JP Morgan declassa l’Europa: tempo di comprare titoli USA

JP Morgan riduce il rating sui titoli della zona euro da overweight a neutral. A influire sulla decisione la crisi politica pre-governo Conte e il ritardo nel restringimento della politica monetaria da parte della BCE.

JP Morgan declassa l'Europa: tempo di comprare titoli USA

J.P. Morgan sta vendendo titoli europei e comprando quelli americani sulla scia della crisi politica italiana. La società newyorkese ha infatti ridotto il rating sulle azioni della zona euro da overweight a neutral e trasferito i fondi agli Stati Uniti, migliorando il rating del Paese guidato da Trump da neutral a overweight.

Secondo lo strategist Mislav Matejka, un euro più debole aiuterà l’Eurozona, ma gli investitori probabilmente resteranno ai margini perché l’Italia rimarrà un problema ben presente sullo sfondo, con il nuovo governo dai forti tratti populisti che potrebbe rappresentare un problema.

Occhi sull’Italia

Venerdì scorso, con la partenza ufficiale del nuovo governo Conte, l’Italia ha messo fine ai disordini politici che avevano agitato non poco i mercati, portando EUR/USD a scendere fino a quota 1,1506 dollari, ai minimi da luglio 2017. L’indice STOXX Europe 600 è sceso dell’1,07% la scorsa settimana.

“All’interno dell’Eurozona, l’Italia è stata una nostra top pick nel 2017 e nei primi mesi del 2018, ma all’inizio di maggio abbiamo cambiato opinione e chiesto di riciclare i profitti in Germania, riducendo del 5% gli obiettivi di fine anno per l’Eurozona, in seguito al peggioramento delle stime sul PIL”,

ha dichiarato Matejka.

Lo strategist ha aggiunto che probabilmente i ritardi nel restringimento della politica monetaria da parte della BCE non stanno aiutando i titoli della zona euro, che tendono a rientrare nella categoria “value”, che beneficia di maggiori rendimenti.

JP Morgan prevede che l’MSCI Eurozone guadagnerà il 12% quest’anno mentre l’MSCI Europe salirà dell’8%.

Dubravko Lakos-Bujas ha un target price di fine anno di 3.000 per l’S&P 500, che rappresenterebbe un guadagno di circa l’11% rispetto alla chiusura di giovedì scorso.

Matejka fa notare come l’indice S&P 500 abbia registrato solidi guadagni ogni volta che i rendimenti sono rimbalzati, “tranne durante il taper tantrum della Fed nel maggio del 2013”:

“La correlazione tra azioni e obbligazioni rimane negativa, il che funge da ammortizzatore automatico di valutazione in caso di cali azionari”.

J.P. Morgan si aspetta che la Fed aumenti i tassi di interesse quattro volte quest’anno, mentre secondo Matejka sarà anche l’ulteriore crescita degli utili societari ad aiutare Wall Street.
Lo strategist mantiene un rating overweight sul Giappone, ma neutral sui mercati emergenti, che durerà fino a quando non si presenterà una migliore opportunità di acquisto:

“Siamo preoccupati che i mercati emergenti possano trovare difficoltà di fronte ad elementi come l’apprezzamento del dollaro, sorprese rialziste della Fed, ipotesi di guerra commerciale, rallentamento dell’attività cinese”.

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