La Russia è davanti al Giappone: l’economia di Mosca è la quarta più grande al mondo (in termini di PPP)

Federico Giuliani

20/06/2024

L’economia russa è la quarta più grande al mondo a parità di potere d’acquisto. L’impatto delle sanzioni e le stime della Banca Mondiale.

La Russia è davanti al Giappone: l’economia di Mosca è la quarta più grande al mondo (in termini di PPP)

C’è una notizia che nei giorni scorsi non ha ottenuto lo spazio che avrebbe meritato. Secondo i dati della Banca Mondiale pubblicati all’inizio di giugno, l’economia russa ha superato il Giappone diventando, o meglio restando, la quarta più grande al mondo in termini di PPP (parità del potere d’acquisto).

Scendendo nei dettagli, già nel 2021 Mosca rappresentava il 3,8% del pil globale, davanti a Giappone (3,7%) e Germania (3,4%). Il pil russo, sempre a PPP, in quello stesso anno aveva raggiunto i 5,7 trilioni di dollari, contro i 5,6 trilioni e 5,3 trilioni di Tokyo e Berlino. Nell’annata 2022-2023 la Federazione Russa è rimasta stabile in quarta posizione, con un pil a PPP di 6 e 6,45 trilioni di dollari rispetto ai 5,9 e 6,3 trilioni del Giappone e ai 5,5 e 5,9 trilioni della Germania. Al comando c’è ovviamente la Cina (35mila miliardi), seguita da Stati Uniti (27,4 mila miliardi) e India (14,6 mila miliardi).

Il Cremlino, a dire il vero, aveva già superato Berlino che, colpito da molteplici shock e tagliata fuori dal gas russo a buon mercato, è sceso al sesto posto nella classifica della Banca Mondiale. La stessa Banca Mondiale ha insomma migliorato la classifica della Russia dopo aver rivisto i suoi dati e afferma che Mosca ha effettivamente superato il Giappone nel 2021, e che da allora ha mantenuto la quarta posizione. I suoi calcoli precedenti erano basati sui dati del 2017, ma ora sono stati aggiornati per riflettere i dati del 2021.

L’obiettivo di Mosca

Come ha evidenziato il sito Bne Intellinews, da tempo il presidente russo Vladimir Putin aveva fissato l’obiettivo di produrre una crescita economica russa superiore alla media globale. Prima dello scoppio della guerra in Ucraina, quella di Mosca era ben al di sotto della media globale e prossima alla stagnazione. Tuttavia, nel 2022 il Cremlino ha potuto sfruttare una spinta keynesiana militare e la sua è diventata attualmente l’economia in più rapida crescita al mondo (vale sempre la pena ricordarlo: a PPP).

Putin aveva esplicitamente chiesto al suo governo di raggiungere il quarto posto tra le maggiori economie del mondo in termini di PPP all’inizio di quest’anno: missione riuscita nonostante le tensioni internazionali e geopolitiche che hanno travolto Mosca.

Interrompendo le relazioni con l’Occidente, il presidente russo ha di fatto scommesso sul Sud Globale, formato da Paesi in via di sviluppo in costante crescita. Attualmente Cina e India occupano il primo e il terzo posto nella classifica mondiale in termini di PPP, ma si prevede che entrambe diventeranno leader anche in termini nominali nei prossimi tre o quattro decenni. Anche la maggior parte delle economie in più rapida crescita dal basso nell’elenco provengono dal Sud del mondo. E sono proprio quelle sulle quali ha scommesso Putin.

Come sta andando l’economia russa

Nel 2023 la crescita economica della Russia ha colto di sorpresa gli analisti con un’espansione del 3,6%. Quest’anno la Banca Mondiale ha già quasi triplicato le sue previsioni di crescita dall’1,1% al 3,2%. Anche la dimensione dell’economia corretta dal PPP, sempre secondo la Banca Mondiale, potrebbe essere sottostimata. C’è infatti almeno un 39% dell’economia russa nell’ombra (mentre l’economia sommersa costituisce solo il 10% dell’economia giapponese): a conti fatti significa aggiungere altri 2,5 trilioni di dollari potenziali alla dimensione economica corretta del PPA di Mosca di 6,4 trilioni di dollari.

La Bbc ha intanto scritto che l’economia sta crescendo ma si è chiesta quando possa durare questa crescita. “Il grosso problema era la nostra comprensione di ciò che le sanzioni possono e non possono fare”, ha spiegato Elina Ribakova, ricercatrice senior presso il Peterson Institute for International Economics. “Non è come premere un interruttore e la Russia scompare. Ciò che le sanzioni possono fare è sbilanciare temporaneamente un paese finché non trova il modo di aggirare le sanzioni, finché non trova modi alternativi per ricevere spedizioni o vendere il suo petrolio. Siamo esattamente in quello spazio in cui la Russia ha trovato una soluzione alternativa”, ha aggiunto. Nel frattempo Mosca continua per la sua strada.