Irpef, quanto pagano dipendenti e partite IVA? I commercialisti smentiscono i dati UIL

Quanto pagano di Irpef dipendenti, pensionati e titolari di partita IVA? I dati di UIL e CNDCEC non corrispondono: ecco la risposta dei commercialisti al sindacato.

Irpef, quanto pagano dipendenti e partite IVA? I commercialisti smentiscono i dati UIL

Irpef, continua la lotta a colpi di comunicati stampa tra UIL e commercialisti: il botta e risposta riguarda quanto pagano dipendenti, pensionati e partite IVA di imposta sul reddito delle persone fisiche.

Secondo la nota diffusa dalla UIL il 26 agosto, infatti, il 94,7% del gettito Irpef è versato dai lavoratori dipendenti e pensionati, evidenziando quindi l’iniquità del sistema fiscale italiano.

Non si è fatta attendere la risposta dei commercialisti, che hanno sottolineato con una nota il giorno successivo che le percentuali sono diverse: dipendenti e pensionati pagano l’82,5% del totale.

Irpef, l’eterna lotta tra dipendenti e partite IVA: i dati UIL

Il 26 agosto 2020 la UIL ha pubblicato una nota sul sito, in cui diceva di aver analizzato i dati MEF sulle dichiarazioni dei redditi.

STUDIO SUL GETTITO FISCALE ITALIANO A CURA DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI DELLA UIL
Clicca qui per scaricare il file.

La loro elaborazione ha portato alle seguenti conclusioni: l’Irpef viene pagata per il 94,7% da dipendenti e pensionati, mentre solo il 5,3% è versato da “altre tipologie di contribuenti”.

Secondo la UIL quindi questa situazione fotografa “l’iniquità del sistema fiscale italiano”. Si legge nella nota:

“Per la UIL è urgente che il Governo apra un confronto con i sindacati per arrivare a una complessiva riforma del fisco, che ridisegni le aliquote IRPEF e gli scaglioni, rispettando il principio di progressività previsto dalla Costituzione e, contemporaneamente, attuando una svolta nella politica di lotta all’evasione fiscale per recuperare i 110 miliardi di euro che ogni anno sono sottratti alle casse dello Stato.”

Le conclusioni sono senza dubbio condivisibili, ma i commercialisti fanno notare che i dati dell’Irpef non sono proprio quelli riportati: vediamo perché.

Irpef, quanto pagano dipendenti e partite IVA? I commercialisti smentiscono i dati UIL

Dopo 24 ore dalla pubblicazione della nota della UIL i commercialisti hanno messo i puntini sulle i:

“Su 164,2 miliardi di euro di IRPEF netta totale risultante dalle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche, quella dovuta da contribuenti il cui reddito deriva prevalentemente da lavoro dipendente o pensione è pari, rispettivamente, a 90,1 e 45,5 miliardi, per un equivalente dell’82,5% del totale e non del 94,7%, come erroneamente indicato nella nota diramata ieri dal servizio politiche fiscali della UIL.”

Inoltre, secondo i commercialisti la nota della UIL non evidenzia che l’82,5% è un dato coerente al fatto che i contribuenti, il cui reddito deriva prevalentemente da lavoro dipendente o pensione, rappresentano l’84,1% del totale dei 41,4 milioni di contribuenti Irpef.

Secondo Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, questa puntualizzazione è senza spirito polemico, anzi nasce proprio per spegnere sul nascere qualsiasi diatriba basata su dati inesatti:

“non lasceremo più passare sotto silenzio i periodici tentativi di fare sensazionalismo sulla pelle dei professionisti e delle partite IVA in generale, per accreditare la strampalata tesi che l’Irpef sia pagata quasi esclusivamente da dipendenti e pensionati e non anche dalle partite IVA.”

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