I lavori più pericolosi in Italia, ecco 15 mestieri ad alto rischio

Veronica Caliandro

23 Febbraio 2026 - 15:14

Il numero di infortuni e morti sul lavoro resta ancora elevato, soprattutto in alcuni settori. Ecco quali sono le professioni più a rischio.

I lavori più pericolosi in Italia, ecco 15 mestieri ad alto rischio

Nonostante negli ultimi anni siano aumentate le misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e la consapevolezza dei rischi da parte di lavoratori e imprese, il numero di incidenti e morti sul lavoro resta preoccupante. Secondo i dati INAIL nel 2025 sono stati registrati oltre 416.900 infortuni denunciati e 792 decessi. Alcuni settori, più di altri, continuano a essere particolarmente esposti, con lavori che richiedono attenzione costante, forza fisica e operazioni in ambienti ad alto rischio o con attrezzature pericolose.

Di seguito vedremo quali sono 15 dei lavori più pericolosi in Italia, con informazioni sui rischi principali, il numero di occupati stimato e la retribuzione media, in modo tale da offrire un quadro completo e aggiornato della situazione.

Perché alcuni lavori sono più pericolosi di altri

Alcune professioni presentano un livello di rischio significativamente superiore alla media perché combinano attività manuali, uso di macchinari pesanti, esposizione a sostanze nocive o condizioni ambientali difficili. La sicurezza sul lavoro dipende non solo dalle norme, ma anche dalla formazione, dall’esperienza e dalle condizioni operative.

Settori come edilizia, industria, trasporti e agricoltura registrano regolarmente il numero più alto di incidenti e decessi. Conoscere quali mestieri comportano più rischi può aiutare istituzioni, aziende e lavoratori a concentrare gli sforzi di prevenzione e sicurezza.

Operaio edile

Gli operai edili lavorano in cantieri, occupandosi di costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e infrastrutture. Le attività comprendono movimentazione di materiali pesanti, uso di attrezzature come gru, betoniere, scale e lavoro in quota. I rischi principali includono cadute dall’alto, schiacciamenti e incidenti con macchinari. In Italia il settore conta oltre 1,3 milioni di lavoratori, con stipendi medi tra 1.400 e 1.900 euro netti al mese.

Agricoltore e bracciante

I lavoratori agricoli operano nei campi e negli allevamenti, usando trattori, mietitrici e altri macchinari pesanti. Devono affrontare condizioni climatiche variabili e orari prolungati. I principali rischi sono ribaltamenti di trattori, incidenti con macchine agricole e esposizione a pesticidi. Il comparto conta circa 1 milione di lavoratori, con uno stipendio medio che oscilla tra 1.200 e 1.600 euro netti al mese.

Autotrasportatore e camionista

Gli autotrasportatori percorrono lunghe distanze con mezzi pesanti, spesso su strade trafficate o in condizioni meteorologiche avverse. Devono gestire carichi pesanti, tempi stretti e turni prolungati. Il rischio principale è rappresentato dagli incidenti stradali e dai problemi legati alla fatica da guida. In Italia si stimano circa 900.000 lavoratori, con stipendio medio tra 1.600 e 2.200 euro netti al mese.

Operaio industriale

Gli operai industriali lavorano in stabilimenti produttivi, occupandosi di assemblaggio, controllo e manutenzione delle linee di produzione automatizzate o semi‑automatizzate. I rischi principali sono contatto con macchinari, esposizione a sostanze chimiche e temperatura elevata. Il comparto impiega oltre 3 milioni di persone, con stipendio medio tra 1.300 e 1.800 euro netti al mese.

Operaio metalmeccanico

Gli operai metalmeccanici lavorano su linee di produzione industriali, utilizzando torni, presse e robot industriali. Le mansioni includono assemblaggio, manutenzione e controllo qualità. I rischi principali comprendono schiacciamenti, tagli e contatti con macchinari in movimento. Il settore occupa circa 1,6 milioni di lavoratori, con stipendi medi tra 1.500 e 2.000 euro netti al mese.

Operaio nelle fonderie

Gli operai delle fonderie gestiscono metalli fusi e materiali ad alte temperature, occupandosi di fusione, colata e lavorazione. I rischi principali includono ustioni, esplosioni e esposizione a fumi nocivi. Il settore conta circa 100.000 lavoratori, con stipendio medio tra 1.400 e 1.900 euro netti al mese.

