Giappone verso la stagflazione? Il segnale shock è questo

Guido Gennaccari

13/03/2026

Petrolio a 106$ al barile e yen debole: siamo davvero all’inizio di una nuova crisi?

Giappone verso la stagflazione? Il segnale shock è questo

A marzo gli operatori sui mercati finanziari monitorano con attenzione l’andamento del prezzo del petrolio, a seguito dell’attacco all’Iran e del top a 106$ WTI dai 65$ di fine febbraio.

Oggi però un grafico molto interessante è quello del cambio dollaro/yen che sta testando una resistenza tecnica che, se superata, proietterebbe i valori verso i livelli degli anni ’80 inflattivi.

Non a caso il grafico del USD/JPY segue ed è fortemente correlato all’inflazione giapponese. Cosa implica questo per il mercato azionario globale?

Il grafico del USD/JPY segue ed è fortemente correlato all'inflazione giapponese Il grafico del USD/JPY segue ed è fortemente correlato all’inflazione giapponese .

Se la storia non si ripete ma fa rima, allora potremmo trovarci al top di un rally rialzista simile a quello del periodo 1974-1990 che oggi potrebbe essere paragonato al ciclo 2012-2026.

Sembra impossibile vedere fenomeni degli anni ’70 ripetersi oggi, in un contesto in cui le banche centrali sono molto più dinamiche. Tuttavia proprio questo dinamismo potrebbe aver creato un moral hazard pericoloso: la fiducia quasi automatica che i mercati ripongono negli istituti centrali che controllano la politica monetaria.

Negli anni ’70 e ’80 la Federal Reserve guidata da Paul Volcker alzò drasticamente i tassi di interesse con un rapporto debito/PIL relativamente basso. Oggi invece ci troviamo con livelli di debito pubblico storicamente elevati.

La domanda è quindi inevitabile: se negli anni ’80 la cura fu uno shock monetario aggressivo, cosa accadrebbe oggi con un debito globale ai massimi storici?

La storia potrebbe non ripetersi, ma forse questa volta potrebbe fare una rima inversa.