Il gruppo internet russo VK ha ricevuto mezzo miliardo di euro dal bilancio federale per sviluppare una piattaforma video alternativa a YouTube (Google). Le perdite cumulate restano elevate.
Mosca accelera sulla creazione di una piattaforma video alternativa a YouTube. Il gruppo internet russo VK ha infatti incassato circa 493 milioni di euro dal bilancio federale per sviluppare un concorrente domestico del colosso americano controllato da Alphabet (Google). Il dato emerge dalla relazione sull’esecuzione del bilancio statale russo per il 2025, citata dal quotidiano economico Kommersant, e conferma la spinta del Cremlino verso la costruzione di alternative digitali sostenute dallo Stato alle piattaforme occidentali.
VK gestisce il principale social network russo VKontakte, la piattaforma di hosting video VK Video e l’applicazione di messaggistica Max. La società è guidata dal 2021 da Vladimir Kirienko, figlio di Sergey, vicecapo dello staff di Vladimir Putin.
Lo stanziamento e gli obiettivi del piano governativo
Il finanziamento concesso a VK rappresenta circa il 10% della spesa complessiva del Ministero dello sviluppo digitale russo, che ammonta a circa 5,18 miliardi di euro. La quota più consistente delle risorse è destinata al cuore del progetto: circa 448 milioni di euro sono stati allocati per lo sviluppo della cosiddetta “piattaforma video nazionale”, l’alternativa interna a YouTube su cui Mosca intende concentrare i propri sforzi.
45 milioni di euro sono stati invece destinati allo sviluppo dell’applicazione di messaggistica Max, che le autorità russe presentano come la versione domestica del cinese WeChat. Le sovvenzioni arrivano in una fase in cui Mosca sta accelerando gli sforzi per ridurre la dipendenza tecnologica della Russia dalle piattaforme occidentali, sulla scia delle dure sanzioni e l’uscita delle aziende straniere dal mercato russo dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Le autorità incentivano in modo crescente l’utilizzo dei servizi online locali, mentre rallentano l’accesso alle piattaforme estere e spingono istituzioni pubbliche e imprese a migrare verso software sviluppati a livello domestico.
I conti in rosso di VK e i numeri della piattaforma video
Il sostegno pubblico arriva in un momento di forte fragilità finanziaria per il gruppo. VK ha chiuso in perdita per sei esercizi consecutivi, accumulando circa 2,27 miliardi di euro di rosso cumulato tra il 2020 e il 2025. Nel 2025 la perdita netta si è attestata a circa 282 milioni di euro, dopo i 1,07 miliardi di euro persi nel 2024. Le perdite cumulate del periodo sono paragonabili al bilancio annuale di intere regioni della Federazione Russa.
Una fonte vicina ai piani del governo ha precisato che le sovvenzioni sono indirizzate in modo specifico allo sviluppo di VK Video per rafforzarne la posizione contro la concorrenza. La qualificazione come piattaforma nazionale garantirebbe l’accesso al servizio durante eventuali restrizioni alla rete internet, imporrebbe la preinstallazione obbligatoria sugli smartphone e consentirebbe l’integrazione con il portale dei servizi pubblici Gosuslugi.
I dati di traffico, secondo la società di ricerche Mediascope, mostrano che VK Video ha raggiunto in gennaio un’audience giornaliera di 42,2 milioni di utenti e mensile di 82,8 milioni, escluse le visualizzazioni su Smart TV e in modalità background. Il dato supera quello di YouTube in Russia, fermo a 65,9 milioni di utenti mensili, e quello dell’altra piattaforma sostenuta dallo Stato, Rutube, attestata a 47,7 milioni.
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