USA, esce libro di Obama: “Dito puntato contro informazione”

In uscita domani, si intitola “A Promised Land” e secondo molti è un libro che si prepara a denunciare i peggiori aspetti del mondo dell’informazione statunitense

USA, esce libro di Obama: “Dito puntato contro informazione”

Domani, martedì 17 novembre, è la data d’uscita scelta dal colosso editoriale Crown Publishing per “A Promised Land”, ultimo libro dell’ex Presidente statunitense Barack Obama.

Un testo che - anticipano in molti - si prepara a lanciare più di un monito a un “panorama dei media profondamente diviso”. Inevitabilmente focalizzata sulle recenti elezioni, l’opera di Obama sembra infatti evidenziare su tutte una preoccupazione: che l’universo dell’informazione si avvii a cambiare “in modi che destabilizzeranno la democrazia.”

Una prospettiva più volte richiamata con timore dall’ex numero uno della Casa Bianca, e che potrebbe riferirsi al processo comunicativo e mediatico post-elettorale avviato da Donald Trump, decisamente non intenzionato ad accettare una sconfitta.

Obama: dito puntato contro informazione USA

La data del 17 novembre, scelta da tempo, si è rivelata il perfetto trampolino di lancio per il libro, che secondo diverse analisi di settore si appresta a diventare il titolo più venduto dell’anno.

In più, un altro elemento ha intercettato perfettamente queste settimane con largo anticipo: tra le pagine dell’ex Presidente larga attenzione è concessa a Trump, alla sua gestione della pandemia e alla sua presunta comunicazione post-elettorale.

Un intuito forse non particolarmente difficile ma di certo efficace, considerando che il tycoon continua a comparire su Twitter e in pubblico con frequenti negazioni della sconfitta e accuse di brogli.

Ecco quindi che le interviste e le apparizioni pubbliche di Obama già in corso si focalizzano sui 4 anni in carica di Trump ma anche sul difficile processo di «scollamento» del tycoon dalla Casa Bianca.

Su tutto però Obama lancia un vero e proprio allarme relativo all’informazione statunitense, che proprio di fronte a simili episodi dovrebbe essere in grado di affermarsi come primario strumento di democrazia; ma che - lascia intendere - spesso non si fa affatto carico di un simile ruolo:

“Arrivo a questo libro molto preoccupato dal fatto che gli Stati Uniti non abbiano più una base comune di fatti né una storia comune. Non c’è più un Walter Cronkite che descrive la tragedia dell’assassinio di Kennedy, ma che dice al contempo ai sostenitori e ai detrattori della guerra del Vietnam che le cose non stanno andando come ci racconta la Casa Bianca. Senza questa narrativa comune, la democrazia diventa molto difficile. Penso che questo rappresenti la più grande minaccia alla nostra democrazia”,

ha spiegato Obama, nel corso di un’intervista rilasciata a Jeffrey Goldberg per The Atlantic.

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