Sono quasi passati due anni dall’articolo della Fed “(Don’t Fear) The Yield Curve, Reprise” dove si metteva in soffitta la curva 10y-20y per utilizzare quella “Near Term Forward Spread” (the near term forward spread is the difference between the expected 3-month interest rate 18-months from now minus the current 3-month yield).
Quale è la situazione oggi? Considerando i precedenti storici, la recessione arriva dopo 1-2 anni dall’inversione delle due curve, l’ultima volta l’inversione è avvenuta in ottobre 2022.
Near Term Forward Spread
Fonte: Fed
Quando è comparsa l’inflazione l’inversione della curva ha accelerato la discesa, altrimenti i tassi sarebbero arrivati al livello trigger “risk on” del 3,5% probabilmente. Invece i mercati azionari sono scesi dai top del 2021 fino ad ottobre 2022, con nuovo panico a marzo 2023 con SVB (senza però ritestare i minimi di ottobre 2022), per poi andare in rally rialzista fino ai recenti top. Attualmente è consigliabile rimanere liquidi oppure, per chi fosse esposto, liquidare parte delle posizioni in azionario prima che la curva inverta verso la normalità (maggiore di zero).
Ma sarà recessione? Secondo il paper della Fed sarà molto probabile quando il NTFS dovesse essere più basso del 10y-2y.
Treasury term spread
Fonte: Fed
L’8 marzo 2024 i valori erano -1,287 di NTFS verso uno –0,39 del 10y-2y. La Fed ha paura della recessione, ma non può abbassare i tassi, altrimenti si rischierebbe una stagflazione!
Rispetto a 2 anni fa, lo spread 10y – 3m è diventato negativo e le probabilità di una recessione nel 2024 sono aumentate oltre il 50%, arrivando quasi al 75%. Rispetto a due anni fa si è invertita la curva anche in Europa, tranne che in Italia e Spagna.
Yield spread
Fonte: MacroMicro
Gli indici americani, dagli ultimi due anni, hanno aggiornato nuovamente i massimi storici recuperando tutto il drawdown inflattivo e da rialzo dei tassi. Il dilemma principale, anche per un ingresso sui bond, è l’inflazione: è veramente sotto controllo e quindi i tassi scenderanno entro fine 2024? Il CME FedWatch Tool continua a dare il calcio al barattolo più avanti e dal taglio a marzo che era previsto a fine 2023 oggi stiamo passando da giugno a luglio.
CME FedWatch Tool
Fonte: CME
L’inflazione sembra essere in teoria sconfitta ma anche non vinta del tutto, come la brace sotto la cenere di un incendio che potrebbe far rinascere il fuoco pericolosamente se non si spegne subito. Ovviamente l’alta incertezza rende difficile ogni scelta ma, considerano l’evoluzione dei grafici, si può sintetizzare:
1) Se la curva torna positiva si avranno alte probabilità di vedere una recessione e individuare un buy al livello trigger di 3,5%;
2) Se la curva continua a scendere più in basso allora il rischio stagflazione si farà sempre più concreto;
3) Il mercato azionario continua a salire (o lateralizzare) fino all’estate invertendo la tendenza in prossimità delle elezioni americane
Il mercato è imprevedibile, ma si possono costruire scenari possibili, ipotizzando strategie adatte e diversificate negli asset, nel tempo e nelle sizes, in base al tipo di gestione relativa al proprio profilo di rischio/rendimento/tempo.