Le cose semplici sono quelle che spesso funzionano meglio. Il mercato azionario non è altro che una battaglia tra liquidità in acquisto e in vendita: chi ha maggiore volumi spinge il pezzo nella propria direzione, indipendentemente dai fondamentali.
E’ tutta una questione di domanda e offerta, dove la liquidità guida il prezzo.
Dall’analisi di alcuni valori tecnici sui volumi si possono trovare delle regolarità che potrebbero anticipare i trend oppure top e bottom di mercato. Prendendo i volumi mensili sui rispettivi future T-note e sullo S&P 500 americano, con base 100 = settembre 1997, si trovano delle regolarità abbastanza attendibili:
Volumi mensili T-note/S&P 500
Base 100 = settembre 1997
Se si considera il periodo a partire dagli anni 2000, quando i due mercati erano maturi e simili, si può notare come il livello di 0,2 ha spesso da anticipatore di ritracciamenti o vendite profonde nei tempi prossimi successivi. Infatti, a parte i casi eclatanti (febbraio 2008, maggio 2015, agosto 2018, novembre 2019, ottobre 2021), gli altri sono ritracciamenti del trend principale e pochissimi falsi segnali (febbraio 2021).
A circa due terzi di agosto siamo non lontani dallo 0,2: ci sarà rottura per fine mese?
Anche i mesi scorsi il livello dell’indicatore si è assestato su valori attuali, vedremo il 1 settembre cosa accadrà. E’ un indicatore anticipatore da monitorare, non un entry immediato, è da seguire insieme all’evoluzione di altri parametri. Potrebbe allinearsi agli scenari di recessione americani richiamati più volte in base agli indicatori macro e all’inversione della curva dei rendimenti.