Addetto alla raccolta rifiuti

Gli operatori ecologici raccolgono e smaltiscono rifiuti urbani e industriali, spesso in strade trafficate e con materiali pesanti o pericolosi. I rischi comprendono incidenti stradali e lesioni fisiche. In Italia il settore conta circa 200.000 lavoratori, con stipendio medio tra 1.200 e 1.600 euro netti al mese.

Magazziniere e addetto alla logistica

I magazzinieri movimentano merci in magazzini e centri di distribuzione, usando muletti e scaffalature elevate. Devono monitorare carichi e gestire le spedizioni. Il rischio include cadute di carichi, collisioni con macchinari e sforzi fisici eccessivi. In Italia si contano circa 1,2 milioni di lavoratori, con uno stipendio medio tra 1.300 e 1.700 euro netti al mese.

Elettricista

Gli elettricisti installano e mantengono impianti civili e industriali, spesso lavorando in altezza o spazi angusti. I rischi principali per chi svolge questo lavoro sono folgorazione e cadute. In Italia vi sono circa 500.000 lavoratori, con stipendio medio che oscilla tra 1.400 e 2.000 euro netti al mese.

Tecnico manutentore

I tecnici manutentori garantiscono il funzionamento di impianti elettrici, meccanici e industriali, intervenendo su guasti e prevenendo malfunzionamenti. I rischi comprendono scosse elettriche, cadute e malfunzionamenti dei macchinari. In Italia il settore occupa circa 600.000 lavoratori, con stipendio medio tra 1.500 e 2.200 euro netti al mese.

Marittimo e lavoratore portuale

I marittimi e lavoratori portuali movimentano merci, operano con gru e attrezzature pesanti, spesso su banchine instabili o imbarcazioni. I rischi principali sono cadute, schiacciamenti e incidenti con macchinari. Il comparto occupa circa 150.000 lavoratori, con stipendio medio tra 1.500 e 2.500 euro netti al mese.

Pescatore professionista

I pescatori operano in mare aperto, spesso per molte ore e in condizioni meteorologiche difficili. Gestiscono reti, barche e strumenti di pesca complessi. I rischi includono cadute in mare, incidenti con le attrezzature e condizioni ambientali estreme. In Italia sono circa 30.000 lavoratori, con reddito medio tra 1.200 e 2.000 euro netti al mese.

Autista di autobus

Gli autisti di autobus gestiscono il trasporto pubblico, spesso in contesti urbani complessi, e devono garantire la sicurezza dei passeggeri. I rischi principali sono riconducibili ad incidenti stradali e stress da responsabilità. In Italia si stimano circa 250.000 autisti, con stipendio medio tra 1.400 e 1.900 euro netti al mese.

Vigile del fuoco

I vigili del fuoco intervengono in emergenze come incendi, incidenti stradali e calamità naturali. I rischi principali includono esposizione a fiamme, fumi e ambienti instabili. Tale settore occupa circa 35.000 lavoratori che percepiscono uno stipendio medio tra 1.500 e 2.000 euro netti al mese.

Addetto alle pulizie industriali

Gli addetti alle pulizie industriali lavorano in fabbriche e magazzini, usando prodotti chimici e attrezzature specifiche. Tra i principali rischi si annoverano cadute, lesioni fisiche e contatto con sostanze chimiche. Il settore impiega circa 800.000 persone, con stipendio medio tra 1.000 e 1.400 euro netti al mese.

Prevenzione e consapevolezza: la chiave per ridurre i rischi

I dati INAIL evidenziano come edilizia, agricoltura, industria e trasporti siano i settori con il maggior numero di infortuni e decessi sul lavoro. I mestieri elencati rappresentano quindi alcuni dei lavori più pericolosi in Italia, ma non gli unici. Il livello di rischio dipende infatti da numerosi fattori, tra cui le condizioni operative, la formazione dei lavoratori e il rispetto delle norme di sicurezza.

Ridurre il numero di incidenti richiede investimenti nella prevenzione, nella formazione e nelle attrezzature di protezione, oltre a una maggiore attenzione da parte delle aziende e delle istituzioni. Migliorare la sicurezza significa proteggere non solo la salute dei lavoratori, ma anche la qualità e la sostenibilità dell’intero sistema produttivo.

La diffusione di una solida cultura della sicurezza rappresenta quindi uno degli strumenti più importanti per prevenire gli incidenti e tutelare la vita dei lavoratori, soprattutto nei settori più esposti ai rischi.

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