Phoebe, la figlia di Bill Gates, ha lanciato una startup di shopping online dal valore di 180 milioni di dollari. Ma il patron di Microsoft non le ha dato nemmeno un centesimo.
Phoebe Gates segue le orme paterne. La figlia di Bill Gates, co‑fondatore di Microsoft, ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo dell’imprenditoria. Tuttavia, il suo settore è molto diverso da quello in cui opera il padre.
A soli 21 anni, Phoebe ha fondato la startup Phia, un’azienda tecnologica focalizzata sullo shopping online assistito dall’intelligenza artificiale. La società è stata valutata 180 milioni di dollari ma, sorprendentemente, il padre miliardario non vi ha investito nemmeno un centesimo.
Tutto nasce durante un corso universitario a Stanford, quando Phoebe e Sophia Kianni, la sua coinquilina, hanno iniziato a esplorare le applicazioni pratiche dell’AI generativa. Il progetto accademico è diventato il punto di partenza per lo sviluppo di un’app pensata per aiutare gli utenti a fare acquisti più intelligenti e sostenibili. A favorire lo sviluppo della startup sono state anche le conoscenze di Gates che, laureatasi in biologia, aveva già maturato esperienza lavorando in iniziative legate alla salute femminile, ai cambiamenti climatici e al sostegno delle donne in ambito imprenditoriale.
Cos’è Phia e come funziona
Phia si presenta sia come estensione per browser sia come applicazione mobile. Il software confronta i prodotti di decine di migliaia di siti online, aiutando gli utenti a trovare il prezzo migliore.
Ma c’è un aspetto distintivo che fa la differenza: in Phia esiste un’opzione che permette di visionare anche prodotti di seconda mano, promuovendo così un consumo responsabile ed ecologico. Tra le funzioni più innovative c’è poi “Devo comprare questo?”, che analizza i dati sul prodotto, la storia del mercato e le offerte di rivendita, aiutando a valutare se l’acquisto sia conveniente o meno.
Il progetto, in linea con la crescente attenzione di Millennials e Gen Z verso sostenibilità e consumo consapevole, rappresenta un messaggio significativo per le aspiranti imprenditrici. Phia è una startup nata in una piccola stanza di dormitorio, senza l’aiuto degli imponenti mezzi economici e industriali del patron di Microsoft. In un’intervista rilasciata a Fortune, la cofondatrice Sophia Kianni ha così descritto la situazione nel settore - spesso etichettato come “da femmine” - delle startup fashion-tech:
“Penso che ci sia stata così poca innovazione nel settore dello shopping per così tanto tempo perché sembra che ’beh, questo sia un hobby per ragazze’. La realtà è che l’industria della moda vale tra i 1.700 e i 2.500 miliardi”.
Tanti investitori celebri (ma non Bill Gates)
Nonostante la disponibilità economica della famiglia, Phoebe non ha utilizzato i fondi di Bill Gates per avviare la sua azienda. Inizialmente, il progetto è stato sostenuto da un sussidio di 250.000 dollari del programma di “social entrepreneurship” di Stanford, mentre altri 100.000 dollari sono arrivati da Soma Capital. Successivamente, ulteriori 500.000 dollari sono stati forniti da Business Angel, cifra fondamentale per il capitale iniziale necessario a far partire l’attività a tempo pieno.
Tra gli investitori figurano nomi noti del mondo imprenditoriale e dello spettacolo, come Kris Jenner, Desiree Gruber, Joan Bradford, Sara Blakely, Hailey Bieber e Sheryl Sandberg, grazie ai quali la startup è riuscita a crescere rapidamente e a raggiungere la valutazione attuale di 180 milioni di dollari.
Bill Gates sostiene che la decisione della figlia di escluderlo dalla startup gli ha dato serenità, poiché così non deve assumere un ruolo di supervisione nella sua azienda. Anche la madre, Melinda, l’ha incoraggiata a raccogliere il capitale iniziale in autonomia, affinché Phoebe potesse fare esperienza e acquisire indipendenza. Nonostante ciò, Phoebe continua a cercare consigli dai genitori, beneficiando della loro esperienza senza dipendere economicamente da loro.
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