L’Italia sorpassa la Francia. I BTP diventano il nuovo rifugio europeo per gli investitori

Redazione Money Premium

21 Agosto 2026 - 11:36

Man mano che le elezioni si avvicinano, i mercati continueranno a valutare quale dei due scenari politici si rivelerà meno dirompente, ma al momento la scommessa prevalente punta chiaramente su Roma.

L’Italia sorpassa la Francia. I BTP diventano il nuovo rifugio europeo per gli investitori

Mentre i mercati obbligazionari globali soffrono da mesi per le paure di un’inflazione alimentata dal rincaro del petrolio, l’Italia sta emergendo come un inaspettato rifugio nella regione europea. Mentre gli investitori si preparano alle elezioni previste per il prossimo anno sia in Italia che in Francia, un numero crescente di gestori di fondi obbligazionari sta scommettendo sul fatto che il dramma politico sarà più contenuto a Roma che a Parigi.

Società come Barings e Carmignac Gestion hanno accumulato posizioni significative sul debito italiano negli ultimi mesi, affiancandosi ad altri operatori già positivi come MFS International. Questi flussi di capitali stanno spingendo i rendimenti dei titoli di Stato italiani al di sotto di quelli equivalenti francesi, un’inversione storica rispetto alla tradizionale percezione di maggiore sicurezza attribuita ai bond di Parigi, che ora invece richiedono un premio al rischio più elevato.

I gestori guardano all’Italia

Questa dinamica riflette una valutazione profondamente mutata del rischio politico e fiscale. Gli investitori ritengono che l’era del caos di bilancio e dell’instabilità cronica italiana appartenga ormai al passato. Il governo guidato da Giorgia Meloni cerca di ottenere un secondo mandato e viene percepito come uno dei più longevi e stabili che il Paese abbia conosciuto da lungo tempo.

Brian Mangwiro, portfolio manager di Barings che ha acquistato titoli italiani con scadenze fino a dieci anni, sottolinea come il rischio di gravi turbamenti politici in Italia appaia piuttosto basso, e proprio questo elemento contribuisce a rendere il Paese una delle principali posizioni overweight del suo portafoglio.

Allo stesso modo, Marie-Anne Allier, gestore del reddito fisso di Carmignac Gestion, evidenzia che l’Italia offre almeno stabilità politica e una prospettiva di declino del rapporto debito/PIL, due vantaggi rilevanti rispetto ad altri Paesi europei, in particolare rispetto a Francia e Germania. La stessa Marie-Anne Allier ha iniziato ad acquistare bond italiani dall’inizio dell’anno, contemporaneamente shortando quelli francesi.

Anche sul piano tecnico il momentum a favore dei titoli italiani si è rafforzato negli ultimi mesi. L’acquisto di obbligazioni italiane a tre-dieci anni è diventato uno dei trade più popolari di questa estate, mentre molti operatori evitano i bond francesi. Nello spazio dei titoli sovrani europei che offrono rendimento le uniche opzioni reali al momento sono Francia e Italia, e in questa fase le prospettive italiane appaiono migliori.

Il piano fiscale italiano è più attrattivo

Un ulteriore elemento a favore di Roma è la composizione della base di investitori: soltanto il 9 percento dei titoli di Stato italiani è detenuto da investitori non appartenenti all’area euro, contro il 26 percento di quelli francesi. Gli investitori regionali risultano più propensi a resistere agli shock legati a eventi politici e a mantenere le posizioni fino a scadenza.

Il contesto di fondo rimane complesso. I bond di tutto il mondo hanno sofferto per le pressioni inflazionistiche legate al petrolio, ma l’Italia riesce a distinguersi grazie a una combinazione di stabilità governativa e miglioramento dei conti pubblici che contrasta con le difficoltà francesi. Parigi continua a confrontarsi con un parlamento frammentato, negoziati di bilancio difficili e l’avvicinarsi dell’appuntamento presidenziale del 2027, fattori che alimentano l’incertezza e spingono gli investitori a richiedere un premio maggiore. Roma, al contrario, presenta un percorso fiscale più prevedibile e una leadership che ha dissipato i timori iniziali di radicalismo.

Il risultato è un’inversione della gerarchia tradizionale del rischio nella zona euro, con i rendimenti italiani che scendono sotto quelli francesi e i flussi di capitale che premiano la maggiore prevedibilità politica italiana. Man mano che le elezioni si avvicinano, i mercati continueranno a valutare attentamente quale dei due scenari politici si rivelerà meno dirompente, ma al momento la scommessa prevalente punta chiaramente su Roma.