti del credito è stata pari al 10%; 2% è stata invece la percentuale di banche che hanno irrigito gli standard dei prestiti da erogare alle famiglie per l’acquisto di nuove case (dunque mutui), mentre è stata pari a ben il 15% su base netta la percentuale di istituti che hanno reso più stringenti le regole per la concessione di credito al consumo e di altre forme di finanziamento a favore delle famiglie.

Standard prestiti aziende irrigiditi al ritmo più forte dal 2023

Per i prestiti alle aziende, oltre che a essere superiore alle attese, l’inasprimento netto degli standard di credito ha battuto anche la media storica, confermandosi il più forte dal terzo trimestre del 2023, a riprova di una stretta cumulativa che era iniziata, in realtà, già nel 2025.

A portare le banche a prendere maggiormente le distanze dai loro clienti sono stati alcuni fattori, che si spiegano con il clima di forte tensione che interessa tutto il mondo, sulla scia dello shock energetico provocato dalla guerra USA-Iran, e dalla paura conseguente di un’inflazione pronta a galoppare e di tassi di interesse più alti. (a proposito, occhio alle previsioni sui tassi, con il Fed Day e il BCE Day sono ormai alle porte).

Gli elementi chiave della maggiore prudenza delle banche sono stati individuati dalla BCE nei “ rischi percepiti per l’outlook dell’economia e nella tolleranza al rischio inferiore ” da parte degli stessi istituti.

Le condizioni per l’erogazione dei prestiti sono state inasprite, per ovvi motivi, soprattutto da parte delle banche particolarmente esposte alle aziende a utilizzo intensivo di energia e al Medio oriente; mentre in generale, mettendo a paragone le varie categorie dei prestiti, i criteri sono diventati stringenti più per l’erogazione del credito al consumo che per i mutui.

Rischio credit crunch? Cosa prevedono le banche interpellate dalla BCE per il futuro

Tutte le banche hanno identificato il motivo principale che le ha indotte a stringere i rubinetti del credito:l’ansia per gli sviluppi geopolitici ed energetici.

E il peggio, per chi teme un credit crunch più o meno conclamato, è che le aspettative non promettono nulla di buono.

Interpellate sempre dalla BCE, le banche dell’area euro hanno ammesso di stimare un ulteriore irrigidimento degli standard di credito, sia per i prestiti alle aziende che per i mutui per l’acquisto di abitazioni e il credito al consumo.

Ragion per cui si potrebbe dire che, sulla base di quanto annunciato ufficialmente oggi dalla BCE, forse non è più il caso di rimanere con le mani in mano, prima di fare un salto in banca. Sono state d’altronde loro stesse, le banche, ad ammettere di poter essere costrette a diventare ancora più severe verso i clienti che bussano alla loro porta.

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