La portabilità del contributo extra del datore di lavoro si avvicina, ma ci sono dei rischi da valutare

Pietro Pisello

7 Maggio 2026 - 10:02

Portabilità del fondo pensione: opportunità e rischi. Requisiti, tempi e come scegliere il fondo più adatto per evitare errori e migliorare i rendimenti.

La portabilità del contributo extra del datore di lavoro si avvicina, ma ci sono dei rischi da valutare

Dal 31 ottobre entrerà in vigore la cosiddetta portabilità del contributo del datore di lavoro tra tutti i fondi pensione.

Si tratta di una novità di grande rilievo, con potenziali vantaggi significativi per i lavoratori in termini di flessibilità e possibilità di scelta. Tuttavia, come spesso accade, senza un adeguato livello di informazione e consapevolezza, il rischio è quello di compiere decisioni poco vantaggiose, passando da una soluzione non ottimale a un’altra ancora meno conveniente.

Un primo aspetto da considerare riguarda le modalità di trasferimento del fondo pensione. Prima ancora di individuare la destinazione più adatta, è necessario verificare di possedere i requisiti per effettuare il trasferimento.

Il passaggio davvero cruciale, però, resta la scelta del fondo pensione di destinazione. In un mercato sempre più ampio e articolato, siamo davvero in grado di valutare con attenzione tutte le alternative disponibili?

Contributo del datore di lavoro al fondo pensione, cos’è e a chi spetta

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una novità rilevante in materia di previdenza: la cosiddetta portabilità piena del contributo datoriale verso tutti i fondi pensione disponibili sul mercato.

Un lavoratore che aderisce a un fondo pensione di categoria, conferendo il proprio TFR e un contributo volontario, riceve anche un versamento aggiuntivo da parte del datore di lavoro.
Il problema è che, fino ad oggi, questo beneficio è stato vincolato all’adesione al fondo previsto dal proprio contratto collettivo. Se il lavoratore sceglie un altro fondo pensione, perde il diritto a ricevere questo extra.

Non esisteva quindi reale libertà di scelta, e non è raro trovare fondi pensione con rendimenti inferiori rispetto ad altre soluzioni, oppure con linee di investimento troppo difensive e non sempre coerenti con il profilo ad esempio di un lavoratore giovane.

La Legge di Bilancio 2026 interviene proprio su questo punto, introducendo la cosiddetta “portabilità piena”. Questa misura permetterà, a partire dal 31 ottobre 2026, ai lavoratori di mantenere il diritto al contributo del datore di lavoro anche trasferendo la propria posizione previdenziale dal fondo di categoria a un’altra forma pensionistica tra tutti quelli disponibili sul mercato.
Tutto bene, ma prima di prendere una decisione simile è fondamentale considerare almeno due aspetti.

Portabilità del contributo datoriale: cosa sapere prima di richiederla

Innanzitutto, è importante chiarire che la norma parla di trasferimento. Questo significa che il contributo del datore di lavoro potrà essere riconosciuto solo se si è già aderito a un fondo pensione negoziale che lo prevede. In caso di trasferimento del fondo pensione, il datore di lavoro sarà tenuto a continuare a versare lo stesso contributo aggiuntivo.

Proprio perché si tratta di un trasferimento, la normativa vigente prevede che siano trascorsi almeno due anni di permanenza nel fondo prima di poterlo effettuare. Di conseguenza, chi non ha mai aderito a un fondo di categoria dovrà prima sottoscriverlo e poi attendere questo periodo minimo per di poter richiedere il trasferimento e beneficiare della portabilità. Non si tratta quindi di un’operazione immediata.

Diverso è il caso di chi ha già aderito da tempo: in questa situazione sarà possibile richiedere la portabilità già a partire dal 31 ottobre (salvo eventuali rinvii).
Il secondo punto è ancora più rilevante e riguarda la scelta del fondo di destinazione. L’obiettivo dovrebbe essere quello di individuare uno strumento più efficiente rispetto a quello originariamente sottoscritto. Per farlo, è essenziale valutare con attenzione costi, caratteristiche e qualità complessiva del nuovo fondo.

All’interno di ogni fondo pensione, inoltre, è possibile scegliere tra diverse linee di investimento, che vanno da quelle più prudenti a quelle più dinamiche. Anche questa decisione non può essere presa in modo standardizzato, ma deve tenere conto di variabili personali come l’orizzonte temporale, la propensione al rischio e la situazione finanziaria complessiva.
In definitiva, la maggiore libertà introdotta dalla portabilità rappresenta un’opportunità importante, ma richiede anche maggiore consapevolezza. Informarsi e valutare con attenzione ogni aspetto è fondamentale per trasformare questa novità in un reale vantaggio nel lungo periodo.