Perché la polemica su Trump e la Groenlandia rivela la crisi strategica dell’Europa e il fallimento della sua posizione sulla guerra in Ucraina.
Uno dei tanti dilemmi di queste settimane è se Donald Trump voglia davvero annettere l’isola o se stia semplicemente usando una retorica aggressiva. Ma, come spesso accade con questo presidente americano, ciò che conta veramente non sono le parole – e a volte neanche le decisioni più spettacolari – ma l’effetto che esse producono.
Che in questo caso è stato quello di gettare le élite europee nel panico, smascherando una fragilità che va ben oltre la questione groenlandese. La reazione scomposta delle capitali europee non è stata quella di attori sovrani che difendono un principio, ma quella di amministratori che scoprono improvvisamente di non controllare il quadro strategico in cui operano.
Un articolo particolarmente acuto sulla questione è quello scritto per The American Conservative da un commentatore irlandese che, come certi folletti, nella più pura tradizione dei racconti fantastici e folklorici della sua terra, ribalta lo scenario delle realtà apparenti per mostrare la verità nuda e cruda (e viceversa). Vale la pena di seguire il ragionamento. L’Europa, scrive Philip Pilkington, si presenta come paladina del diritto internazionale, ma solo quando questo non comporta costi politici o materiali per sé stessa: [...]
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