BCE: Lagarde ha mezzi limitati per fermare l’apprezzamento dell’euro

A differenza del passato, il potere delle banche centrali, BCE compresa, di fermare l’apprezzamento delle valute è limitato. A dirlo è Edoardo Fusco Femiano, Market Analyst di eToro.

BCE: Lagarde ha mezzi limitati per fermare l'apprezzamento dell'euro

Giovedì scorso l’istituto guidato da Christine Lagarde ha annunciato di voler intensificare gli sforzi per rilanciare le economie di Eurolandia, duramente colpite dalla crisi sanitaria.

Il nuovo pacchetto comprende:

  • altri 500 miliardi di euro di acquisti netti di attività tramite il programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP) fino almeno alla fine di marzo 2022;
  • ulteriori operazioni TLTRO (rifinanziamenti mirati a più lungo termine) oltre marzo 2021 e proroga del tasso d’interesse preferenziale fino al giugno 2022;
  • ulteriori operazioni PELTRO (rifinanziamenti a più lungo termine per l’emergenza pandemica).

Forex: eurodollaro in rialzo dopo Lagarde

Dopo la consueta conferenza stampa del n.1 Christine Lagarde, le quotazioni dell’eurodollaro si sono spinte fino a 1,21588 interrompendo la recente serie negativa.

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Questo a dispetto del fatto che Lagarde abbia rimarcato che “l’apprezzamento dell’euro gioca un ruolo importante e quindi è monitorato e continuerà ad essere monitorato con molta attenzione”.

Fusco Femiano: Lagarde ha mezzi limitati

«In questa riunione della BCE –ha evidenziato Edoardo Fusco Femiano, Market Analyst di eToro in Italia- l’elemento sotto osservazione era la capacità di Christine Lagarde di fermare l’apprezzamento dell’Euro”.

Pur ammettendo, per la prima volta, che la salita della valuta unica resta una questione da monitorare, “tale ammissione non è bastata per ora a frenare tale dinamica”.

A differenza del passato, evidenzia l’esperto, la BCE oggi ha possibilità limitate di svalutare l’euro. “In questa fase storica sono piuttosto i governi, con le politiche fiscali, a guidare le dinamiche del mercato valutario”.

Nel caso in questione, l’euro sta salendo rispetto al dollaro poiché quest’ultimo “già sconta un secondo round di stimolo fiscale statunitense, mentre, d’altro canto, l’UE fatica a trovare un accordo sul primo round di stimolo. Difficile quindi attendersi un euro più debole nei prossimi mesi».

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