Rendimento Btp aggiorna i minimi storici: il grafico della settimana

Nell’ultima asta del Tesoro il rendimento dei Btp a 10 anni ha fatto segnare un nuovo minimo storico. Proviamo a vedere le cause che hanno portato, nonostante il boom del debito italiano, ad un risultato così importante.

Rendimento Btp aggiorna i minimi storici: il grafico della settimana

Giovedì, nello stesso giorno del meeting della Banca Centrale europea, il Ministero dell’Economia ha registrato in asta un nuovo minimo storico per il rendimento dei Btp.

In particolare, il Ministero di via XX settembre ha collocato la quinta tranche del Btp a 5 anni per 2,5 miliardi registrando richieste per 3,64 miliardi. Il rendimento del titolo con scadenza 1° febbraio 2026 è sceso in prossimità dei minimi storici attestandosi allo 0,23% (-12 centesimi).

In asta anche il decennale al 1° aprile 2031. Di questo titolo sono stati collocati 3 miliardi di controvalore, con richieste di poco sotto i 4 miliardi, ed un rendimento che, in rosso di 10 punti base rispetto all’appuntamento precedente, si è attestato allo 0,79%. Per il dato si tratta di un nuovo minimo storico.


Rendimento medio Btp 10 anni in asta. Fonte Bloomberg

Rendimento Btp: le ragioni del calo

Anticipato dalle recenti aste di Btp a 3, 7 e 30 anni (il primo due settimane fa ha evidenziato il rendimento più basso mai registrato), ed incurante del balzo che il debito registrerà a causa delle misure per contrastare la pandemia (secondo le stime del Fondo monetario internazionale, quest’anno il rapporto tra debito e Pil dovrebbe passare dal 134,8% al 161,8%), il trend discendente ricalca quello già fatto segnare dal decennale sul mercato secondario.


Rendimento medio Btp 10 anni sul mercato secondario. Fonte Bloomberg

Quattro le cause principali che stanno spingendo al ribasso il rendimento del nostro Btp:

  • in secondo luogo troviamo il rafforzamento dell’esecutivo italiano dopo l’ultimo appuntamento elettorale;
  • terzo fattore che ha permesso una riduzione del rendimento del Btp è rappresentato dalle misure messe in campo a livello europeo per contrastare la pandemia, con particolare riguardo al Recovery Fund (si tratta di provvedimenti che finiscono per rafforzare significativamente l’unione fiscale e monetaria riducendo drasticamente le possibilità dell’uscita di uno o più Paesi);
  • infine, visto che gli operatori non si aspettano un ritorno di crescita e inflazione nel medio periodo, la ricerca di rendimento finisce per privilegiare quei titoli di Stato che, su scadenze non eccessive, riescono ancora ad offrire un minimo livello di remunerazione.

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