In seguito alle comunicazioni delle banche centrali della scorsa settimana, il mercato ha scelto di modificare la direzione che aveva preso negli ultimi due mesi. La decisione del presidente della Federal Reserve, Powell, ha instillato fiducia nei mercati azionari, nonostante i funzionari della banca centrale abbiano definito i Pivot secondo i quali, in uno scenario estremo, la Fed potrebbe persino aumentare i tassi d’interesse fino al 6%.
Tuttavia, il mercato ha scelto di non credere a questo scenario. Al contrario, in Europa, le comunicazioni sulla politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) hanno creato le premesse per un’ipotesi di scenario di mercato più aggressivo. Di conseguenza, i capitali si sono spostati presumibilmente verso i mercati europei, nei quali i tassi d’interesse continueranno a essere considerati come una variabile positiva, come ha suggerito la presidente Lagarde nella conferenza stampa della settimana scorsa.
Cosa sta spingendo a rialzo l’Euro?
Nonostante il dollaro abbia perso attrattività rispetto a un paniere di valute, non solo nei confronti dell’euro, come dimostrato dall’andamento del Dollar Index (SXY), molti esperti vedono con favore la valuta europea. Il DXY è sceso da un massimo di 104,7 a un minimo di 102 in poche sessioni di negoziazione, grazie anche alle prospettive che si sono delineate dopo le dichiarazioni di Powell sulla politica monetaria della Federal Reserve (Fed). Al contrario, l’EXY, l’indice dell’euro, ha mostrato un andamento complessivamente positivo rispetto al paniere di valute a cui è paragonato e, a partire dai minimi di giugno, mantiene un trend positivo, puntando ai massimi di maggio.
Il quadro economico che emerge dal mercato valutario è chiaro: i capitali si stanno spostando verso i Paesi che presentano prospettive di ulteriori rialzi nei tassi di interesse. La questione irrisolta rimane quindi il motivo per cui, nonostante le comunicazioni di Powell riguardo alla possibilità che la Fed aumenti i tassi nelle prossime riunioni del FOMC il mercato abbia completamente ignorato tali segnali.
Eur/Usd: cosa aspettarsi adesso?
Al centro della discussione c’è la salute stessa dell’economia statunitense. L’inflazione, in particolare, è un argomento molto dibattuto: complessivamente sta diminuendo, anche se alcune sue componenti sono più persistenti di altre. L’S&P 500 continua a salire, scontando l’avvicinamento del al punto di minimo degli utili aziendali. In sintesi, sembra che si stia configurando uno scenario di «Soft Landing», il che fa pensare che ulteriori aumenti dei tassi di interesse siano poco probabili negli Stati Uniti.
L’andamento tecnico di Eur/Usd riflette l’andamento dell’indice DXY ed EXY: complessivamente sembra direzionato verso i massimi di Aprile, a 1,11€.
EUR/USD, 1W
Grafico a candele settimanli di Eur/Usd. Fonte: teletrader.com