Politiche e annunci di Donald Trump che cambiano come il vento, tensioni geopolitiche che provengono direttamente dagli Stati Uniti, indipendenza della Federal Reserve presa puntualmente di mira: Wall Street, anche secondo gli analisti di JPMorgan, non è più quella di prima.
Sicuramente, ci sono altri mercati azionari internazionali su cui vale la pena scommettere, in una fase in cui molti investitori di tutto il mondo si sono dati al Sell America. Gli analisti di JPMorgan consigliano anch’essi ai loro clienti di guardare altrove. Dove? La risposta è in uno degli ultimi report che hanno stilato.
La scelta non è rappresentata da un solo mercato. Per chi cerca occasioni di shopping in questo 2026, diverse sono le Borse, infatti, che la divisione di ricerca del colosso di Wall Street menziona nella sua analisi.
Il report di JPMorgan sull’azionario. Long sui mercati emergenti
Intanto, una premessa. JPMorgan ha detto di essere più ottimista verso i mercati emergenti, in generale, che verso quelli delle economie avanzate: dunque, non solo rispetto a Wall Street.
Nel sottolineare di “preferire le azioni internazionali rispetto a quelle USA”, gli strategist della divisione dedicata all’azionario dell’investment bank hanno reso noto di essere long sui mercati emergenti rispetto a quelli avanzati, ricordando che il fenomeno che ha caratterizzato l’azionario mondiale nel corso del 2025 si è ripresentato anche all’inizio del 2026.
Il fenomeno è rappresentato dal fatto che, l’anno scorso, i mercati emergenti hanno fatto meglio degli indici azionari principali di Wall Street, sulla scia della forza dimostrata dalle Borse dell’America Latina e di alcuni Stati dell’Africa.
Il team di JPMorgan ha fatto notare che la sovraperformance dei mercati emergenti è proseguita anche quest’anno, al punto da portare i mercati emergenti a battere quelli avanzati del 10% in termini di dollari, stando a quanto emerge dal paragone dei rispettivi indici MSCI.
Il trend dell’indice S&P 500 rispetto a quello dei mercati emergenti
La divisione di ricerca di JPMorgan è convinta che nel 2026 i mercati emergenti continueranno a battere Wall Street. (Fonte: Source: LSEG, FactSet).
Boom di flussi in entrata nei mercati emergenti anche da inizio 2026
“Sono stati i forti flussi in entrata nei mercati emergenti a sostenere la performance robusta della regione”, hanno commentato gli analisti di JPMorgan, aggiungendo che “i flussi in entrata nell’azionario dei mercati emergenti si sono attestati, su base netta, a $29,2 miliardi nel corso del 2025, riportando il trend su base annua più forte dal 2021”.
Non solo: a conferma di come il trend non si sia fermato, il fatto che, “dall’inizio dell’anno, i flussi in entrata sono ammontati già a $55,5 miliardi, raddoppiando quasi il loro valore rispetto ai numeri dell’intero 2025”.
Altro che Wall Street, si potrebbe dunque dire.
Gli esperti di JPMorgan hanno poi indicato la possibilità che i mercati emergenti continuino a confermarsi brillanti, visto che i loro asset “ rimangono sottopesati in modo significativo, in media, nei portafogli (di investimento)”.
Basta guardare al rapporto P/E forward a 12 mesi, che indica che i mercati emergenti viaggiano ancora a sconto del 33% rispetto ai mercati avanzati principali.
Le potenzialità di nuovi guadagni sono dunque corpose, prevedono tuttora gli analisti di JPMorgan, secondo i quali “gli asset dei mercati emergenti continueranno a beneficiare dell’ampio allentamento monetario varato dalla maggior parte delle banche centrali EM. Un ulteriore sostegno arriva dalla debolezza del dollaro (USA) ”.
Nei mercati emergenti JPMorgan scommette sulla borsa di Tokyo e sulle borse europee
Tornando a volgere lo sguardo verso i mercati avanzati, il team di JPMorgan intravede opportunità maggiori rispetto a quelle che riconosce all’azionario USA per la borsa di Tokyo e per le borse europee che, a suo avviso, sovraperformeranno ancora Wall Street.
Nello specifico, la borsa di Tokyo “dovrebbe beneficiare della politica fiscale espansiva ” della premier giapponese Sanae Takaichi, mentre l’azionario europeo “ offre valutazioni relative appetibili e posizioni leggere, preparandosi a trarre vantaggio dall’aumento delle spese fiscali”.
Va ricordato che l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha continuato a volare, inanellando nuovi record e salendo dall’inizio dell’anno di quasi il 13%, grazie a quello che ormai viene chiamato “Takaichi trade”.
Il listino dell’azionario made in Japan è reduce tra l’altro da tre anni consecutivi di rally a doppia cifra percentuale.
Per quanto riguarda l’azionario europeo, l’indice di riferimento European Stoxx 600 ha segnato nel corso del 2025 un balzo del 16,7%, mentre il DAX tedesco un rally del 23%, sulla scia dell’arrivo di un bazooka fiscale volto a incrementare le spese per la difesa in Germania e in Europa.
Boom anche per l’indice Ftse 100 della borsa di Londra (+21,5%), per l’IBEX 35 della borsa di Madrid (+49,3%) e per il Ftse Mib di Piazza Affari (+31,5%), come conferma la tabella in cui sono illustrati anche i trend degli indici azionari della borsa USA S&P 500, Nasdaq Composite, Dow Jones Industrial Average.
Diversi gli indici azionari dei mercati avanzati che hanno battuto il trend degli indici di Wall Street
In una sua analisi JPMorgan si è detta più ottimista nei confronti del trend delle borse europee e della Borsa di Tokyo che di Wall Street (grafico con fonte LSEG, FactSet).
E non è finita qui in quanto, almeno secondo JPMorgan, sia l’azionario europeo che quello del Giappone batteranno Wall Street anche nel corso del 2026.
Anche se la palma d’oro dovrebbe toccare di nuovo ai mercati emergenti, con MSCI Emerging Markets che, al momento, viaggia a un valore superiore di oltre il 25% rispetto a quello dello stesso periodo del 2025.